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Golden Globe 2019: Vincitori e Vincitrici


Inizia un nuovo anno e con esso, come sempre, arriva l’emozionante Award Season, fatta di mesi scanditi dalla corsa ai film da vedere e quelli da recuperare, dalle ore sprecate (ma no, dedicate) a votare i best looks delle star sul Red Carpet, e dalle lunghe nottate passate davanti al televisore per conoscere in diretta i nomi dei vincitori di premi importantissimi come gli Oscar e i Golden Globe, e poterli poi spoilerare a tutti su Facebook.

E proprio la 76esima edizione dei Golden Globe si è tenuta qualche ora fa nella sfavillante Hollywood, nella notte tra domenica e lunedì (giusto per farci riprendere il tran tran lavorativo post vacanze natalizie belli freschi e riposati) e, come ogni anno, non hanno mancato di sorprenderci ed emozionarci.

Ecco di seguito i vincitori delle categorie principali, i look più belli, gli attori e le attrici di film e programmi TV a cui abbiamo voluto più bene in assoluto.

Iniziando per la categoria Miglior film drammatico, uno dei premi più attesi quest’anno è andato a Bohemian Rhapsody, la pellicola sulla storia dei Queen, tanto celebrata per la sua carica entusiasmante e la sua energia (data anche e soprattutto dalle musiche che, logicamente, sono belle) quanto criticata per la sua imprecisione storica e le vicende altamente romanzate. Ma non finisce qui per questo film fortunato, perché il premio per il Miglior attore in un film drammatico se l’è portato a casa proprio Rami Malek, famoso protagonista di Mr. Robot e credibile Freddie Mercury (eccezion fatta per la terribile protesi dentale: scusate, dovevo dirlo).

Miglior attrice drammatica: Glenn Close per The Wife – Vivere nell’ombra. Un ottimo modo per coronare nuovamente una carriera importante, lunghissima e variegata come quella dell’attrice, conosciuta da qualsiasi bambino degli anni ’90 come la Crudelia De Mon dei film della Carica dei 101. In lacrime, ha tenuto un discorso di ringraziamento molto commovente ed empowering, accolto da un'emozionata standing ovation:

Sento di aver imparato da questa esperienza che noi donne siamo madri, è questo quello che ci si aspetta da noi. Se siamo abbastanza fortunate, abbiamo i nostri figli, nostro marito, o comunque il nostro partner... Ma dobbiamo trovare la nostra realizzazione personale. E' nostro compito seguire i nostri sogni. Dobbiamo dire "Io posso farlo, e devo avere la possibilità di farlo" .

Un altro dei momenti più alti è stato sicuramente la battuta sharp al punto giusto Patricia Clarkson, premiata come Miglior attrice non protagonista in una serie per Sharp Objects:

Grazie al mio regista che mi ha chiesto tutto tranne il sesso. Come dovrebbe essere sempre.

Proseguendo con i premi, il Miglior film commedia o musicale è andato a Green Book, la storia dell’amicizia tra un italoamericano e un afroamericano nell'America anni ’60, che in Italia uscirà il prossimo 31 gennaio. Comunque, il film non può che promettere bene, anche perché è interpretato da nientepopodimeno che Viggo Mortensen (insomma, Aragorn) e Mahershala Ali, già detentore di un premio Oscar e vincitore del Golden Globe come Miglior attore non protagonista in un film. Green Book esce dalla cerimonia come vincitore assoluto insieme a Bohemian Rhapsody, portandosi a casa altri premi importanti come quello alla Miglior sceneggiatura.

Per quanto riguarda Vice - L’uomo nell’ombra (appena uscito nelle sale italiane, il 3 gennaio), che era uno dei favoriti poiché partiva con moltissime nomination, l’unico premio è stato quello per il Miglior attore in un film commedia o musicale andato a Christian Bale, bello ma irriconoscibile nel ruolo del politico americano Dick Cheney. Il discorso di ringraziamento di Bale è stato davvero esilarante, dall’ammissione “mia moglie mi ha detto di essere breve, perché conosce bene le stronzate che mi escono di solito dalla bocca” allo strambo ringraziamento “a Satana, per avermi aiutato a interpretare il diavolo”, che la Chiesa di Satana americana ha evidentemente apprezzato:

Portamento da vera regina per la Migliore attrice in un film commedia o musicale, Olivia Colman, ovvero la Anna di Gran Bretagna del film biografico The Favourite (La Favorita), e che presto vedremo nella serie tv The Crown nei panni di Elisabetta II.

Miglior film straniero? Ovviamente Roma di Alfonso Cuarón, per il quale il regista ha stravinto anche per la Miglior regia. Durante il discorso, con l’affermazione “I film abbattono i muri”, il regista messicano non ha potuto che pungere nel vivo l’attuale presidente degli USA. Molti applausi.

Dopo il premio alla carriera per Jeff Bridges, anche il premio Miglior attore di una serie tv (commedia) ha celebrato la storia del cinema, venendo consegnato nelle mani di Michael Douglas per Il metodo Kominsky (che trovate su Netflix e che si è aggiudicata anche il premio per la Miglior serie tv musical o commedia).

Miglior Limited Series o Film per la tv, la pluripremiata The Assassination of Gianni Versace (American Crime Story), che ha visto anche Darren Criss (che noi amiamo per i suoi ruoli in Glee e in A Very Potter Musical, ma questa è un’altra storia) portarsi a casa l’ennesimo premio per la sua interpretazione nel ruolo dell’assassino Andrew Cunanan (Migliore attore in una mini serie).

Miglior attrice in serie tv drammatica: Sandra Oh, la Cristina di Grey’s Anatomy, qui per l’acclamata serie Killing Eve (è la prima star cino-americana a vincere un Golden Globe!). L’attrice ha anche fatto la storia presentando la cerimonia (insieme ad Andy Samberg – ovvero Jake Peralta di Brooklyn Nine-Nine) e poi correndo a cambiarsi d’abito per ritirare il suo premio.

Mentre per quanto riguarda la Miglior attrice in serie tv commedia, la fantastica signora Rachel Brosnahan, luminosa sul Red Carpet nel suo Prada giallo brillante, ha ritirato il suo premio per The Marvelous Mrs Meisel – che potete, anzi dovete, vedere su Amazon Prime Video.

Momento moda: Lili Reinhart (Riverdale) in rosso Khyeli, Emmy Rossum (Shameless) come una bambola in tulle rosa Monique Lhuillier (personalmente, la mia preferita!), e menzione speciale per il Red Carpet di Jamie Lee Curtis (Halloween), intramontabile regina bianca in Alexander McQueen.

Aspettate. E la nostra adorata Lady Gaga? Si è dovuta “accontentare” del premio per la Miglior canzone originale, Shallow, che ci incanta quotidianamente da tutte le radio e che, comunque, si accompagna nel film A Star is Born ad altre canzoni ugualmente valide (come Always Remember Us This Way e I'll Never Love Again. Sfida: provate ad ascoltarle senza piangere!). Emozionante è stato anche il ritiro del premio da parte della cantante (o dovremmo dire “attrice”? Non possiamo negare che Lady Gaga vesta anche questi panni in modo eccellente!), che ha abbracciato Bradley Cooper, che a sua volta se l'è cavata alla grande come cantante. Radioso nel suo abito Gucci, Bradley è stato accompagnato dalla sua compagna, la supermodella Irina Shayk in Atelier Versace, con cui forma sicuramente una delle coppie più belle di Hollywood. Indimenticabile anche il look della stessa Lady Gaga, che ha calcato il Red Carpet in Valentino Haute Couture (come al Festival di Venezia) con uno strascico da togliere il fiato, forse un omaggio a Judy Garland e al suo vestito similissimo utilizzato per la versione del 1954 del film-musical A Star is Born:

Aggiungiamo poi che, per quanto riguarda il mancato premio al suo film, Lady G. non potrà essersi crucciata più di tanto, da grande fan dei Queen qual è. Derivando proprio il suo nome d’arte dalla canzone Radio Ga Ga, non potrà che essersi divertita a gareggiare contro Bohemian Rhapsody. E poi... ci sono sempre gli Oscar!

Appuntamento quindi al 25 Febbraio, e chissà se la cerimonia degli Oscar ci riserverà delle sorprese, e gli sconfitti di questi Golden Globe potranno avere qualche rivincita.

(Per la lista completa di vincitrici e vincitori: click qui!)

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