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I costumi di The Crown 4: i significati dei costumi da Lady D. a Margaret Thatcher.


Un racconto reale, nella doppia accezione del termine, quello che abbiamo visto nella tanto acclamata serie originale Netflix The Crown, da poco uscita con i nuovi episodi della quarta stagione.


Protagoniste indiscusse di questa stagione, oltre alle madame reali, sono le due donne new entry della serie: il primo prime minister donna della storia inglese Margaret Thatcher, e l'ancora giovane e delicata Lady Diana Spencer. Quello che faremo oggi però, non sarà scovare le critiche cinematografiche a queste due figuri femminili, ma scoprirne i caratteri, l’evoluzione, i messaggi non traducibili a parole attraverso i loro look, in un rapporto strettamente semiotico visivo.


Si dice che il più grande reparto all’interno della produzione di The Crown sia stato proprio il costume department e noi non fatichiamo a crederlo.

All’interno della quarta stagione di The Crown si può notare senza troppa fatica, un fitto intreccio di costumi perfettamente replicati, con altri studiati ed adattati alle scene romanze, per una linguaggio complesso di cui tutto il merito va a Amy Roberts, costumista della serie.

Il lavoro della Roberts è stato minuzioso, un vero tracciato visivo dei caratteri principali, dove, oltre tanto studio storico sui personaggi, sono state prese alcune “licenze costumistiche” per esaltare sentimenti e controversie.

Molto spesso, purtroppo, i costumi vengono visti all'interno di una trama come un aspetto secondario, irrisorio, ma in realtà possono essere proprio loro a fare la differenza e a suggerirci le giuste chiavi di lettura, ecco come:

Lady Diana Spencer


La moda all’interno della storia di Lady D. ha giocato un ruolo fondamentale. La sua prima apparizione nella serie cela volontariamente la sua immagine, una figura ancora acerba che, all’incontro con il principe Carlo, sta per sbocciare come un albero in fiore. Nelle prime puntate la giovane Diana viene rappresentata come una classica ragazza di ceto borghese, senza grande conoscenza della moda (pullover colorati, vestitini floreali dai toni un pò sciapi sono i capisaldi del suo acerbo guardaroba), per poi trasformarsi, nel corso delle puntate, nella donna alla moda, icona di stile che conosciamo bene.

Amy Roberts ha seguito fedelmente la crescita stilistica della principessa, che nella vita reale, dopo il matrimonio con il principe Carlo, si affidò per i suoi look alla consulente d’immagine Anna Harvey che la seguì per tutta la vita.


Sposa dalle spalle larghe. Certamente uno dei look più iconici (e tra i più attesi) della serie è il famosissimo vestito da sposa. Per realizzarlo ci sono volute 14 settimane e inteso lavoro, e per renderlo il più fedele possibile all’originale, Amy Roberts si è rivolta alla ditta originale che confezionò l’abito nel 1981, quella di David ed Elizabeth Emanuel, che in gentile concessione hanno donato alla produzione il pizzo originale per la realizzazione. Un abito che intravediamo per pochi secondi, mai per intero e frontalmente, il velo già copre il volto di Diana, gli occhi pieni di speranza cedono il posto allo sguardo offuscato, confuso e annebbiato che questo matrimonio porterà con sé.


Pecora nera. Un altro capo importante, riproposto fedelmente dalla Roberts, è il famoso pullover che Diana indossò nel 1980 per un'apparizione pubblica a una partita di polo. Un maglione delle stiliste inglesi Muir&Osborne, rosso acceso con pecorelle bianche in schiera ed una sola pecora nera. Questo non era certo un qualsiasi maglione, era un messaggio chiaro che la principessa voleva mandare alla famiglia reale e al mondo: “Io sono la pecora nera, controcorrente in questa famiglia.” Il maglione tanto discusso è oggi tornato sul commercio, fedele all’originale e prodotto da Warm&Wonderfull per Rowing Blazer.


Il veto del nero. I protocolli riguardanti i costumi della famiglia reale sono molto complicati, ma uno può essere considerato il più semplice di tutti: il nero è vietato se non per occasioni di lutto. Lady Diana dimostrò sin da prima del matrimonio di non accettare tanta fermezza, e per una delle sue primissime apparizioni pubbliche ufficiali, quella in cui conobbe Grace Kelly, decise di indossare un elegantissimo abito nero, ma questo non fu l’abito nero più importante della storia di lady Diana. L'abito nero che fece davvero scalpore fu il revenge dress del 1994, l’abito che lady Diana indossò per un party subito dopo che Carlo confessò pubblicamente di averla tradita con Camilla Shand. Amy Roberts in questa quarta stagione di The Crown decide, argutamente, di utilizzare questo colore di vendetta, tabù per la famiglia reale, nell’ultima puntata della serie, non a caso intitolata War: Lady Diana, il giorno di Natale, dopo un acceso confronto con Filippo di Edimburgo, perde definitivamente le speranze di essere compresa ed accettata in famiglia, e decide di presentarsi alla cena reale con indosso un lungo abito nero doppio petto con rever a lancia, colore di sfida/lutto e design dal richiamo militaresco.



Margaret Thatcher


Seconda figura inedita di questa stagione è Margaret Thatcher, interpretata magistralmente da Gillian Anderson. Anche se pochi lo sanno, Margaret Thatcher è stata una grande appassionata di moda, come confermano le missive conservate tra lei e la sorella durante gli anni dell’università, e Amy Roberts ha voluto rappresentarlo ponendo particolare occhio ai suoi look sempre estremamente raffinati.

È bene però ricordare che la Thatcher è stata storicamente un personaggio molto controverso, infatti, nonostante sia stata la prima donna a raggiungere la carica di primo ministro (e con il mandato più lungo mai registrato di ben 11 anni) non può assolutamente essere considerata una figura femminista, cosa che Amy Roberts racconta visivamente molto bene attraverso i look scelti.


Senza braghe. Una delle primissime considerazioni che si possono fare studiando i look scelti dalla Roberts per la Thatcher, è che nemmeno una volta il primo ministro viene rappresentato in pantaloni, scelta storicamente fedele, dato che dei suoi 11 anni in carica non si conserva nemmeno una foto in braghe. Questo è un messaggio chiaro che la Thatcher voleva mandare attraverso il suo abbigliamento: lei era una donna conservatrice, una donna sempre in gonna, dal sottile ed austero filo di perle al collo, e dall’educato décolletè dal tacchetto basso. Amy Roberts enfatizza con abilità questo profilo caratteriale attraverso il look utilizzato nella scena romanza dell’uscita di caccia con la famiglia reale a Balmoral, in cui il primo ministro si presenta con un outfit formale adatto alla Camera e non di certo alla selvaggia Scozia, così fuori luogo da essere derisa finanche dalla famiglia reale.


Blu Tory. Il blu è certamente il colore predominate della palette utilizzata dalla Thatcher nella sua storia, e Amy Roberts non poteva che rispettare ed adeguare i costumi della serie a questa scelta originale. Un blu acceso che da sempre rappresenta il partito dei conservatori di cui, tanto nella storia quanto nella serie, La Thatcher fa largo uso soprattutto nelle occasioni istituzionali, come nel suo primo giorno da primo ministro. Poche volte la Roberts esce fuori dagli schemi in questo personaggio, ma quando lo fa, non ha paura di osare e azzardare, come nell’episodio che vede antagoniste la Regina Elisabetta II e il primo ministro per la questione del Commonwealth, in cui, se nella storia reale Margaret Thatcher indossò un elegante abito rigorosamente blu con dettagli oro, Amy Roberts lo ripropone rosso, sottolineando con un astuto gioco di cromia come il primo ministro fosse uscito fuori dai suoi canonici schemi politici, fuori dal suo ruolo di filomonarchica.


L’elmo. Un ultimo dettaglio fondamentale è da ricercare non nel dress code, ma nell’acconciatura. La Thatcher è famosa per la sua voluminosa chioma biondo scuro, abbondantemente cotonata, che in molti hanno spesso paragonato a un elmo militare che la Iron Lady utilizzava metaforicamente per proteggersi dagli attacchi alla sua carica politica. Anche qui la Roberts non avrebbe mai potuto esimersi dal rappresentarla fedelmente, ma per dare un tocco in più, sembra che abbia aggiunto, puntata dopo puntata, sempre più volume, rendendo l'acconciatura direttamente proporzionale al potere acquisito.



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