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  • Arianna Ciarimboli

Cecilia Paredes. Perché la nostra identità la facciamo noi.

Nata nel 1950 a Lima, in Perù, ma di base a Philadelphia (Pennsylvania), Cecilia Paredes è un' artista multimediale estremamente interessante nel panorama moderno.

Formatasi alla Università Cattolica di Lima, a causa dei suoi impegni politici attivisti fu esiliata e costretta ad emigrare inizialmente in Messico, poi in Costa Rica dove rimarrà per 25 anni prima di trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti.

Nella sua produzione, infatti, la migrazione e l'integrazione sono temi dominanti, insieme alla femminilità e la congiunzione con la natura, che interagiscono di volta in volta con materiali e medium diversi.



La sua serie più famosa è indubbiamente "Landscapes", paesaggi, dove con uno straordinario uso del body painting e di sapienti scelte cromatiche e formali la Paredes si fonde con la tappezzeria che la circonda.

Lasciando intravedere a volte una pettinatura, un drappo, un orecchino, uno sguardo, essa si lascia assorbire dall'ambiente che la avvolge, diventando parte integrante.

L'artista sceglie consapevolmente di incarnare un elemento partecipativo del paesaggio del quale va a far parte. Non vuole distaccarsi da esso, né vuole perdersi. Mantenendo una sua identità riconoscibile, lascia che il suo nuovo habitat la modelli, la renda parte del suo gioco, delle sue trame intricate. E allora non riusciamo più a capire se ciò sul quale i nostri occhi vanno a focalizzarsi sia lei, o se sia la tappezzeria.

Questi due elementi in principio contrapposti diventano un tutt'uno, le loro forme, volumi, colori si fondono, lasciandosi migliorare l'uno dall'altra, indivisibilmente.

"Parte di ciò che ci rende umani è la nostra capacità di vedere oltre la stretta porta attraverso la quale entriamo nel mondo, per crescere oltre la cultura nella quale nasciamo riconoscendo altre società, altri modelli di vita. Eppure la nostra cultura di nascita è sempre impressa su di noi; il mistero dell'identità non è mai completamente risolto. Veniamo sempre da un tempo e da un luogo in cui non potremmo mai tornare."

- Cecilia Paredes

Ciò che è così interessante e saggio nella serie della Paredes, è come lei sia disposta a lasciarsi influenzare dall'ambiente che la circonda, prendendone le qualità e le imperfezioni. Non cerca di far prevalere la sua identità originaria, ma lascia che ogni luogo, ogni panorama, vada ad aggiungersi ad essa sempre attendendo ancora ed ancora qualcosa di nuovo.

Ed è una lezione che dovremmo tutti ascoltare attentamente. Tenere una mente aperta, ed uno spirito disponibile verso ogni possibilità di crescita che la vita ci pone davanti. Accogliere ed apprendere da ogni esperienza, lasciando che siano queste a plasmare la nostra identità, e non a restare nella nostra cerchia "sicura" per paura di perdere noi stessi.

Ogni luogo che attraversiamo ci dona l'opportunità di trarne qualcosa, e allo stesso tempo ci chiede di arricchirlo facendone parte. Per cinque minuti, per settimane, per anni. Cecilia Paredes ce lo insegna con la sua vita, con le sue opere. Perché lei ha deciso così, e noi possiamo solo ascoltare.





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