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Nettie Wakefield - l'arte a Londra


Nettie Wakefield. Un'artista Londinese che sa esattamente cosa vuole comunicare con i suoi pezzi.

Dalle tele più provocatorie a quelle più emotive.

E' motivata, conosce i suoi obiettivi e sa esattamente come ottenerli.

Raccontaci la tua storia. Come sei diventata un’artista e come sei riuscita a capire che questo era il tuo obiettivo nella vita?

“Il disegno è qualcosa che ho sempre fatto da quando ero una bambina. Quando lasciai la scuola sapevo che volevo andare alla scuola di arte perciò ho mandato la richiesta al . Quando ci arrivai capì che non era quello che mi ero aspettata e non riuscivo a integrarmi. Perciò la lasciai andai a studiare Storia dell’Arte alla .

Quando mi laureai, dopo non aver quasi mai preso la matita in mano, mi sentì triste e così disconnessa da qualcosa che aveva sempre saputo darmi tanto piacere. Feci richiesta per entrare al per il disegno e mi laureai due anni dopo. E’ stato durante questi anni al che le cose iniziarono ad andare per il verso giusto."

Dove trovi solitamente la tua ispirazione? C’è un’ artista particolare che ammiri di più? E raccontaci qual’è la tua opera d’arte preferita.

“Prendo ispirazione principalmente dai miei soggetti. Se trovo qualcosa di particolarmente estetico, ho subito voglia di disegnarlo. Questo mi succede molto spesso con la pittura dei vecchi maestri e disegnavo molto alla . Ammiro molto Nancy Fouts (la cui mostra ho visto recentemente) e Paula Rego.

Ho recentemente scoperto June Calypso e mi ci sono innamorata. La Sto ascoltando tutt’ora in un podcast e posso rapportarmi ad ogni parola che dice. "

La tua famiglia e i tuoi amici hanno sempre supportato la tua carriera? E come riesci a motivarti per creare sempre di più?

“Hanno sempre avuto moltissimi dubbi al riguardo! Ma si, sono sempre stati molto supportivi. Non voglio mentire, ci sono state anche molte opere di convincimento.”

Puoi descriverci una giornata nella tua vita?

“Mi sveglio nel mio appartamento che è anche il mio studio, non mi vesto, faccio un caffè e mi metto subito a disegnare. Solitamente la prima ora di lavoro è quella in cui sono più concentrata, probabilmente per la prima dose di caffeina che mi colpisce durante la giornata. Solitamente cerco di uscire e vado a una galleria o qualche mostra privata anche perché non è sano rimanere in casa a lavorare ogni giorno tutti i giorni.”

Vedo che spesso disegni capelli, qual'è il vero messaggio dietro questa idea? E come definiresti il tuo stile?

"È iniziato mentre assistevo ad una conferenza durante il mio MA. La ragazza seduta di fronte a me aveva i capelli biondo fragola raccolti in una treccia. Volevo toccarli. La mia reazione mi ha incuriosita; sono rimasta affascinata dalla parte posteriore della sua testa. Chi era? Cosa mi hanno rivelato i suoi capelli? Ho iniziato a disegnare, guardando ogni sezione della sua treccia e ciuffi di capelli nel minimi dettagli. Alcune persone pensano che sia piuttosto feticista perché rende i capelli quasi sexy. L'ethos alla base di questa serie riguarda il mistero, l'intrigo e il mettere in discussione le supposizioni dello spettatore, ciò che proiettiamo nella nostra testa. Dando un piccolo segno di identità con una sciarpa o un orecchino, formuliamo un giudizio basato su quell'informazione. La serie di ritratti al contrario (?) retrovisori (?) tratta di sfidare da un lato le supposizioni e dall'altro di rappresentare un'intimità non ampiamente rappresentata.Suppongo che definirei il mio stile come dettagliato, monocromatico, con contrasto ma allo stesso tempo morbido, silenzioso, considerato, realistico ma non iperrealistico"

Nell'era dei millenials, pensi che i social network siano un buon modo per far crescere il proprio business? Come sei diventata così conosciua e ti capita mai di avere giornate no?

"Sì. È una piattaforma davvero ottima per portare il tuo lavoro là fuori e farsi notare, tutti ce l'hanno o la guardano. È utile anche per trarre ispirazione da altri artisti, conoscere l'estetica delle gallerie, promuovere mostre. Naturalmente ci sono giorni in cui ti senti immotivato, ci sono sempre alti e bassi. È più facile a dirsi che a farsi, ma la perseveranza e la positività ti portano sempre avanti."

Quale messaggio vuoi comunicare con i tuoi pezzi?

Quello che trovo più interessante è questo:

"Questo disegno fa parte della mia mostra personale, Brandy, che è stata inaugurata nel giugno 2018. Avevo 6 disegni di una bambola gonfiabile e 2 bambole gonfiabili semi-sgonfiate in bronzo lucido. Dimostra la plasticità della società contemporanea, dall'estetica alla morale - Brandy è la resa di una metamorfosi culturale e scultorea, alta all'incirca un metro e venti quando è completamente gonfia. È modellata per essere permanentemente giovane, piccola e sempre disponibile. Non è progettata per rispondere (anche se puoi fingere che lo faccia) e ha raggiunto la ricerca alchemica dell'immortalità. Persino le sue molecole di plastica diventeranno un giorno parte della catena alimentare oceanica.

La data di scadenza non è nella sua struttura molecolare, ma nel nostro approccio sociale ad esso. Sarà usata, forse molte volte, ma un giorno perderà il suo fascino e un nuovo Brandy sarà richiesto e desiderato. Si ritroverà sullo scaffale, sgonfia e accartocciata. Brandy è un'esplorazione personale dell'idea che tutto ha una data di scadenza. In un'epoca di uso sfrenato dei social media e di Tinder - dove l'amore moderno viene mercificato e scambiato più facilmente di titoli e azioni - è il sesso femminile che si trova ancora sul retro, sempre più ossessionato dalla ricerca della perfezione materiale e della mancanza di età.

La vendita di bambole sessuali è in aumento man mano che diventano più realistiche. Proprio come la pornografia ha guidato lo sviluppo di Internet, così la richiesta di bambole sessuali più sofisticate fa parte degli incentivi per lo sviluppo della robotica.

Gli scienziati stanno costruendo robot in grado di soddisfare il desiderio sessuale senza bisogno di vulnerabilità, empatia o addirittura alcuna umanità. Le ultime bambole hanno Siri. Brandy, però, non è la più grande vittima della nostra ricerca di perfezione disumana. Noi lo siamo.

Il nostro bisogno di modificare i nostri corpi e conformarci alla sempre mutevole definizione di perfezione va a pari passo, e così la nozione di "sé stesso" diventa sempre più lontana mentre ci muoviamo verso la conformazione a un ideale virtuale.

Ma come cambia la superficie di qualcosa che influisce su ciò che è sotto?

Ci troviamo in tempi transitori e incerti. Castato in bronzo, Brandy ha permanenza. Appesa a un muro, mantiene il suo status di oggetto di valore. Lo stesso Brandy in un altro contesto avrebbe una personalità diversa. Scartato e spezzato, anche nella sua solida e scultorea veste, sovverte l'antica idea dello sguardo maschile, rompendo i parametri della tradizione e indicando la corrente sotterranea del cambiamento sociale in atto."

Come ti senti riguardo tutto il concetto dell'uguaglianza? C'è ancora molta differenza tra uomo e donna nel mondo dell'arte?

"Questa la trovo sempre una domanda difficile a cui rispondere poiché so solo qual è la mia di prospettiva. Tuttavia, vi è chiaramente uno squilibrio e sono lieta che sia stato affrontato in modo da poter avanzare verso un futuro più equo e corretto."

Cosa suggeriresti a chi piacerebbe seguire i tuoi passi?

"Continua così! Tenta e ritenta. Non attribuire troppo valore alle critiche di altre persone sul tuo lavoro. Io ho fatto questo errore. Alla fine dei conti è solo il loro di punto di vista. Rimani fedele a ciò in cui credi. Ci sono molte cose che apprendi nel man mano, senza che nessuno te le insegni. Non confrontare te stesso con gli altri, ammira e impara da loro. Sii gentile. L'invidia non ti porterà da nessuna parte. Il rispetto è cosa preziosa. Le competizioni e le esposizioni sono un ottimo punto di partenza."

English version:

Tell us about your story. How did you become an artist and how did you find out this was your dream/goal in life?

"Drawing has been something I’ve done since I was a little girl. I knew when I left school that I wanted to go to art school so I applied to Chelsea College of art. However, when I got there, it wasn’t what I expected and I felt as though I didn’t fit in. So, I dropped out and went to study Art History at Leeds University instead. I thought there must be something I didn’t get at art foundation and so I went to figure that out. I’m not sure I ever did. When I graduated, after hardly picking up a pencil at Uni, I felt sad about being so disconnected from something I used to get such pleasure from. I applied to a MA at Wimbledon in drawing and graduated 2 years ago. It was during my MA that things started to kick off."

Where do you usually get your inspiration? There’s a particular artist you admire the most? And please, tell us about what is your favorite art piece.

"I get my inspiration mainly from my subjects. If I find something aesthetically interesting for whatever reason, I have a bit of a compulsion to draw it. I get this quite a lot with old masters’ paintings and used to draw a lot in the National Gallery.

I really admire Nancy Fouts (who’s latest solo show i went to recently) and Paula Rego. Ive recently discovered June Calypso and have fallen a little in love with her. a little bit. Im currently listening to her talking on a podcast and can relate to pretty much everything she says."

Have your family and friends always supported your career? And how do you motivate yourself to create more?

"They have had a healthy amount of doubt! haha. But, yes they have been very supportive. Im not going to lie, there was some necessary convincing."

Can you describe a day in your life?

"Wake up at my flat which is also my studio, dont get dressed, immediately make a coffee and sit down to draw. Usually the first hour i am working is the most focused. probably because of that first euphoric caffeine hit of the day. Potter around a bit intermittently... I usually try to get out and go to a gallery private view or something as it can do strange things to your mind just staying indoors working by yourself for days on end!"

I see you usually draw hair what’s the message behind it? And how do you define your style?


"It began when I was in a lecture during my MA. The girl sitting in front of me had strawberry blonde hair tied up in a plait. I wanted to touch it. I was intrigued by my reaction; the back of her head fascinated me. Who was she? What did her hair reveal to me? I began drawing, looking at each section of her plait and wisps of hair in minute detail. Some people think it is quite fetishistic because it makes hair look almost sexy. My ethos behind this series is about mystery, intrigue and about challenging the assumptions of the viewer, what we project onto that head. Giving a little hint of identity with a scarf or an earring, we make a judgment based on that information.

The reverse portrait series is about challenging your assumptions on the one hand and on the other hand its about representing an intimacy which is not widely represented

i suppose i would define my style as detailed..monochromatic... high contrast but quite soft... quiet... considered... realistic but not hyperrealistic"

In the era of millenials , do you think social media is the best way to grow your business? How did you become so succesful? Are there still days when you feel unmotivated about your work?

"Yes. Its a really good platform to get your work out there and get noticed, everyone has it or looks at it. It is also to get inspiration from other artists, learn about galleries aesthetics, promoting exhibitions. Of course there are days you feel unmotivated, there are always ups and downs. Its easier said than done but perseverance and positivity will carry you forward"

What’s the message you usually want to comunicate with your pieces? The one i find the most interesting is this one:


"This drawing is part of my solo show, Brandy which opened in June 2018. I had 6 drawings of a blow up doll and 2 life size semi-deflated blow up dolls in polished bronze. Demonstrating the plasticity of contemporary society – from aesthetic to moral - Brandy is the rendering of a cultural and sculptural metamorphosis. roughly Four feet tall when fully inflated, she’s fashioned to be permanently young, small and ever-available. She won’t answer back (though you can pretend she does if that’s your thing) and has attained the alchemic pursuit of immortality. Even her plastic molecules will one day become part of the ocean’s food chain.

Her expiry date is not in her molecular structure but in our societal approach to it. She will be used, perhaps many times, but one day she will cease to be enough. A new Brandy will be required and desired. She will find herself back on the shelf, deflated and crumpled. Brandy is a personal exploration of the idea that everything has a use by date. In an age of rampant social media use and Tinder – where modern love is commodified and traded more easily than stocks and shares - it’s the female sex who still find themselves on the back foot, ever more obsessed with the quest for material perfection and agelessness.

The sale of sex dolls is increasing as they become more realistic. Just as pornography drove the development of the internet, so the demand for more sophisticated sex dolls is part of the incentive for developing robotics.

Scientists are building life-like robots that can fulfil sexual desire without the need for vulnerability, empathy or indeed any humanity at all. The latest dolls have Siri. But Brandy isn’t the biggest casualty of our search for inhuman perfection. We are.

Our need to modify our own bodies and conform to the ever-changing definition of perfection runs in parallel, so the notion of self becomes ever more distant as we move towards conforming to a cardboard cut- out virtual ideal.

But how does changing the surface of something impact what is underneath?

These are transitory and uncertain times. Cast in bronze, Brandy has permanence. Hung on a wall she retains her status as an object of value. The same Brandy in another context has a different persona. Discarded and broken, even in her solid, sculptural guise, she subverts the age-old idea of the male gaze, breaking parameters of tradition and signifying the undercurrent of social change taking place."

How do you feel about the whole conception of equality? Is there any difference being a woman or a man in the art’s world?

"I always find this a difficult question to answer as i only know what its like from my own perspective. However, there clearly is an imbalance and i’m glad that it is being addressed so we can move forward into a more equal and fair future."

What would you suggest to someone who’d like to start your career?

"Keep going! keep going keep going. Don’t put too much value into other peoples criticism of your work. I have been guilty of this. Remember its just opinions at the end of the day. Stay true to what you believe. Theres lots of things you learn along the way that were not taught. Don’t compare yourself to others, admire and learn from them. Be kind. Envy will get you nowhere. Appreciation and respect for your contemporaries is a valuable thing.

Applying to competitions and doing group shows with peers is a good place to start."

#NettieWakefield #Art #Losangeles #arte #intervista

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