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"Interviste Emergenti" con Jasley


Bentornati ad "Interviste Emergenti", il format che vuole dare spazio e voce ai nuovi talenti italiani; in questo episodio parleremo con Jasley, una terra nuova ancora da esplorare.

E, come sempre, sono qui apposta per scoprire meglio con voi, il mondo di questa talentuosa artista.




Ciao Jasley, siamo felici di poterti avere con noi per il Black History Month e, come sempre in questo format, lascio direttamente le presentazioni a te!


Ciao a tutti, innanzitutto grazie per l'interesse, io sono Jasmin, in arte Jasley. Sono un artista Italo-Somala nata a Milano, più precisamente in un taxi.

Sono cresciuta a Crescenzago, un quartiere multietnico della periferia di Milano.

Nonostante io sia una ragazza nera, vi devo confessare che non ascolto molta black music, perché spesso le persone danno per scontato che io faccia r&b o soul, ma io sono legata a generi differenti, come il country e il cantautorato Italo-Spagnolo.


Quindi com'è iniziata la tua passione per la musica? Quando è nata?


Il mio primo approccio alla musica fu intorno ai sei anni, un'età in cui la mia timidezza mi costringeva a chiudermi in bagno, ogni volta che avevo voglia di cantare, un po' anche a causa del caos che si può creare in una famiglia Somala numerosa.

Mi piace pensare che il vero e proprio incontro con la musica fu l'iniziare a far parte di un coro, poiché questo mi aiutò a scoprire lati della mia voce che mi erano sconosciuti ed a prendere coraggio.


In molte tue canzoni passi dall’italiano allo spagnolo, hai una preferenza tra le due, quando si tratta di comporre le tue canzoni?


Non posso dire che ho una vera e propria preferenza tra le due lingue, ma quando creo le melodie nella mia testa mi viene naturale utilizzare parole spagnole, un po' per il suono che hanno un po' per le mie influenze musicali negli anni.

Detto questo molte volte mi trovo a voler cantare in italiano per una mia necessità che è quella di comunicare e condividere la mia storia, col mio paese, la mia città, il mio quartiere.



Con “Demoni” hai debuttato nell’industria musicale italiana, insieme a Maky; cosa puoi raccontarci di questo inizio col botto?


L' incontro con Maky è stato bello e inaspettato, ho subito sentito un'energia positiva, una forte affinità a livello personale e artistico.

Nel giro di una settimana avevamo registrato la cover di Bubbly, fu il primo brano che caricai su YouTube. Pochi giorni dopo Maky mi inviò una bozza, era Demoni, prima strofa e ritornello, mi propose di vederci per finirla assieme.

Ascoltando la canzone finita, iniziammo a pensare a quale luogo sarebbe stato più adatto per quelle sonorità, l'Olanda suonava perfetta.

E' stato un viaggio speciale che ha dato vita a ciò che è la mia collaborazione con Maky, che oggi è uno dei miei punti di riferimento .


Poi c’è stata “Hooyo”, dove si sente una forte sensibilità sia nel testo che nella tua voce; quanto di te e della tua vita fai trasparire con la tua musica?


Hooyo è stata la prima canzone nella quale ho iniziato a parlare di me per davvero.

La parola “Hooyo” significa “madre” in lingua Somala, il ritornello della canzone è una ninna nanna che si tramanda da madre a madre, di generazione in generazione. Le strofe raccontano del mio passato e di ciò che è stata "Hooyo" per me. Nella vita sono una persona molto estroversa ma ci sono delle parti di me che fatico ad esternare.


Dopo questa risposta, non posso che amarla ancora di più!

E, ultimo ma non ultimo, il tuo album d’esordio “L’altra me”. Già il titolo ci da qualche indizio, ma vogliamo saperne di più. Come è stato fare il tuo primo album? Che canzone ti rappresenta di più?


E' stato un miscuglio di emozioni in un periodo "strano" della mia vita. Mi ero appena trasferita alle Canarie, sull'isola di Lanzarote, assieme a Maky, con l'obiettivo di fare un disco che sfortunatamente abbiamo terminato a Milano a causa della pandemia. Detto così sembra qualcosa di semplice e felice ma per me è stato un processo difficile tra mille insicurezze e situazioni nuove, come vivere su un isola, lontana da ciò che era stata la mia vita fino a poco prima. Il disco è il frutto di un processo artistico che aveva lo scopo di raccontare chi è Jasmin. Penso che la canzone che mi rappresenti di più sia "Como la luz", per ciò che trasmette, ovvero leggerezza, che è parte di me, una delle parti che preferisco del mio carattere.



Quali sono state le influenze più importanti nel tuo percorso artistico?


La prima figura al quale mi sono legata profondamente è stata Miley Cyrus e tutt'ora per me è una grande fonte d'ispirazione, tuttavia ho un debole per il cantautorato spagnolo e per artisti come Carla Morrison e Babi.


3 parole per descrivere la tua musica


dolcezza, dolore, leggerezza.




Grazie mille Jasley per esserti raccontata un po' di più con me, ne sono davvero contenta.


Concludo in bellezza, lasciandovi la mia playlist "Interviste Emergenti", dove potrete trovare lei e tutti gli altri meravigliosi artisti, che ho avuto l'onore di intervistare!

Non perdetevela!