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  • Arianna Ciarimboli

Charlotte Perriand. Perché anche il design è arte.

Charlotte Perriand nacque il 24 ottobre 1903 a Parigi.

Dopo aver studiato alla scuola dell'Union Centrale des Arts Décoratifs tra il 1920 e il 1925, diventa architetto d'interni e installa il suo studio in Place Saint-Sulpice.

Agli inizi del suo percorso professionale è acclamata dalla critica per il suo "Bar sotto il tetto", esposto al Salon d’Automne del 1927, interamente costruito in rame e alluminio. A soli 24 anni, inizia a collaborare con Le Corbusier e Pierre Jeanneret dagli anni Venti agli anni Trenta, portando avanti numerosissimi progetti che rivoluzioneranno il modo di pensare il concetto di living e l'architettura d'interni. Riuscirà ad addolcire le fredde linee dell'estetica di Le Corbusier, riportando al design assoluto una ricerca più vivibile, sperimentando anche grazie all'uso di diversi materiali.

Charlotte Perriand era anche socialmente e politicamente impegnata. Membro dell'AEAR (Associazione degli scrittori e artisti rivoluzionari), sostenne fortemente i repubblicani spagnoli contro il regime di Franco al tempo della guerra di Spagna. Si impegnò anche nella lotta contro la povertà abitativa, preoccupandosi di una pianificazione urbanistica più favorevole ai ceti meno abbienti.

Qualche anno dopo, Charlotte Perriand partecipa alla fondazione dell'Union des Artistes Modernes (UAM) e nel 1933 inizia la sua ricerca artistica, in particolare fotografica, insieme a Fernand Léger e Pierre Jeanneret, sul tema dell'Art Brut. Le sue opere, concentrate su degli oggetti trovati in natura fotografati sul posto o nel suo studio a Montparnasse, sono di una purezza quasi analitica.

Osservando queste foto possiamo immediatamente percepire il suo sguardo così preciso, l'attenzione ai volumi e alle linee, frutto di una propensione innata, sviluppata grazie agli studi nel design e nell'architettura.

Nel 1940, Charlotte Perriand fu nominata consigliere per l'arte industriale dal governo giapponese, partendo per Tokyo. L'influenza del suo lungo periodo giapponese (circa un ventennio) si farà sentire in ogni sua opera successiva. La collaborazione tra l'antico e il nuovo, tradizione e modernità, sarà un gioco al quale Charlotte Perriand parteciperà con successo.

Il suo famoso progetto "Maison du The" (1993) ne fu la prova. Il design dell'opera (ora in replica alla Fondation Luis Vuitton a Parigi) è semplice e ricco allo stesso tempo.

Materiali tradizionali come il legno di pino e il bambù, e elementi naturali come le pietre e l'acqua vengono coniugati in una struttura assolutamente moderna e pura, grazie alla sua profonda conoscenza della cultura giapponese e al suo estro avanguardista. Entrando in questo spazio, è impossibile non farsi abbracciare dall'atmosfera tranquilla e pacifica richiesta dalla cerimonia del tè.

Una volta tornata in Francia, la sua attività professionale si concentra su di una serie di allestimenti originali e di vario tipo, commissionati da enti e imprese di primo rango, del calibro di Air France, la Cité Universitaire, nonché da diverse istituzioni.


"L'estensione dell'arte dell'abitare è l'arte del vivere"

Charlotte Perriand

La carriera di Charlotte Perriand spicca non solo grazie al suo impegno artistico, ma anche sociale e politico. Le riflessioni che ha sviluppato sul posto dell'individuo in relazione alla natura, sul ruolo della donna nella società e nella casa, su nuove forme di abitazione, o sul rapporto di sintesi delle arti: queste sono solo delle nozioni generali che riassumono l'enorme impatto che Charlotte Perriand ha avuto nel mondo dell'arte.


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