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10 registe queer che dovresti conoscere

Nonostante i progressi raggiunti negli ultimi anni, la situazione delle donne all'interno dell'industria cinematografica risulta ancora critica: nel 2020 il 67% dei film infatti ha impiegato tra le 0 alle 4 donne in ruoli di produzione creativa e non. La provata difficoltà di inserirsi nello showbusiness si aggrava quando si parla di soggettività queer. Per celebrare il pride month e la professionalità femminile, Kube vi propone una lista di 10 registe queer di talento che dovreste conoscere.


Dorothy Arzner

Classe 1897, Dorothy Arzner nasce a San Francisco. Dopo la Prima Guerra Mondiale gli Stati Uniti sono in crisi e Hollywood necessita di nuove risorse, così Arzner inizia a lavorare nello showbusiness prima come stenografa, poi come montatrice fino ad approdare alla regia lanciando attrici del calibro di Katharine Hepburn e Lucille Ball. Oltre ad essere una tra le prime registe donne ad Hollywood, Arzner è stata anche la prima regista a non nascondere il suo orientamento sessuale: ella ha avuto relazioni con le attrici Alla Nazimova, Billie Burke e con la coreografa Marion Morgan, con cui è stata insieme per più di quarant’anni. Film consigliati: Working Girls, Craig’s Wife, Dance Girl Dance


Barbara Hammer

Pioniera del cinema queer sperimentale americano, Barbara Hammer ha costruito la sua carriera sui temi riguardanti il gender, il lesbismo e il corpo femminile. Il suo Dyketactics, girato nel 1974, è considerato il primo cortometraggio lesbico, mentre la sua opera più celebre è Women I Love: qui Hammer celebra il corpo femminile e l’indipendenza di essere una donna saffica negli Stati Uniti negli anni Settanta in un clima di gioia e di allegria. Barbara Hammer ha insegnato anche come accademica alla European Graduate School e rimane nella storia per il suo attivismo femminista.


Donna Deitch

Nata come autrice di documentari, Donna Deitch, canadese classe ‘45, dirige il suo primo lungometraggio di finzione nel 1985, Desert Hearts. Candidato a 4 premi e ispirato al romanzo di Jane Rule, Desert of the Heart, il film di Deitch ha assunto una grandissima popolarità nell’ambito del cinema lesbico proprio per la sua capacità di rappresentare una storia d’amore saffica con gli stessi schemi tradizionali delle commedie romantiche eterosessuali. La delicatezza e la genuinità del tema trattato hanno fatto sì che Desert Hearts diventasse un cult del cinema queer e Donna Deitch una delle registe lesbiche più di talento del panorama cinematografico mondiale. Film consigliati: Woman to Woman, Desert Hearts, Criminal Passion


Chantal Akerman

Tra le pioniere dell’écriture féminine al cinema, Chantal Akerman inizia la sua carriera a 18 anni, con un cortometraggio ispirato ai lavori di Godard. Regista prolifica sempre interessata ai temi della condizione femminile e della scoperta della sessualità, a 24 anni gira Je tu il elle, il suo primo lungometraggio. È nel 1975 che il suo capolavoro, Jeanne Dielman 23 Quai du Commerce 1080 Bruxelles, una riflessione sui ruoli di genere e del trauma post-Seconda guerra mondiale, la consacra come uno dei più grandi talenti del cinema mondiale. Apertamente lesbica, starà con la violoncellista Sonia Wieder-Atherton fino alla sua morte, avvenuta nel 2015. Film consigliati: Je tu il elle, Jeanne Dielman 23 Quai du Commerce 1080 Bruxelles, News from Home


Cheryl Dunye

Nata in Liberia, Cheryl Dunye è cresciuta a Philadelphia e ha studiato cinema in Pennsylvania e nel New Jersey. Il suo interesse per le tematiche legate al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e aò razzismo è chiaro fin dalle sue prime opere e culmina con il suo più celebre lungometraggio, The Watermelon Woman che è ricordato come il primo film narrativo scritto e diretto da donne nere lesbiche. Il film studia e celebra le donne queer nere della storia del cinema, concentrandosi in particolare sulla figura di Fae Richards. Oltre ad operare come cineasta, Dunye è anche un’attivista e accademica femminista insegnando, tra le altre, alla UCLA, alla School of the Art Institute of Chicago e alla San Francisco State University. Film consigliati: Janine, The Watermelon Woman, Black is Blue

Lana e Lilly Wachowski

Nate in Illinois rispettivamente nel 1965 nel e 1967, Lana e Lilly Wachowski sono tra le registe di fantascienza più note al mondo. Il loro film di debutto, Bound, è un thriller dalle sfumature saffiche che è diventato cult del genere. È però con la trilogia di Matrix che le sorelle hanno raggiunto un successo planetario e che solo ultimamente è stato letto dal punto di vista di una simbologia trans. I temi dell’inclusività insieme alla riflessione sull’ibridazione tra cinema e tecnologia ritornano in Sense8, serie tv tra le migliori di Netflix. Lana è stata la prima grande regista hollywoodiana a fare coming out come transgender all’inizio degli anni 2000 e nel 2016 l’ha seguita la sorella Lilly.

Film consigliati: Bound, Matrix, Cloud Atlas.


Céline Sciamma

Regista e sceneggiatrice francese nata nel 1978, Céline Sciamma studia cinema a Parigi a La Fémis ed esordisce nel 2007 col lungometraggio Naissance de Pieuvres, un coming of age che segue le vicende di una ragazzina che si innamora di un’amica un po' crudele. Un altro celebre successo dell’autrice è Tomboy, una storia di crescita che indaga l’esplorazione dell’identità di genere nell’infanzia. L’ultimo film Portrait de la jeune fille en feu, interpretato dalla sua ex compagna di vita Adèle Haenel, ha raggiunto il successo mondiale vincendo il Prix du scénario e la Queer Palm al Festival di Cannes 2019. È prevista per l’estate l’uscita di Petite Maman, lungometraggio incentrato sul passaggio da infanzia ad età adulta.

Film consigliati: Naissance de Pieuvres, Diamante Nero, Portrait de la jeune fille en feu


Dee Rees

Tra i nuovi talenti statunitensi del cinema queer, c’è sicuramente Dee Rees, nata a Nashville da genitori liberiani nel 1977. La caratteristica del suo cinema è quello di intersecare i temi sull’orientamento sessuale e la race, come nel primo lungometraggio semi-autobiografico del 2011 Pariah che figura Spike Lee tra i produttori esecutivi. Il suo secondo film, Mudbound, che tratta del rapporto tra due famiglie, una bianca e una nera, durante la Seconda guerra mondiale è stato candidato agli Oscar 2018 per la Miglior sceneggiatura non originale. Dee Rees è apertamente lesbica e vive ad Harlem con la moglie Sarah M. Broom, una poetessa. Film consigliati: Pariah, Colonial Gods, Mudbound


Alice Wu

Nata in America da genitori taiwanesi, Alice Wu si è laureata in informatica all’università di Stanford, iniziando a lavorare come ingegnera per la Microsoft ma già maturando interesse per il cinema. Nel 2005 ha esordito con il lungometraggio Saving Face, una commedia romantica lesbica che le è valso il Viewer’s Choice Award ai Golden Horse Awards, gli Oscar taiwanesi. Il suo secondo e ultimo film, The Half of It, è stato prodotto e distribuito da Netflix nel 2020 e si basa su una vicenda realmente accaduta all’autrice, che ha perso il suo migliore amico a causa della sua gelosia per la sua nuova relazione.

Film consigliati: Saving Face, The Half of It.


Isabel Sandoval

Tra le nuove promesse del cinema indipendente statunitense, Isabel Sandoval ha conosciuto il successo del pubblico nel 2019 con Lingua Franca, essendo la prima donna trans of color a competere alla Mostra del cinema di Venezia. Il suo ultimo cortometraggio, Shangri-La, parte della raccolta Miu Miu Women’s Tales, esplora il rapporto tra amore e pregiudizio razziale. La regista al momento è impegnata in diversi progetti importanti come lo sviluppo della serie tv Vespertine e un film ambientato nel 1500, Tropical Gothic.

Film consigliati: Señorita, Lingua Franca, Shangri-La


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