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  • Francesca Sarati

Anticoncezionali ormonali: esperienze personali e politiche

Qualche mese fa ho parlato di come negli anni Cinquanta, il ginecologo John Rock e il biologo Gregory Pincus abbiano condotto ricerche e sperimentazioni circa gli effetti della pillola anticoncezionale. All'inizio cercavano metodi di contraccezione ormonale per uomini. Tuttavia smisero: credevano che le donne avrebbero tollerato gli effetti collaterali meglio degli uomini i quali avevano bisogno di condizioni di vita migliori e non potevano permettersi di stare male. Nel 1970, la giornalista Barbara Seaman scrisse The Doctors' Case Against the Pill. Il libro venne portato all'attenzione del senatore del Wisconsin Gaylord Nelson. Nelson condusse delle indagini per capire di più del legame tra l'uso della pillola e il decremento nel desiderio sessuale, la depressione e i coaguli di sangue, ma nessuna donna venne invitata a parlare. Queste udienze volute da Nelson portarono a pillole molto più leggere, e all'inserzione di un foglietto illustrativo da 100 parole nelle confezioni, una svolta epocale che ha permesso alle donne di essere più informate.


Ho parlato di come oggigiorno, alcuni effetti collaterali vengano occultati: le donne sostengono che la depressione sia un effetto collaterale derivato dall’utilizzo degli ormoni presenti all’interno di pillole, cerotti e anelli e lo sanno da cinquant’anni, perché mancano i dati scientifici? Questa condizione dipende dal disinteresse generale perpetuato nei confronti della salute femminile e del corpo delle donne.


La buona notizia è che uno studio danese ha evidenziato una correlazione tra l'utilizzo dei contraccettivi ormonali e le diagnosi di depressione clinica.

Questa ricerca ha lo scopo di fornire più informazioni possibili alle donne affinché possano scegliere in modo consapevole il metodo più consono alle proprie esigenze. È necessario essere totalmente trasparenti senza nascondere o trascurare i dati. Bisogna fidarsi delle donne e della loro capacità di scelta quando hanno tutte le informazioni necessarie. Se volete immergervi all’interno della storia patriarcale della pillola anticoncezionale, conviene che leggiate l’articolo per intero.


Le esperienze femminili e personali sono essenziali


C’è un diffuso mancato riconoscimento della parola delle donne. Spesso viene messa in discussione la veridicità del loro racconto: minimizzato, ridimensionato e strategicamente controllato, l’accusa più sentita è di esagerazione.


Ho raccolto le esperienze di alcune donne, è necessario specificare che non intendo generalizzare, mi rendo conto del fatto che le esperienze siano personali. Il femminismo ci ha però insegnato una cosa importante: spesso queste esperienze sono personali e politiche. Se una donna è vittima di violenza domestica, sicuramente tale violenza è un attacco personale nei suoi confronti, ma è anche un attacco politico alla donna a causa di una società incapace di educare al rispetto e alla parità di genere. E come si può applicare questo agli anticoncezionali? Intanto guardando alla storia. Se io ho sperimentato degli effetti collaterali più o meno gravi, sopratutto a livello psicologico, a causa dell’assunzione di un anticoncezionale ormonale e non sono stata creduta, oppure si è pensato che il fatto fosse legato a una situazione differente o ancora, mi è stato risposto che non esistono prove scientifiche a riguardo, allora questo è sicuramente dannoso nei miei confronti - e per questo personale - ma è anche una questione politica nella misura in cui la società patriarcale ha sempre avuto poco riguardo nei confronti delle donne e delle loro problematiche considerandole superflue o frutto di invenzioni.


Aldilà delle persone che utilizzano gli anticoncezionali ormonali per patologie specifiche e altro, vorrei chiarire una questione che mi preme, badate che non è per nulla rivoluzionaria o anticonformista. La maggior parte di voi utilizza la pillola all'interno di una relazione eterosessuale monogama e più o meno duratura a scopo preventivo: il fine è quello di evitare una gravidanza indesiderata, in altre parole ci si protegge dal pene e dall'eiaculazione. Il vostro partner contribuisce economicamente in questo? Dividete la spesa mensile di acquisto di pillole, anelli e altro? Il vostro partner è mai stato dall'andrologo per una visita di routine? Come potrete constatare da sole, non c'è alcuna equità.


È necessario a questo proposito fare un appunto circa l’istituzione patriarcale. Diversi uomini non si preoccupano della contraccezione in quanto non rischiano direttamente con il proprio corpo, di conseguenza, si riscontra un disinteresse quasi totale nei confronti di qualunque tipo di anticoncezionale. Inoltre, l'istituzione patriarcale esercita una forte pressione sociale nei confronti delle donne affinché, specialmente all'interno della coppia, si occupino della contraccezione.


80s and 90s


Da ragazza, come la maggior parte delle mie amiche, utilizzavo la pillola trifasica. Non ho avuto grandi problemi, l’umore mi sembrava lo stesso di sempre e anche fisicamente non ci sono stati grossi cambiamenti. Dopo la prima gravidanza ho riprovato, ma non c’è stato verso, pur cambiando diverse pillole, il mal di testa era fortissimo e insopportabile. Non l’ho più presa.


In her twenties


La mia esperienza con gli anticoncezionali è negativa


Ho iniziato con la pillola. Ne ho provate due, con la prima stavo male: avevo nausea, vomito, spesso febbre, le difese immunitarie bassissime. Mi sono sempre ammalata poco, non sempre prendo l’influenza stagionale, ho notato un forte cambiamento del mio corpo e nel modo in cui reagiva.

Ho deciso di cambiarla, anche la ginecologa mi aveva detto che la situazione non andava bene. Con la seconda pillola sono stata benissimo.

A distanza di qualche anno ho provato l’anello, non stavo male fisicamente quanto più psicologicamente, il mio umore è cambiato, non mi riconoscevo più, anche la libido era pressoché inesistente.

Io avevo iniziato con una pillola che non mi dava alcun fastidio


Dopo un anno e mezzo di utilizzo, il ciclo mestruale non mi veniva praticamente più. Allora ho deciso di smetterla. Il tutto di testa mia perché la dottoressa non considerava il periodo come troppo prolungato, perciò non mi consigliò nessuna pausa.

Di sicuro mi faceva stare male più psicologicamente che fisicamente, ma siccome è qualcosa che non si vede anche i professionisti a volte potrebbero sottovalutare.

Nella mia situazione - dove ho degli sfoghi ormonali in viso e sto tanto male quando ho il ciclo mestruale con tanto di svenimenti e dolori molto forti - per me la pillola è necessaria


Avere spirali o anelli all’interno del mio corpo non mi piace, non sarei a mio agio, per questo utilizzo la pillola. Il mio corpo si sta abituando, ho le ovaie policistiche, per fortuna non ho bisogno di pillole forti perché il mio utero nonostante tutto è in perfette condizioni.

Se non avessi questo problema, non prenderei mai la pillola solo come anticoncezionale perché modifica il corpo, anche quella leggera, si sente profondamente la differenza.

Io uso da un po più di tre anni l'anello e l'avevo già usato in precedenza per circa un anno


Non ho mai provato a utilizzare altri metodi perché per il momento mi trovo davvero bene. È molto pratico perché non bisogna pensarci ogni giorno, lo tengo tre settimane, e lo tolgo durante la settimana del ciclo. Poi ne rimetto uno nuovo. Per non dimenticarmi il momento in cui devo toglierlo e metterlo me lo scrivo sul calendario/agenda. Per di più di recente nel pacchetto hanno aggiunto un supporto per un'applicazione più semplice, funziona esattamente come un Tampax. Non mi è mai capitato di perderlo durante un rapporto sessuale, so che può capitare. Nel caso basta rimetterlo e non ci sarà nessun problema. Il mio ragazzo dice che ogni tanto lo sente, ma non da fastidio. Per quanto riguarda gli ormoni, sono contenta perché da quel che mi e stato spiegato non vanno nel sangue come con la pillola, restano solamente nella zona fertile.

In effetti non ho mai constatato dei grandi cambiamenti da quando utilizzo l'anello. Il ciclo è molto più scarso e regolare, ma per il resto niente di troppo strano. Forse una perdita di libido ma, chi sa, non è detto che sia dovuta all'anello.

Non prendo nessun anticoncezionale ormonale, non ne ho mai presi e spero di non avere bisogno di prenderli in futuro


Durante gli anni del liceo avevo problemi con il ciclo mestruale: dolore molto forte, nausea e vomito che mi costringevano a stare a casa da scuola almeno un paio di giorni tutti i mesi. Quando mi sono decisa di andare dalla ginecologa mi sono state date due opzioni: pillola oppure integratore al magnesio (seconda soluzione di cui lei diceva dalla scarsa efficacia). Oltre a questo mi ha diagnosticato una dismenorrea secondaria dicendomi queste esatte parole: “non si sa da cosa è causata e non c'è una cura” (grazie, molto poco rassicurante). Al tempo molte delle mie compagne di liceo prendevano la pillola, io non ero per nulla entusiasta all'idea perché onestamente, ne temevo molto gli effetti collaterali, soprattutto sull'umore (visti sulle persone che conoscevo) in un periodo già non proprio facile/sereno dal punto di vista emotivo.

Oltre a questo, naturalmente c'era l'aspetto iniziatico: se prendi la pillola sei un' adulta (a un'età in cui eravamo ancora quasi bambine).

Ho detto alla ginecologa che avrei provato prima la soluzione alternativa, e preso la pillola come ultima spiaggia. Fortunatamente il magnesio ha gradualmente fatto effetto. Combinato all'attività fisica (da nuoto una volta a settimana a palestra quattro volte alla settimana) sono stata meglio. Continuo onestamente un po' a temere la pillola, credo un residuo di diffidenza dagli anni del liceo. Se la situazione dovesse peggiorare non avrò altra scelta e la prenderò, altrimenti credo proprio che continuerò a vivere senza.


Il partner non mi fa pressione direttamente, comunque una certa pressione psicologica la sento


Non proprio per colpa sua, è anche una questione mia. Non potendo e non volendo avere figli in questo momento, credo sia giusto munirsi di certi strumenti. Fosse un po' meno costosa sarebbe anche meglio perché comunque è una spesa mensile non indifferente andando avanti con il tempo, sommando anche le visite ginecologiche non è poco. Io posso dire di non essere mai stata meglio, in quanto avevo anche molti problemi di salute. Quindi a me ha decisamente migliorato la vita.


Teenagers


Prendo la pillola da tre mesi, prima avevo dolori prima e durante le mestruazioni con un flusso abbondante, dolori di ogni genere: testa, pancia, ossa che mi costringevano a rimanere a casa da scuola.

Adesso sto benissimo, non ho dolori e le perdite sono diminuite, sono pochissime.

Prendo la pillola da novembre. Tutto sommato sto bene, il seno è aumentato, non ho preso chili e non ne ho persi. Quando smetto la pillola mi arriva il ciclo dopo tre giorni, ho un po’ male alla pancia, ma sto molto meglio rispetto a quando non la prendevo.












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