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  • Maria Rosaria Ursino

Convivere con gli insuccessi


Qualche giorno fa mi sono trovata a leggere un articolo sulla morte di una ragazza di 30 anni; Daniela ha deciso di togliersi la vita e lo ha fatto nel posto che, per il pensiero comune, è il più distante dal concetto di morte, l'università.

Leggendo l'articolo non sono riuscita a rimanere impassibile e, a distanza di quasi una settimana, non riesco a smettere di pensarci.

Sul web molti hanno espresso il proprio cordoglio e lo hanno fatto raccontando la loro difficoltà con l'università e tutto ciò che essa comporta; dal vivere da soli all'essere all'altezza delle aspettative che i nostri familiari hanno, dalla paura di fallire all'ansia di non sentirsi abbastanza.

Nell'articolo di oggi ho deciso di raccontarvi la mia storia, la storia di una studentessa di Ingegneria Biomedica fuoricorso.

Il mio percorso accademico è sempre stato accompagnato da negatività e giudizi negativi sulle mie capacità da parte dei miei familiari e di conseguenza, il pensiero degli altri su di me, è diventato il mio pensiero su me stessa; mi sentivo incapace di comprendere qualsiasi cosa, incapace di svolgere il più banale esercizio, incapace di superare un esame. Ho nascosto tutto a tutti ma soprattutto a me stessa, non ho mai voluto studiare con altre persone per paura di essere l'unica a non capire mai nulla, ho passato ore e ore a studiare senza ottenere mai il risultato che volevo perchè di base ero io in primis a pensare di non essere mai preparata abbastanza.

Ho saltato appelli per i quali avevo studiato per paura di fallire, ho mentito ai miei genitori e a me stessa per sentire almeno una volta "Brava! Sono fiera di te" ma, una volta chiusa la telefonata, passavo ore e ore a piangere sapendo che prima o poi avrei dovuto rivelare che non solo l'esame non lo avevo passato ma in realtà non lo avevo mai sostenuto.

Sono qui a dirvi questo perchè l'università non è detto che debba essere rose e fiori, non è detto che tutti dobbiamo seguire lo stesso manuale di tempistiche; ognuno di noi affronta delle battaglie interiori e questo può rallentare il nostro percorso ma non sminuisce la nostra persona.

Il voto di un esame non definisce chi siamo, fallire un esame universitario non vuol dire aver fallito nella vita. Impariamo ad amarci e impariamo ad accettare i fallimenti come delle lezioni dalle quali imparare; confrontare il nostro percorso con quello degli altri non ci farà mai bene perchè non siamo tutti uguali.

L'università è un'esperienza che tutti possono fare ma non tutti la vedono allo stesso modo.

La salute fisica e mentale viene prima di tutto; parlate con la vostra famiglia, non abbiate timore delle chiacchiere da paese, non nascondetevi per paura che vi chiedano "A quando la laurea?", siate fieri di voi stessi ogni secondo perchè l'unica opinione che conta è la vostra.

Questa rubrica ha spesso una connotazione leggera ma ci tenevo a scrivere questo articolo perchè l'università è anche questo ed è giusto che se ne parli.

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