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  • Francesca Sarati

Fondamenta della disuguaglianza: figlie di Eva, streghe e bombarole




Mono by Amanda Charchian, Los Angeles USA



Sin dai tempi antichi si narra che ci siano state donne piuttosto rilevanti politicamente all’interno di regni, reami e imperi, tuttavia non hanno mai ricoperto ruoli attivi, il cliché della passività è sempre in agguato.

Se fate parte di quel gruppo di stolt* che trae questa conclusione retorica:

Ci sarà un motivo se le donne non hanno avuto la stessa rilevanza politica degli uomini e se non hanno avuto gli stessi ruoli sociali degli uomini e se non ci sono state donne artiste, scrittrici, sovrane, ministre, cancelliere, soldatesse.

Vorrei dirvi che avete indubbiamente ragione: ci sono dei motivi, ma non derivano da una questione biologica e tantomeno dall’accettazione di un ruolo subalterno o da una propensione al sentimentalismo o all’isteria. La verità è che il patriarcato è abominevole. Addentriamoci senza indugi all’interno di secoli e secoli di storia come Leeloo ne Il Quinto Elemento che impara cinquemila anni di storia terrestre leggendo a velocità supersonica dei file sul computer. Per chi non l’avesse visto, quando giunge alla W e visiona tutte e immagini più raccapriccianti della guerra (war) piange a dirotto, completamente sconvolta, non riesce a crederci, ecco io spero di sortire lo stesso effetto, anche se dubito fortemente perchè mi servirò del libro illustrato La Grande Avventura de Diritti delle Donne: Perchè Esistono le Disuguaglianze? di Soledad Bravi e Dorothée Werner edito da Sonda.

In questo libro divertente e indispensabile le vignette di Soledad Bravi

e i testi di Dorothée Werner ci dicono le cose come stanno.

È arrivato il momento di risalire alle origini delle disuguaglianze

tra le donne gli uomini, per dimostrarne tutta l’assurdità.



Leeloo (Milla Jovovich) ne Il Quinto Elemento, film del 1997 diretto da Luc Besson. La pellicola ha per protagonisti Bruce Willis, Milla Jovovich e Gary Oldman.



Preistoria

La donna perdeva sangue, non era il massimo per cacciare, motivo per cui rimaneva nella grotta per non attirare gli animali. Avete mai provato ad acchiappare un bisonte incint*? Due ragioni per cui erano gli uomini a cacciare. Le donne usavano piccoli utensili, uccidevano piccoli animali e raccoglievano. Siccome la caccia era poco fruttuosa, il clan sopravvive e si sfamava grazie al raccolto delle donne.

Dal 3000 a.C. al 6000 d.C.

In Egitto solo gli uomini potevano accedere al potere diventando faraoni, erano considerati semidèi e trasmettevano l'essenza divina alla loro sposa. Durante il regno di Cleopatra la donna era considerata uguale all’uomo. Nel frattempo lo Stato greco e quello romano erano club riservati agli uomini. Il capofamiglia aveva pieni poteri sulla moglie e i figli. L’autorità passava dal padre al marito. La donna aveva molti doveri e pochissimi diritti: fare figli era la sua principale occupazione, preferibilmente maschi poiché ci si occupava di una sola neonata per famiglia, le altre venivano abbandonate, quindi vendute come schiave o come prostitute.

Nel Medioevo: dal V al XV secolo

Secondo la Chiesa, la donna era un essere imperfetto. Ed era impura dopo il parto. I signori avevano ogni diritto, compreso quello di violentare una donna sposata nella sua prima notte di nozze. La guerra dei Cent'anni lasciò molte donne vedove che finivano per essere derubate o violentate mentre erano in casa da sole. Le Beghine erano indipendenti e vivevano di elemosina. Affermavano la libertà sessuale e non riconoscevano l'autorità dell'uomo sulla donna. La Chiesa non era contenta e pensava che queste donne turbassero e distraessero dalla preghiera i monaci e che si prendessero troppa libertà. Le donne che si rifiutavano di entrare in un ordine religioso venivano processate e arse vive sulle rogo.

Nel Rinascimento: XV secolo

In questo periodo emergevano delle donne letterate e stimate, alcune insegnavano oppure facevano politica negli ambienti popolari, altre acquisivano dei rudimenti di medicina: usavano piante medicinali, erbe e spezie. Alla chiesa non piaceva per niente così si stabilì che: le donne erano colpevoli del peccato originale, erano deboli e venivano facilmente tentate dal diavolo; curare con le piante era un chiaro segno di magia. A causa del loro sapere, le donne venivano accusate di stregoneria: il patriarcato dichiarava guerra alle donne.

Gli abitanti dei villaggi credevano che queste donne fossero responsabili dei loro problemi: miseria, povertà e cattivi raccolti. Queste dicerie trascinavano le donne davanti a tribunali: le rosse, quelle che avevano una cultura, le anziane (a partire dai 28 anni), quelle che protestavano troppo, quelle con le mestruazioni molto dolorose che si pensava fossero possedute dal demonio.


Rik Garrett Photography


Secolo dei lumi e XIX secolo

In Europa si diffondeva un grande movimento culturale per combattere l’ignoranza. Marie Gouze andò a vivere a Parigi e cambiò nome: Olympe de Gouges. Aveva un salotto dove riceveva donne e uomini della borghesia e della nobiltà con cui scambiava idee politiche. Sul modello dei diritti dell'uomo, scrisse i diritti della donna e della cittadina. Per questi testi rivoluzionari il governo la condannò alla pena di morte: venne ghigliottinata all’età di 45 anni.

Con Napoleone, la condizione delle donne subì un arretramento. La donna e il suo corpo erano proprietà dell'uomo ed era il marito che amministrava i suoi beni, la donna non poteva lavorare senza il permesso del marito, non poteva spostarsi senza il permesso del marito e non poteva studiare.

George Sand, la scrittrice, rivendicava la propria libertà: si vestiva come un uomo, fumava e sceglieva un nome maschile. Partecipava a riunioni politiche riservate agli uomini e rivendicava la stessa posizione sociale di un uomo.


Hubertine Auclert fondava una delle prime associazioni per i diritti delle donne: chiedeva la riforma del codice napoleonico e fondava il giornale La Cittadina, affiggeva manifesti, interpellava la Camera dei deputati e rivendicava il diritto di voto per le donne.


Le suffragette: la lotta delle donne in Inghilterra nel XX secolo

In Inghilterra Emmeline Pankhurst con le due figlie fondava L'Unione sociale e politica delle donne che si batteva per l'uguaglianza tra uomini e donne. Le Suffragette intensificarono le provocazioni per far parlare di sé (bombe nelle cassette della posta), venivano persino arrestate e incarcerate. Nel 1910, 300 suffragette manifestavano davanti al parlamento, il venerdì nero (Black Friday) furono vittime di pesanti violenze da parte della polizia, questo non le fermò, alcune di loro si buttarono sotto gli zoccoli dei cavalli per farsi ascoltare. Nel 1918, alle donne inglesi veniva riconosciuto il diritto di voto alle trentenni sposate, nel 1928 potevano votare tutte le donne compiuti 21 anni.

1918-1975: Guerre Mondiali e Guerra Fredda

Le donne rivendicavano più libertà. Gabrielle Chanel creava dei pantaloni, sebbene dall'Ottocento alle donne fosse vietato portarli. La guerra scoppiò nel 1939, le donne rappresentavano il 20% dei membri della resistenza: alcune impiegate della posta salvarono diverse vite intercettando lettere di denuncia. Nel 1945, 20.000 donne vennero rasate a zero in strada senza processo per aver collaborato con il nemico.

Nel 1944, in Francia, alle donne veniva riconosciuto il diritto al voto e nel 1949, Simone de Beauvoir scriveva Il Secondo Sesso descrivendo la condizione della donna e la sua sessualità. Nel 1970, nasceva il movimento di liberazione della donna: il corpo è mio. La legge a favore dell'interruzione volontaria di gravidanza diventava effettiva nel gennaio del 1975.

La condizione delle donne nere negli Stati Uniti

Nel 1604, gli americani facevano venire dall'Africa manodopera, i neri non venivano considerati come esseri umani e le donne venivano regolarmente violentate. Harriet Tubman riuscì a fuggire dalla piantagione e aiutò compagni e compagne a scappare. Nel 1865 veniva abolita la schiavitù, ma una legge in favore della segregazione limitava i luoghi pubblici per i neri. Nel 1956 la legge segregazionista sui bus diventava anticostituzionale (Rosa Parks si rifiutava di cedere il proprio posto a un bianco e Martin Luther King organizzava il boicottaggio della compagnia dei bus). Nel 1966 nascevano le Pantere Nere: potere nero, anti capitalismo, anti fascismo, anti razzismo, socialismo rivoluzionario.


Angela Davis, attivista del movimento afroamericano, militante del Partito Comunista degli Stati Uniti d'America fino al 1991. Nel 1978 ha vinto il Premio Lenin per la pace, qui in un frame tratto da The Black Power Mixtape 1967–75



1980: si votava la legge che definiva il crimine di stupro.

1986: prima femminilizzazione dei nomi di professioni, titoli, gradi e funzioni.

1995: la quarta conferenza mondiale delle donne si riuniva a Pechino: 30.000 femministe sostenevano la promozione dell'autonomia delle donne.

1999: veniva messa in vendita la prima pillola del giorno dopo.

2000: la legge sulla parità prevedeva un numero uguale di candidati uomini e donne alle elezioni.

2003: nasceva il movimento “né puttane né sottomesse”.

2008: nascevano le Femen.

2016: Trump veniva eletto Presidente degli Stati Uniti minacciando i diritti delle donne: quando sei una star, le donne ti lasciano fare e le puoi prendere per la figa.

2017: manifestazione a Washington dei cappellini rosa, 500.000 contro il sessismo e la misoginia.


Suppongo vi siate dimenticat* l'incipit, è comprensibile, il materiale da digerire è parecchio, tuttavia non è esaustivo, di fatto, è pressoché impossibile riassumere secoli di storia senza incappare in semplificazioni e rimozioni (il focus occidentale è evidente), diciamo che questa potrebbe essere una buona infarinatura: certamente è necessario approfondire, vi invito a farlo.


Se le donne non ricoprono le stesse cariche degli uomini qui sopra si possono trovare tutta una serie di ragioni valide. Partiamo da questo presupposto, quanto è stato detto e riportato finora ha uno scopo: mi permetterà prossimamente di analizzare una questione strettamente correlata, si direbbe perfettamente allineata a quanto esposto finora.


La posizione storica delle donne non è stata favorevole e ha contribuito a gettare le basi per un futuro ugualmente incerto, nel senso che il patriarcato ha cercato di linciarle, sottometterle e mortificarle in ogni modo possibile nel corso dei secoli, e se gli uomini avevano diritto al voto, considerazione, rilevanza politica e sociale soltanto per il possesso di un fallo, le donne (non voglio scadere nell'essenzialismo biologico) hanno dovuto incendiare i luoghi prediletti dai falli come i parlamenti e i simboli istituzionali. E se pensate che oggigiorno la politica sia neutrale in fatto di genere avete torto marcio - e questo è uno spoiler - non esiste cosa come la neutralità. Con (apparente) neutralità di genere istituzionale s'intendono il maschio etero caucasico cisgender e il suo punto di vista che nel corso della Storia e degli eventi è stato reso universale e universalmente condivisibile. Ma non è neanche lontanamente oggettivo o neutrale, di fatto è soltanto nocivo, tossico e totalmente insostenibile, ne risente pressoché chiunque.




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