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  • Viola Vazzana

"Interviste Emergenti": David Blank

Ritorna con il botto, la rubrica delle interviste musicali emergenti di Kube.

Questa volta ho avuto il piacere di parlare con David Blank, un grandissimo artista italiano dalla voce potente e vellutata, che porta con grande orgoglio la bandiera LGBTQIA+.

Iniziamo subito a scoprire qualcosa in più su di lui.


© Silvia Violante

E' ormai buona abitudine di questo format, lasciare le presentazioni direttamente all'artista. Raccontaci qualcosa di David.


Ciao, sono David Blank e sono un cantautore. Nato e cresciuto nelle Marche, vissuto un po’ di anni a Londra ed ora di base a Milano. Ho due sorelle e due super nipoti.

Sono cresciuto in chiesa, perché mio papà ne era il pastore, ed è lì che ho imparato a cantare e dove mi sono innamorato della musica.

Mi considero performer praticamente da quando ho 4 anni.



Lavorare con uno dei capi saldi della musica italiana come Laura Pausini, immagino non sia stato facilissimo, ma sicuramente, è stato anche un punto di svolta. Come vedi quella parte del tuo percorso artistico? Quanto ti ha aiutato ad iniziare la tua carriera non più da corista, ma da solista?


Lavorare con la Pausini é stato un sogno! Viaggiare e cantare con Laura e l'essere collegato a lei penso che sia un onore, perché una gigante della musica italiana ha riconosciuto il mio talento, pur facendo dei generi completamente diversi.

È stata anche una scuola non indifferente...

HELLOOOO, ho cantato "Crazy In Love" a San Siro prima di Beyoncé!

Amo troppo la musica per stare a dar troppa importanza a che livello io lo faccia, ho deciso di mantenermi con quello che amo e sono onorato e felice di poterlo fare anche come corista per uno degli artisti più importanti della musica Italiana; oltretutto mi ha aiutato anche a capire quello che voglio veramente a livello musicale, mi ha insegnato l’importanza di avere una propria visione e la determinazione che ci vuole per raggiungere i propri obbiettivi, fattori che mi hanno spinto a lavorare ancora di più alle mie cose.


© Silvia Violante


Hai anche partecipato a dei talent, tra cui X-factor, come hai trovato quell'esperienza e, cosa pensi dei talent italiani?


X-Factor è stata una delle esperienze di cui faccio tesoro perché mi ha fatto conoscere degli artisti che ammiro tutt’ora e con cui ho instaurato un grandissimo rapporto di amicizia come mio fratello Davide Shorty, é stato anche super divertente.

Devo essere sincero: sono andato senza aspettative, né in relazione alla mia carriera né pensavo di vincerlo. Le cose di cui sono sicuro sono le mie capacità canore e il saper tenere un palco, quindi non arrivare ai live non ha avuto nessuna ripercussione sul mio valore.

I talent sono un trampolino di lancio per chi sa come usarli e non si fa risucchiare dalla crescita dei followers, chi ha un’idea concreta di come funziona il business e chi ha fortuna, un po’ come in tutto.



Totalmente d'accordo. Ora vorrei chiederti qualche curiosità sui tuoi ultimi progetti; ad aprile è uscito 'Standing in Line', mentre a settembre 'Foreplay', con dei fantastici videoclip annessi. Ti va di parlarci un pò di questi due singoli? Come sono nati? Li avevi già scritti prima del lockdown o, anche quello è stato parte del processo creativo?


Grazie mille, tengo tanto alla musica quanto ai visual. 'Standing in line' è un pezzo che mi rappresenta molto perché sono una persona che interiorizza troppo i sentimenti negativi ed uso la musica per esorcizzarli, parlo delle mie insicurezze e del fatto che stia sempre in attesa del grande passo in avanti, un sentimento che da gran sognatore mi ha sempre perseguitato. Il video invece é un viaggio nel mio passato, visto che mi sono aperto cosi tanto nel pezzo, con l’aiuto di Protopapa e la regista Tania Feghali, abbiamo deciso di farlo anche con il video. Per quanto riguarda il secondo singolo, è nato dalla collaborazione tra me e PNKSAND quando abbiamo deciso di scrivere un testo “felice”, visto che siamo due artisti che scrivono pezzi quasi sempre melanconico, ed è uscito 'Foreplay' una canzone che parla del passare dal flirting online a vedersi per farlo dal vivo. Il video invece é un manifesto afroitaliano, mi spiego: con questo video ho voluto dare spazio e visibilità a una piccola parte della comunità afroitaliana che, purtroppo, non è per niente rappresentata dai media nazionali. Più che un video lo definisco uno statement.


A proposito di questi due singoli, volevo sapere se, per caso, c'è un album in cantiere? Lo sentiremo presto?


Sto lavorando con ilromantico (producer di 'Standing In Line' e 'Foreplay') per finire l’EP, che uscirà agli inizi del 2021 su FLUIDOSTUDIO. E poi una sorpresina a breve.


© Silvia Violante

Non vediamo l'ora, sono molto curiosa!

Vista la situazione attuale, difficilmente riuscirai a portare la tua musica davanti a un pubblico "vero e proprio". Però pochi mesi fa ti sei potuto esibire per 'Naked Songs' come è stato poter tornare a cantare live, anche se con un "pubblico" virtuale?


È stato esilarante perché, oltre ad aver cantato live, ho cantato dei brani inediti davanti a pochi intimi ma é stato lo stesso molto emozionante. L’ansia pre-show, le prove, l’alchimia che si crea fra i musicisti, è un sentimento ed un momento che si ha solo durante un live. Spero di poterlo rifare di nuovo al più presto, il palco mi ha fatto tornare a far musica quando avevo deciso di smettere.



Fai musica da diversi anni ormai e, come racconteresti la tua evoluzione artistica? Quali sono i tuoi artisti di riferimento? (Oltre a Michael Jackson, che so essere uno dei tuoi artisti preferiti in assoluto)


La mia musica cresce con me, il mio rapporto con la musica va di pari passo con quello che succede nella mia testa e nella mia vita, quindi inizialmente mettevo il mio nome su qualsiasi cosa mi si veniva offerto per paura di perdere opportunità, anche snaturandomi, invece ora sono molto più attento e faccio quello che mi rende più orgoglioso. Ho una padronanza interpretativa più sentita perché sto riuscendo a togliere i vari strati di protezione per paura di non essere accettato.

Mantenendo un'anima R&B e Soul mi apro anche a contaminazioni di altri generi, ora esploro molto di più.

I miei artisti di riferimento sono: Frank Ocean, Snoh Aalegra, WizKid, Jazmine Sullivan e James Blake.


© Silvia Violante


Se potessi, cosa cambieresti del panorama musicale italiano di oggi?


Vedo uno shift riguardo alla diversità nelle industrie creative, nel mondo del cinema e quello della televisione, nella letteratura, molto lento ma sta succedendo, invece nella musica è tutto monocromo, e durante la quarantena mi sono capitati degli artisti validi come LaHasna, Helen, Justin Owusu, Abe Kayn, Epoque e tanti altri a cui non viene data l’opportunità di emergere. Stessa cosa anche dal punto di vista della comunità LGBTQI+ (visto che è una cosa che si può nascondere) c'è chi ancora mantiene l'ambiguità a riguardo, a meno che siano artisti già affermati. Tutto questo per dire che darei spazio alle persone “emarginate” e penso che, nel 2020, questa non sia una mossa coraggiosa ma una mossa che dobbiamo fare.


Concordo con te e, anche noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare qualcosa a riguardo. Con questo format vogliamo dare spazio ad artisti che vengono sottovalutati dall'industria musicale italiana e, mi fa piacere poter dire che alcuni dei nomi di artisti che hai suggerito, come Helen, li ho già intervistati e altri sono già in programma.

Oltre ad essere un artista spettacolare, con una voce indimenticabile, sei molto attivo socialmente su diversi temi. Quanto è importante per te poter parlare non solo di musica, ma anche di tutto ciò che accade nel mondo e, soprattutto, nel nostro Paese?


Mi trovo in dovere di farlo, per me e per chi ha paura di farlo. Sono cresciuto con il timore di essere me stesso, cosa che secondo me è inaudita. Poi siamo tutti influenti, anche se abbiamo 10 followers o 10 milioni o non abbiamo nessun social, anche il semplice parlare allo zio ignorante e fargli capire che le cose come sono non vanno bene è essere influenti. Per me è essenziale poter usare la mia voce per cercare di creare della consapevolezza, abbiamo tanto lavoro da fare come società ed il lavoro è anche nelle nostre mani, far finta di niente e vivere il mondo in modo passivo non è cosa da me.


© Silvia Violante


Ti ringrazio tantissimo per aver voluto fare questa intervista con noi e non vedo l'ora di scoprire tutte le novità che hai in porto!


Nel frattempo continuate ad ascoltare David Blank, aggiunto anche alla freschissima playlist dedicata agli artisti che ho intervistato!

















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