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Interviste Emergenti: Arya e la freschezza di cui abbiamo bisogno

Arya è soul, Arya è r'n'b, Arya è una delle artiste migliori che abbiamo in Italia. periodt.

Oltre ad aver affiancato professionalmente grandi nomi come, Venerus e Ghemon, ha sicuramente lasciato il segno con il suo primo album "Peace of Mind", portando una ventata di aria fresca in un panorama che, a volte, risulta trito e ritrito (diciamocelo).


Sono davvero felice di intervistarla perché dopo averla vista così tante volte live, finalmente riesco anche a farci una chiacchierata! Quindi lascio che sia lei a raccontarci un po' meglio il suo percorso artistico.


Ciao Arya, piacere di conoscerti e benvenuta a Interviste Emergenti! Come da tradizione, lascio le presentazioni all'artista, raccontaci un po' di te. Ciao Viola, grazie mille dell’invito intanto. Mi chiamo Arya (sì, è davvero il mio nome) e sono di Milano, born and raised baby! Il mio progetto solista nasce nel 2018 quando ho pubblicato il mio primo singolo, A distant night, con la mia attuale etichetta, Atelier71. Dopo alcuni singoli di anticipazione, è uscito il mio primo lavoro, Peace of Mind, che ormai ha compiuto un anno (proud mama).


Mi piacerebbe sapere come è iniziato il tuo rapporto con la musica e quanto è stato influenzato dalla tua cultura; so anche che, tuo padre ha avuto un ruolo fondamentale, è vero? Sì, sicuramente la mia passione per la musica deriva proprio da lui, che è un cantante di salsa. Ho ascoltato tantissimo questo genere quando ero piccola quindi oltre al canto, anche la danza è sempre stata una valvola di sfogo. E' stata una bella scuola perché ben presto ho imparato a riconoscere gli strumenti, sentire la “clave” (la base ritmica della salsa), riprodurre i soli di fiati. Da lì il passo è stato breve e infatti da che mi ricordo ho sempre cantato. Poi chiaramente scrivere è un’altra cosa e infatti è un passo che ho fatto parecchi anni dopo.

Immagino non sia stato facile passare da corista a solista, nonostante la soddisfazione personale. Per questo volevo chiederti come è stato poter fare tour con artisti come Ghemon o Venerus? E cosa ti sei portata dietro poi nel tuo progetto da solista? Sono state due esperienze bellissime, diametralmente opposte per quanto riguarda l’approccio al concerto e alla performance, ma ugualmente arricchenti. Ciò che più è cambiato da quando ho iniziato è il mio stare sul palco, la mia attitudine nei confronti del pubblico, che è stata sicuramente influenzata da entrambi gli artisti in modi diversi. Da una parte ho imparato a lasciarmi andare completamente, quasi ad essere in balìa di tutto ciò che succede sul palco; dall’altro ho imparato quanto sia importante avere una visione, una direzione precisa in cui andare e come raggiungere l’obiettivo.


In "Peace of Mind", il tuo album d'esordio, i suoni caldi del soul, il groove dell' r'n'b si fondono con la tua voce pazzesca e si percepisce anche una forte attenzione all'io ma anche al loro. Quanto dei testi è stato influenzato dalla tua vita personale e sociale? "Mad", per esempio, è una delle mie preferite e credo abbia davvero un forte impatto. Fino ad adesso tutto quello che ho scritto, e quindi anche tutto ciò che c’è in Peace of Mind, è nato dal mio vissuto, dalle mie esperienze personali. Mad in particolare nasce dalle mie esperienze nel mondo della musica dal vivo e da alcuni incontri che ho fatto in questo ambiente che mi hanno fatto parecchio riflettere. Ultimamente sto sperimentando di più, prendendo spunto da cose che non sono accadute personalmente a me ma ad amici, conoscenti; mi faccio influenzare da libri, film, gente sconosciuta che incontro per strada, filtrando ovviamente con le mie lenti. In questo ho preso ispirazione da Jazmine Sullivan e dal suo ultimo lavoro Heaux Tales, che ho divorato: ogni brano rappresenta una storia di una donna diversa e il risultato è un caleidoscopio di personalità e voci diverse.

Ho avuto il piacere di sentirti live quest estate alla Triennale di Milano per Rockit, assieme ad altri fantastici artisti esordienti, e ho trovato una voce più che matura per la tua età accompagnata da una freschezza coinvolgente e confortante. Come vivi il palco? Negli anni è cambiata la tua consapevolezza? Come ti dicevo prima, sì, il mio modo di stare sul palco è cambiato profondamente. Ora sono molto più consapevole di quello che sto facendo, più centrata direi, anche se mi lascio trainare dall’imprevedibilità che deriva per forza di cose dall’essere su un palco con altre persone e dall’interagire con persone diverse ogni volta. è una bella palestra ed ogni volta mi rendo conto di quanto mi senta a casa sul palco, a condividere con degli estranei, ad aprirmi con loro e ad essere vulnerabile. Siamo quasi alla fine e mi piacerebbe chiederti, visto che sei un'artista dallo stile internazionale, credi che il mondo discografico italiano sia pronta ad aprirsi a tutto questo, a far spazio anche a nuovi suoni ed artisti non solo oggettivamente mainstream? o pensi sia più facile farsi strada all'estero? Sicuramente negli ultimi anni c’è stata un’apertura verso suoni più freschi, meno “italiani”. Ma la strada è ancora molto lunga, soprattutto per quello che riguarda il coinvolgimento di volti che non siano sempre gli stessi. L’estero è un mondo a parte che gioca seguendo altre regole, anzi direi che è proprio un altro campionato. Fortunatamente anche su questo fronte ci sono sempre più progetti internazionali che stimolano collaborazioni e conoscenze con artisti e addetti ai lavori stranieri. Progetti imminenti o futuri? Questo 2022 sarà pieno di belle sorprese e grazie a Keychange, un progetto europeo di formazione e empowerment per artiste/i europei e non, avrò la possibilità di girare un po’ e partecipare ad alcuni festival in Italia e all’estero con la mia band, non vedo davvero l’ora. Poi ho iniziato a scrivere dopo una bella pausa. Complice la pandemia, complice l’estate (fortunatamente) impegnativa e impegnata, ho avuto difficoltà a riprendere in mano la penna. Il momento però è arrivato, lo sento. Sto sperimentando in tante direzioni, anche con la lingua. Non ho mai scritto in italiano ma mi rendo conto che per avere un impatto qui, in Italia, sia l’unica via.

Grazie davvero Arya per esserti aperta con noi e averci portato un po' di più nel tuo mondo. Io, intanto che aspetto i nuovi singoli, vado a riascoltarmi "Peace of Mind" che è una bomba e, voi, fate lo stesso! :)



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