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I metodi contraccettivi in Italia



Cosa sono i metodi contraccettivi?


“Si intendono dei metodi o dei dispositivi utilizzati per prevenire il concepimento, tuttavia per estensione il termine è utilizzato anche come sinonimo di controllo delle nascite o controllo della fertilità, riferendosi a metodi usati per prevenire la gravidanza (o per impedire l'impianto dell'embrione dopo il concepimento).”


“L'Atlante europeo della contraccezione, realizzato dall’European Parliamentary Forum on Population & Development (EPF), classifica l'Italia al 26esimo posto per l'accesso agli anticoncezionali, il counseling e l'informazione online sul tema, su 45 Paesi presi in considerazione. (…) Secondo l’Istat, i metodi contraccettivi più utilizzati sono il preservativo (42.4%), la pillola contraccettiva (24.3%).”


I metodi contraccettivi si differenziano in 6 diverse categorie d’appartenenza:


Metodi contraccettivi barriera

  • Preservativo

  • Cappuccio cervicale

  • Diaframma

  • Preservativo femminile

Metodi contraccettivi ormonali (quelli che vengono menzionati piú spesso), tra cui:

  • pillola estro-progestinica

  • Minipillola

  • Cerotto contraccettivo

  • Anello vaginale

  • Contraccettivi iniettabili

  • Spirale IUD ormonale

  • Bastoncini ormonali impiantatili

Metodi “contraccettivi” d’emergenza:

  • pillola del giorno dopo

  • Spirale IUD al rame

Metodi contraccettivi impiantabili:

  • spirale IUD al rame

  • Spirale IUD ormonale

  • Batoncini ormonali

Metodi contraccettivi chimici:

  • spermicidi

Metodi “contraccettivi” naturali:

  • metodo “ogino-Knaus”

  • Metodo Billings

  • Metodo della temperatura basale

  • Coito interrotto


La scelta del contraccettivo é il risultato di un mix di analisi che comprendono: le analisi del sangue ed una consultazione e visita ginecologica. Non vi é il sistema perfetto e quasi sicuramente bisogna cercare di adattare il proprio organismo al farmaco, l’importante é che alla fine di varie ricerche e test la donna riesca a trovare il metodo che piú la fa sentire a proprio agio.


“In particolare, la contraccezione ormonale si caratterizza per i suoi vantaggi non solo contraccettivi (reversibile, efficace, ben tollerata e sicura, che non interferisce con la spontaneità dell’atto sessuale) ma anche “extra-contraccettivi”, primi tra tutti la regolarizzazione del ciclo e la riduzione dolore oltre che terapeutici (endometriosi*, fibromi uterini*, sindrome premestruale*…)”.

"La contraccezione ormonale viene scelta invece solo dal 16.2% delle donne, un dato fra i più bassi in Europa (la media europea è pari a 21.4%) che presenta marcate differenze regionali (al primo posto, ben al di sopra della media nazionale, si trova la Sardegna, seguita dalle regioni settentrionali ad eccezione del Veneto).”


Ma perché solo il 16.2% delle donne in Italia ne fanno utilizzo?


La contraccezione viene vista, dallo stato Italiano, come qualcosa di superfluo, accessibile ed a quanto pare un utile da pagare allo stato italiano, iva compresa. Nel 2020 una donna che vuole proteggersi da malattie sessualmente trasmissibili o da una possibile gravidanza deve essere, per forza, in uno stato sociale adagiato. Permettersi di avere sesso sicuro é diventato un lusso, solo le donne che possono permettersi dai 7 ai 20 euro al mese per il contraccettivo hanno questa fortuna.


Di chi é la colpa? É colpa dello status sociale o dello Stato poco propenso a venire incontro ai bisogni di prima necessitá del proprio cittadino?


L’anno scorso, milione di donne hanno firmato una petizione: quella della Tampon Tax.

Questa petizione vedeva l’abbassamento dell’aliquota dal 22% al 10% per i prodotti igienici femminili. Purtroppo l’Italia non ha visto un cambiamento, a differenza dei tedeschi che invece hanno vinto la diminuzione dell’aliquota dal 19% al 7%, idem per gli irlandesi, che hanno l’aliquota a 0.

I migliori riguardo il sostegno femminile rimangono per ora gli Inglesi, che si apprestano a regalare tamponi, preservativi e sistemi contraccettivi a chi li richiede al’NHS. (National Health Service).

Siamo nel 2020 e non c’é momento migliore per continuare a far sentire la nostra voce ed i nostri diritti. Siamo donne con dei bisogni e delle volontá, rendiamo i desideri realtá.

Facciamo si che il sistema contraccettivo non sia piú un lusso ma una prerogrativa.




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