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  • Arianna Ciarimboli

ARTEmisia: intervista con Alessandra Manfredi

Alessandra Manfredi è un'illustratrice marchigiana. Dopo aver studiato Restauro pittorico, approda finalmente nel mondo dell'illustrazione. Il suo stile delicato e preciso è immediatamente riconoscibile nelle sue opere, principalmente graphic novels e libri illustrati. La passione e la serietà con cui porta avanti il suo lavoro si uniscono ad uno sconfinato amore per gli animali e l'ambiente, che trasmette con dolcezza e sensibilità anche nelle sue immagini più amare.

Ciao Alessandra ! Prima di tutto, potresti parlarmi un po' del tuo percorso?

Ciao Arianna! Sin da quando ero molto piccola ho iniziato a disegnare, e poi non ho potuto più smettere. Ricordo che anche a scuola, mi isolavo in quel mondo tutto mio disegnando sui banchi, nei diari dei compagni di classe... Il pomeriggio a casa riempivo agende intere. La passione però da sola non basta, bisogna fare tanta strada prima di farla diventare una professione. Quando è stato il momento di decidere non ho individuato subito la strada giusta e ho studiato restauro all'Università, ho fatto tanti lavori diversi, estivi e non solo... Finché non sono arrivata a Milano, seguendo il mio compagno, e ho trovato un corso di illustrazione. In quel momento ho capito che era il mondo che stavo cercando.

Dove trovi l'ispirazione per le tue illustrazioni? Sono cresciuta tra mare e campagna, nelle Marche. Sono i posti del cuore per me. L'ispirazione arriva da quello che mi circonda, dalla natura, dagli animali. Mi piace pensare che dovremmo imparare dagli animali ad ascoltare. Ai mie figli vorrei trasmettere l'amore e il rispetto per gli animali. Da piccola passavo pomeriggi interi davanti al pollaio dei nonni a parlare con le galline, e anche adesso mi piace chiacchierare con loro, osservarle.

Come sono state le tue esperienze con i diversi autori con cui hai collaborato illustrando libri? Ho avuto la fortuna, lavorando da freelance, di collaborare con autori ed editori diversi, per alcune case editrici piccole e alcune più grandi, ma ogni progetto è un mondo a sé. Iniziare un nuovo libro è sempre emozionante, che si tratti di una mia idea o quando devo illustrare un testo altrui. Quando devo illustrare il testo di un autore trovo sia molto interessante il poter dare la mia interpretazione e fondere così le due visioni insieme: parole e immagini. Lavorare in team mi è sempre piaciuto. Adesso è appena uscito un lavoro tutto mio, il primo. E' stata un'esperienza tutta nuova, perché ho dovuto dosare e incanalare tutto quello che mi esplodeva dentro. Mi sono presa il mio tempo, e velatura dopo velatura. matita su matita, ce l'ho fatta. Come ci si approccia ad un lavoro a lungo termine come la realizzazione di un libro? La prima cosa che faccio quando parto con un nuovo progetto, dopo aver letto il testo molto bene e appuntato qualche idea, è lasciare sedimentare un po' l'entusiasmo un giorno o due. Poi inizio la fase di ricerca dei soggetti, delle ambientazioni. Per ogni animale che disegno non c'è solo la carrellata di immagini tratte dalla rete, ma cerco anche di raccogliere tutte le informazioni sul comportamento, cosa mangia, come vive, dove vive... e mi interessa conoscere anche l'evoluzione e la distribuzione della specie. Se si tratta di un animale africano la vegetazione deve essere quella del suo habitat. Poi, una volta chiarite tutte le nozioni necessarie, imposto il lavoro realizzando uno storyboard a matita (per stabilire gli ingombri e cosa disegnare in ogni singola tavola), poi realizzo qualche tavola definitiva per vedere da subito l'effetto finale.


Puoi parlarci un po' del tuo ultimo progetto, Azzurro? Azzurro fa parte della collana realizzata da #logosedizioni in collaborazione con Sea Shepherd Italia, una onlus internazionale che opera in tutto il mondo per la tutela degli oceani e della fauna marina, anche con delle attività dedicate alle scuole. L'idea nasce da un viaggio di un paio d'anni fa in sud Italia, nel quale ho preso coscienza dello stato in cui sono le nostre spiagge e il nostro mare (con "nostro" non intendo quello italiano, per me la nostra casa è questo pianeta e "i nostri oceani" sono tutti gli oceani esistenti). La plastica è praticamente ovunque. E mi sono chiesta: cosa posso fare? Usarne il meno possibile e riciclarla, bene, ma non basta. La prima tavola in realtà è nata per il Premio Renner di illustrazione, nel quale ho vinto la menzione speciale. Poi ho proposto all'editore di #logosedizioni di farne un libro. Quando ho iniziato a documentarmi sugli effetti della plastica nel mare, e come gli animali interagiscono con tutti i nostri rifiuti, ho deciso che sarebbe stato un silent, perché davanti ad alcune immagini sono rimasta senza parole.


Tra i tuoi vari lavori, quali sono quelli che hai più a cuore, e perché? Il lavoro in cui ho messo tutta me stessa è Azzurro. E' stato il mio primo libro come autrice e illustratrice ed è stato una vera sfida. Quando lavoro su un testo altrui so che devo bussare alla porta prima di entrare, con Azzurro invece sono entrata correndo in una casa senza porte e senza finestre. Pur non avendo mai lavorato con troppi recinti, avevo sempre seguito una traccia già esistente. E la sfida più grande forse è stata proprio quella di dover costruire porte e finestre, sedermi a tavola e raccontare piano piano quel che mi esplodeva dentro. Molti dei tuoi lavori sono a matita e pastelli, qual è il tuo rapporto con l'illustrazione digitale? Fino a un paio di anni fa lavoravo molto anche in digitale, ma la matita è sempre stata la mia passione, sin da bambina. Mi piaceva molto il contrasto che si creava tra la matita sfumata e le tinte piatte dei pantoni digitali. La curiosità poi ti porta a fare ricerca ed esplorare. Non si finisce mai di scoprire, sperimentare mondi nuovi. Quello che ho imparato negli ultimi anni è osare con il colore. Prima usavo sempre tinte tenui, ora sto sperimentando colori più forti, più pieni. 


Hai qualche nuovo progetto a cui stai lavorando? Ora sto lavorando a un mio nuovo progetto, che arriva da un'idea di qualche anno fa. Mi appunto le nuove idee, perché con l'entusiasmo di un nuovo libro, il mio cuore è così aperto che tutti gli stimoli e le nuove idee trovano spazio!

Quali sono alcuni artisti che ami e che ti hanno ispirato ad intraprendere questa carriera? Come restringere il cerchio? Cercando di riassumere posso dire che adoro i neri di Ana Juan; la luce di Marina Marcolin; i colori di Lorenzo Mattotti; le matite di Joanna Concejo; la sintesi di Beatrice Alemagna, Philip Giordano e Owen Davey; il ritmo di Isabelle Arsenault; i mondi lontani di Shaun Tan; l'espressività di Roger Olmos... potrei andare avanti ma mi fermo qui. Tutti i giorni mi perdo nelle meraviglie degli illustratori.

Quali consigli daresti alle persone che leggono queste righe e che sarebbero interessate all'illustrazione? Un unico grande consiglio: non fermarsi mai.


Tutte le illustrazioni presenti nell'articolo appartengono ad Alessandra Manfredi. Instagram: @alessandramanfrediillustration Facebook: Alessandra Manfredi Illustration


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