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Celebriamo la giornata della Terra mentre il mondo collassa


Giugno 2019 - Marzo 2020: L'Australia fu devastata da una stagione di incendi estremamente distruttivi, causati da ondate di calore al di sopra della media stagionale e siccità diffusa, eventi -questi- innescati dai cambiamenti climatici. La potenza devastante del fenomeno -secondo il Medical Journey of Australia- ha distrutto 19 milioni di ettari, uccidendo più di 400 persone e -secondo le stime del WWF- oltre 1 miliardo di animali, tra cui migliaia di Koala.


Gennaio - Giugno 2020: In alcuni Stati dell’est dell’Africa, un' oscillazione termica della temperatura superficiale del mare - causata dal riscaldamento globale- ha portato a piogge e inondazioni che hanno favorito un ambiente umido, ideale per la riproduzione delle locuste, il cui numero è aumentato di 8 mila volte. Gli sciami hanno distrutto raccolti, vegetazione e pascoli, minacciando la sicurezza alimentare di una popolazione già in crisi.

Maggio 2020: Uno dei cicloni più forti mai registrati prima della stagione dei monsoni - Il ciclone Amphan - ha devastato alcune città dell' India, Bangladesh, Sri Lanka e Butan, uccidendo 128 persone. Mathew Koll, ricercatore dell’Indian Institute of Tropical Meteorology di Pune ha dichiarato che, a causa delle temperature record registrate nel Mar Arabico e nel Golfo del Bengala (tra i 30 e i 33 gradi) potrebbe essersi avviato uno sviluppo più rapido e intenso dei cicloni.

Giugno - Novembre 2020: La stagione degli uragani atlantici è un periodo che va da giugno a novembre in cui la differenza di temperatura tra la superficie e il fondo del mare crea dei fortissimi venti che si abbattono sulle coste americane. A causa del riscaldamento globale, la stagione degli uragani atlantici 2020 è stata particolarmente densa: sono stati registrati trenta uragani, tra cui Eta, che ha ucciso 153 persone nell’America centrale, e Sally e Laura negli Stati Uniti, che oltre a uccidere 77 persone, hanno costretto molte altre a spostarsi.

Luglio - Novembre 2020: Le coste occidentali degli Stati Uniti sono flagellate da numerosi incendi che in California, Colorado, Arizona, Washington e Oregon hanno bruciati 8 milioni di acri e ucciso 42 persone. Il riscaldamento globale che ha aumentato l' estensione e la pericolosità delle fiamme. Basti pensare che nella Death Valley, nel 2020 è stata rilevata la temperatura più alta mai registrata, corrispondente a 54,4 gradi.

Aprile 2021: Si è sciolto A68, l'iceberg classificato come il più grande del mondo, che originariamente copriva 6 mila metri quadri. A quanto risulta dalle immagini satellitari, di A68 rimangono solo miliardi di frammenti. E se da un lato il mondo collassa, noi celebriamo la giornata della Terra, dimenticandoci di vivere su un pianeta che dispone di risorse limitate. Intanto il riscaldamento globale prosegue senza sosta e noi fingiamo di non accorgercene, nascondendoci sotto strati di crema solare SPF 50 e guardando il mondo attraverso il filtro dei nostri occhiali da sole scuri, che sicuramente ci proteggeranno dai raggi UV. Dalla nostra bolla di vetro stiamo bene attenti a non sentirci personalmente responsabili di quel cambiamento climatico che ha avuto origine da quando le attività umane sono cresciute esponenzialmente. ''Perché la colpa è dei gas serra, della deforestazione e degli allevamenti intensivi, delle multinazionali''. E se questa è una mezza verità, è altrettanto vero che le rivoluzioni partono dal singolo. Non ci colpevolizziamo per quella sigaretta gettata per strada, per quella bottiglia lasciata in spiaggia e tantomeno per essere andati in macchina a fare la spesa nel supermercato del quartiere, per aver evitato quel tragitto che a piedi ci sarebbe costato ben 5 minuti della nostra preziosa vita. Per fortuna li abbiamo preservati quei 5 minuti, perché così abbiamo il tempo di pubblicare una foto del mare su Instagram piazzandoci un #earthday. La realtà e che il modo migliore per celebrare il nostro pianeta è quello di ricordarci che ''Earth day is everyday'', di educarci ed educare al rispetto senza limitarci a definirci paladini dell'ambiente attraverso un post acchiappa like sui social.