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  • Adriana Del Mastro

Capi sintetici? Salviamo i mari dalle Microplastiche tessili


È nei piccoli gesti che svolgiamo quotidianamente che possiamo fare la differenza.

Ogni 22 Aprile nel mondo si festeggia l’Earth Day, la giornata dedicata alla salvaguardia e alla tutela della Terra. Certamente un’approccio di vita green e sostenibile non può essere limitato a un solo giorno, ma vogliamo sfruttare quest’occasione per informare e sensibilizzare su un tema ancora poco conosciuto ma altamente dannoso per il nostro pianeta: le microplastiche tessili.



Purtroppo il settore dell’abbigliamento risulta essere uno della maggiori cause d’inquinamento globale: si stima infatti che all’anno vengono emesse circa 1,7 miliardi di tonnellate di CO2 e che nei prossimi 12 anni questo dato crescerà del 60%. Tra i danni più gravi conseguenti alla filiera produttiva tessile, c’è sicuramente quello sull’acqua: secondo una ricerca effettuata dalle Nazione Unite, si stima che tra l’80 e il 90% dell’acqua utilizzata nelle industri tessili viene rimessa nel sistema senza che ne sia verificato lo stato di salute.


Ma cosa possiamo fare noi se le industrie tessili non seguono i paramenti e gli standard di sostenibilità imposti dalle leggi? La domanda è lecita - e lo sdegno pure - ma guardare solo all’apice del problema potrebbe non essere la soluzione più concreta nel nostro quotidiano. Il fattore che non consideriamo, è che in maniera direttamente proporzionale nel nostro micro mondo, cioè tra le nostre mura domestiche, se non prestiamo la dovuta attenzione siamo pericolosi per il nostro pianeta esattamente tanto quanto un’industria che smaltisce male le sue acque.

Ma non allarmatevi, c’è un modo per fare la differenza.



Secondo lo studio effettuato dalla fondazione Ellen MacArthur, i nostri abiti, annualmente, scaricano nell’oceano mezzo milione di tonnellate di micro fibre. Questo accade perché i capi sintetici che quotidianamente laviamo nelle nostre lavatrici, rilasciano micro fibre plastiche tessili così sottili che i filtri della lavatrice non sono in grado di trattenere, e una volta superato il primo ostacolo domestico, entrano in impianti di depurazione che riescono a bloccarle solo parzialmente, così il 40% di queste microfibre plastiche finiscono direttamente nei nostri mari.

Ovviamente i vestiti più pericolosi e dannosi in questo processo sono i capi sintetici, realizzati con materiali derivanti dal petrolio, presenti in commercio soprattutto nelle catene di fast fashion, ma non solo. Non acquistare capi fast è sicuramente un modo per evitare il sintetico, ma dovremmo prestare attenzione alle etichette sempre!

Lo studio svolto dai ricercatori dell’Università di Plymouth dichiara che una lavatrice di 6 kg può rilasciare fino a 700.000 microplastiche.


Spesso si è soliti pensare che i problemi ambientali, e i tragici effetti che ne conseguono, sono lontani dalla nostra normalità, presenti sì, ma invisibili. A dimostrazione del fatto che il problema è sempre più tangibile e vicino noi, vi riportiamo gli studi pubblicati su Science in cui si dimostra che sui fondali del Mar Tirreno sono presenti fino a 1,9 milioni di microplastiche per metro quadrato, mentre la ricerca avviata da Greenpeace in collaborazione con l’Università delle Marche ha rilevato 2,2 milioni per metro quadro nell’area marittima adiacente alle Isole Tremiti.

Oltre al gravissimo danno ambientale per le acqua, il pericolo si trova anche nell’alienazione dell’alimentazione delle specie marine: più microplastiche invadono i mari, più vengono ingerite dai pesci che le abitano, e conseguentemente anche dal nostro organismo. Un ciclo che non può essere silenziosamente accettato, e in cui ciascuno di noi può concretamente dare il suo contributo.


Il consiglio più efficace è certamente quello di acquistare il meno possibile, si può avere un’armadio alla moda anche senza mettere sulla gruccia ogni trend di stagione, in secondo luogo cercare di abolire dai propri carrelli fibre che possono essere tossiche per noi e per l’ambiente, e promuovere l’acquisto di capi realizzati in tessuti naturali. Per ciò che riguarda quello che abbiamo già nell'armadio, e che sarebbe controproducente buttare se ancora indossabile, vi consigliamo di vagliare l’opzione dei sacchetti cattura microplastiche per la lavatrice: grazie alla fittissima rete, i sacchetti vi aiuteranno a bloccare le microplastiche che altrimenti supererebbero i filtri.


Le soluzioni ci sono, basta essere attivi insieme.

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