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Cosa significa davvero essere "liber*"?

Stavo guardando una bellissima intervista di Tracee Ellis Ross, attrice di Black-ish e figlia della famosa Diana Ross, al panel di Oprah: Oprah 2020 Vision Tour Visionaries.


Vi consiglio di ascoltare qualche intervista, perché, oltre a essere bellissime, sono un viaggio nei ricordi di quella che era la nostra vita prima della pandemia, cioè quella in cui si poteva stare tutti insieme in una stanza ammassati senza preoccuparci più di tanto dello stato di salute di chi ci stava accanto. Beata ignoranza.

Comunque, dicevo, guardavo questa intervista e ho cominciato a riflettere sul senso di libertà: cosa significa essere “liber*”?


Ultimamente, ho scoperto che mi piace il silenzio.

Per un secondo ho pensato di essere diventata asociale e insofferente alla vita, e me lo sono chiesta non perchè io mi sia posta il problema, ma perchè ho realizzato che le persone hanno questo bisogno costante di dire qualcosa per riempire un vuoto che sembra diventare sempre più grande e imbarazzante se non si manda avanti una conversazione che si ha voglia di affrontare, ma lo si fa per non sembrare maleducata.


Quindi capita che torni a casa e mentre cerchi di toglierti i due strati di mascara che ti sei messa, ti domandi: sono diventata una persona orribile?


In realtà, è la prima volta nella mia vita in cui metto pausa al mondo e mi prendo del tempo per fare quello che voglio: ovvero NIENTE oppure fare solo quello che voglio io.

Il che significa non lo solo godermi l’assenza di sillabe e suoni, ma anche quella di aprire una bottiglia di vino e leggere. La libertà di mettermi a letto e guardarmi il reboot di GG senza veramente dire una parola, anche perché… c’è davvero qualcosa da dire?


Sono in questo spazio in cui non so se è perché sto invecchiando o se semplicemente ho imparato (finalmente?) a fregarmene delle aspettative delle persone e fare solo quello che mi va di fare. Che poi fa parte sempre di quel filone “amati, vivi libera, fai quello che vuoi” fino a quando non ti guardi allo specchio e vedi la tua gemella perfetta con in mano “Le dieci regoli della brava ragazza” puntarti dito contro. Nei peggiori dei casi è una tua amica che ti fa notare che “sei un po’ strana ultimamente, non rispondi mai al telefono”.


Quando sono veramente libera di fare quello che voglio, di essere quello che voglio, se c’è sempre qualcuno (delle volte me stessa medesima) che mi fa notare di essere un po’ lontana dal mondo a cui siamo abituati, quello in cui io sto seduta a un tavolo a sentire delle persone parlare di cose che non mi interessano mentre bevo del gin scadente? Si ha del tempo per fare qualcosa che non ci va di fare?


Ho usato il tempo che ci è stato gentilmente offerto da questa maledetta pandemia per imparare a riconoscere tutte quelle idee che, in un modo o nell’altro, la società ci impone, anche inconsciamente. E sembra essere diventato il mio passatempo preferito, forse per questo non rispondo al telefono.



Tipo: hai mai lavorato davvero se non hai trattenuto la pipì per almeno un’ora? hai mai ascoltato una canzone romantica senza pensare “oh questa la voglio al mio matrimonio”? posso mettere questo pantalone anche se mi si vede la cellulite? la mia risata è troppo rumorosa? posso dire davvero quello che penso senza che qualcuno pensi che io sia sopra le righe? questo outfit sarà troppo alternativo? ti sei mai lentamente plasmata pensando di dover essere quello che il vostro partner si aspetta che tu sia? Si è veramente liberi di fare quello che si vuole, liberi di essere ciò che si è?


Quante volte ci tiriamo indietro pensando a quello che potrebbero dire le altre persone, a quello che potrebbero pensare o anche solo allo sguardo che possono rivolgerci? Sono troppo gelosa? SONO TROPPO *aggiungere letteralmente qualsiasi cosa*?

Personalmente, talmente tante che ho perso il conto.


Lo facciamo in continuazione, senza accorgercene, anche se siamo donne indipendenti e libere. Ci caschiamo, perché abbiamo la convinzione che possiamo essere felici, ma non radiose. Possiamo essere belle, ma meglio nasconderci un po’. Possiamo essere forti, ma non tanto da spaventare.


Come dice Tracee: Put you habit on the right stuff, not teaching yourself to be smaller than you are.



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