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Giornata Mondiale delle Api: come (e perché) fermare il declino degli impollinatori

Oggi, 20 maggio, è la giornata mondiale delle api. Sapete quanto sono importanti questi piccoli insetti? Non solo miele: in Europa, l’84% dei vegetali coltivati dipende dal lavoro incessante di questi animaletti. Mele, mandorle, pomodori e fragole necessitano tutti di api o altri impollinatori, come farfalle, coleotteri, sirfidi, vespe, falene, ma anche uccelli, rettili o piccoli mammiferi. Spostandosi di fiore in fiore per nutrirsi di nettare, trasportano il polline e garantiscono la fecondazione e lo sviluppo di semi e frutti, di cui noi ci cibiamo. Citando Einstein:


No bees, no food for mankind. The bee is the basis for life on this earth.


Questa fondamentale funzione però, oggi è gravemente compromessa, a causa del declino a cui le numerose specie di impollinatori stanno andando incontro. Fra 2006 e 2015, sono stati avvistati il 25% in meno di specie di api rispetto a prima del 1990. In Inghilterra, il 70% delle farfalle è in declino, e il 3,4% si sono estinte. E le api da miele, le più studiate, sono spesso affette da morie, come in Lombardia, dove per due anni successivi si sono verificate delle stragi di questi animali. E ciò che uccide le api domestiche, fa male anche gli esemplari selvatici. Per loro, purtroppo, non possediamo abbastanza dati per quantificare l'entità del danno: ma sono sicuramente i più minacciati.


Qual è la causa principale di questo declino? L’agricoltura industriale, di cui avevo parlato anche qua, che provoca distruzione e frammentazione degli habitat. Le monocolture, perlopiù destinate a sfamare gli animali negli allevamenti intensivi, sono dei food desert. Al loro interno, non c'è spazio per la biodiversità floreale, che sostiene (e dipende da) la biodiversità animale. Coltivare una sola specie, significa avere fiori solo in un periodo dell’anno, o non averli affatto (se sono specie impollinate dal vento). Niente cibo per le api. O non per tutte. Infatti, alcuni impollinatori stanno diminuendo, mentre altri stanno diventando più comuni: è il caso del Mediterraneo, cosiddetto hotspot di biodiversità, dove le api da miele hanno preso pian piano il posto di altre specie selvatiche, sempre più in pericolo. In generale, per sostenere l’agricoltura intensiva gli impollinatori selvatici non sono sufficienti: e gli sciami allevati vengono trasportati su camion da una coltura all’altra (causando loro stress e mortalità). O addirittura si ricorre all’impollinazione manuale effettuata dall’uomo.



Inoltre, l’agricoltura industriale costituisce un pericolo anche per l'uso massiccio che fa di pesticidi. Di questi, i neonicotiniodi sono i più dannosi: possono causare morte, perdita dell’orientamento e deficit nella capacità di volo degli impollinatori. Queste sostanze sono state proibite dall’EU, ma vengono ancora utilizzate grazie a una scappatoia legale. La campagna di Greenpeace salviamo le api (che potete sottoscrivere) si batte proprio per bloccare definitamente la produzione e l’abuso di questi prodotti tossici. L’alternativa all’agricoltura industriale, sostiene la FAO, è l’agroecologia: un metodo di coltivazione che rispetta e asseconda la naturale biodiversità dei luoghi, e fa uso di soli pesticidi naturali.


Quindi, le api sono minacciate da perdita di habitat e sostanze tossiche, a cui si aggiungono i cambiamenti climatici, l’invasione di specie aliene e la diffusione di malattie. Il problema è grave, e per nulla secondario alle altre questioni ambientali. Cosa possiamo fare noi? Sicuramente, non sostenere l’attuale sistema di produzione alimentare, ma metodi di coltura in grado di creare habitat per gli impollinatori. Non solo: anche i nostri balconi, o giardini, possono diventare dei bellissimi ristori per gli insetti pronubi locali. Basta coltivarvi piante e fiorellini nativi delle nostre zone, ricchi di nettare per nutrirli. Meglio se di diverse specie, forme e colori, e lasciando angolini “selvaggi” per sostenere gli animaletti anche in fasi diverse dalla nutrizione. Ovviamente, non deve mancare dell’acqua per dissetarli. E mi raccomando, non usate pesticidi! Che ne dite di iniziare oggi, per festeggiare la giornata delle api?



Un ringraziamento speciale a Francesco, Arianna e Ludovica per i dati e i consigli.