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  • Viola Vazzana

"Interviste emergenti": it's Helen music

Inizia con Helen (@itshelenmusic) la nuovissima rubrica musicale: "Interviste emergenti". Con la quale vorremmo cercare di dar voce ai nuovi artisti emergenti italiani e di far scoprire a voi, cantanti che probabilmente non avete mai sentito o non conoscete ancora.

Nel 2019 è uscito il suo singolo 'Scegli me', mentre a giugno di quest anno ha pubblicato il suo primo EP 'Sewra', contenente quattro nuovissime tracce e, accompagnato da dei freschissimi videoclip, di cui parleremo proprio con lei.


Ma iniziamo subito!


Ciao Helen,  grazie per aver accettato di fare questa intervista con noi. Innanzitutto, voglio lasciare a te le presentazioni; raccontaci un po' di te.

"Ciao Viola! Grazie a voi!!! Io sono figlia di genitori Eritrei, nasco a Roma e mi trasferisco a Milano all'età di tre anni ed attualmente la città che mi ospita è Stoccolma. Sono sempre stata innamorata del mondo della musica, ma a differenza dei miei coetanei a casa mia suonavano solo canzoni eritree, spesso a sfondo religioso perché mia madre è molto credente".

Infatti poterti identificare in un solo  genere non è così facile, se potessi "inserirti"/ identificarti in uno o più generi, quali sarebbero? E sicuramente possiamo dire che hai deciso di cantare principalmente in italiano. Come mai questa scelta?

"In realtà anche se etichettare non mi è mai piaciuto, il mio sound si può definire r'n'b/soul. L'idea è quella di portare questo genere, oggi ancora troppo sconosciuto, nell' industria musicale italiana. Canto principalmente in italiano perché essendo la mia prima lingua, riesco a comunicare meglio rispetto ad altre lingue, anche se nel mio ultimo EP 'Sewra', ho cantato anche in tigrino".

In base anche a quello che hai raccontato prima, volevo chiederti, quanto hanno influenzato le tue origini e la tua famiglia sul tuo percorso artistico musicale?

"La mia cultura di origine e la mia famiglia sono io. Inevitabilmente queste due influenzano tanto il mio percorso musicale. Nelle mie canzoni spesso faccio riferimento alla storia della mia famiglia, alla mia cultura, alle bellissime tradizioni eritree. Sono molto legata a tutto ciò perché mi rappresentano. Sono io."

L'anno scorso è uscito il tuo primo singolo ufficiale "Scegli me", una canzone in cui molte ragazze potrebbero tranquillamente immedesimarsi, come è nata? ti va di parlarcene un po'?

"E' già passato un anno! Come vola il tempo! 'Scegli me' come hai detto tu è stato il mio primo singolo ufficiale da quando mi sono trasferita a Stoccolma. E´stata un' occasione anche per me per poter sperimentare e approfondire quello che è il mio sound. E quale genere se non l' r'n'b, riesce ad esprimere al meglio quelle che sono le tematiche sentimentali di noi ragazze?!"

Assolutamente d'accordo!! Infatti agli inizi di giugno hai fatto uscire un bellissimo EP: 'Sewra' (Rivoluzione), molto personale e profondo, raccontandoci qualcosa in più di te, come nella canzone, 'Gual Habtemariam', dove fai riferimento a tuo padre. Qual è stato il processo creativo in questo caso? E, quanto ha influenzato anche questa situazione di "lockdown"?

"Grazie mille!! 'Sewra' come hai detto bene, significa Rivoluzione. Il concept nasce da una serie di pensieri, persone e situazioni".

Aggiunge:

“Rivoluzione” perché sicuramente lo scopo è quello di cambiare le regole del gioco nell'industria musicale italiana, introducendo il genere rnb/soul. “Rivoluzione” perche´ non si è ancora sentito parlare abbastanza di artisti afro. E io voglio dimostrare che anche questo scenario sta per cambiare.“Rivoluzione” perché la storia della mia famiglia è frutto di una serie di episodi rivoluzionari. Mio padre era un rivoluzionario. Fece parte alla guerra d'indipendenza dell'Eritrea. E' una cosa molto comune per noi eritrei, avere qualcuno in famiglia che abbia partecipato alla guerra. 'Gual Habtemariam', nasce proprio da lì. FIGLIA DI HABTEMARIAM. Sono molto legata a mio padre, la sua storia, i suoi valori rappresentano ed influenzano tanto la mia musica. Per questo gli ho dedicato il titolo di una canzone. Ho pensato di cantarla nella mia lingua di origine (tigrino) proprio per valorizzare il legame che c'è tra me e mio padre, la sua storia e la mia cultura. Ma devo essere sincera,il progetto 'Sewra' è stato scritto e terminato intorno a gennaio, giusto prima della situazione corona virus, motivo per il quale abbiamo deciso poi di posticiparne l'uscita.

Il 4 luglio è  uscito anche il videoclip di 'Amaro 24' su Youtube, ti sei divertita a girarlo? E' stato impegnativo?

"'Amaro 24' è una canzone a cui tengo particolarmente. Se non fosse per 'Back home', direi che è la mia preferita anche per una questione di sound. In studio sono io che sviluppo melodia e testo però i crediti per il video di 'AMARO 24' vanno ad Atosa; Atosa è di origine Iraniane, nata e cresciuta in Svezia. Quando ci siamo conosciute ha subito creduto in me e nella mia musica. Lei si occupa di tutto l'immaginario dei miei video che sono usciti fino ad ora. E' lei che crea, filma, edita i video. E lo fa senza aiuto. Oltre al forte rapporto di amicizia che ci lega, lavoriamo molto bene insieme".

In 'Back Home'(appunto), che è anche la mia preferita, ci sono molti riferimenti a cosa vuol dire essere trattati come "stranieri", mi ha colpita molto, soprattutto quando canti: "Casa mia non è da dove vengo, casa mia non è dove io nasco, casa mia non è dove io abito". Allora, volevo chiederti, cosa consideri "casa tua" e cosa vuol dire per te tornare a casa?

"Come avevo anticipato prima io sono di origine Eritrea, nata a Roma, cresciuta a Milano e vivo a Stoccolma da quasi due anni. Purtroppo ho sperimentato più e più volte la sensazione di non sentirmi mai a ”casa”".

Continua con un discorso molto importante che mi ha davvero toccata:

"La maggior parte della mia gente arriva in Europa in barcone, forse ancora non si parla abbastanza di quello che succede nel famoso ”viaggio della speranza”. Io sono privilegiata, nasco e muoio nella parte giusta del mondo. Non sarò mai ”abbastanza” immigrata per la mia gente. E sono io per prima a dirlo, perché non ho mai sperimentato neanche un quarto della sofferenza di quello che hanno vissuto i miei compaesani. E se in questo caso sono fortunata ad non essere "abbastanza immigrata”, lo sono comunque troppo per molti. Le politiche nazionali vogliono ad ogni costo definirmi ma non mi vedono. Che senso ha voler dare un titolo a ciò che sono senza considerare come mi sento. Ancora ci si domanda ”esistono italiani neri?”. Io sono molto legata alla mia cultura di origine e sono anche legata alla cultura italiana. Vorrei potermi considerare sia italiana, sia eritrea senza dover stare ogni volta sulla difensiva per spiegare, controbattere ed affermare chi sono.

e conclude con:

"Come mi dice il mio amico Marcello (più fratello che amico ormai), ”casa tua siamo noi". Io ho diverse case, non sempre riesco a tornarci ma me le porto tutte dentro."

L'ultima domanda che volevo farti è: quali sono gli artisti da cui prendi più ispirazione? E quale messaggio vuoi lasciare attraverso la tua musica?

"Ascolto molto musica estera. Le nuove protagoniste della scena r'n'b internazionale influenzano molto la mia musica per una questione di sound, stile e contenuti. Non credo ci sia bisogno di lasciare per forza un messaggio attraverso la mia musica. Chiaramente mi batterò per ciò che ritengo giusto ma non necessariamente dietro ad ogni mio suono o testo, deve esserci un messaggio. Essere un'artista nera rappresenta di per se già qualcosa. Che io lo voglia o meno, la mia musica sarà sempre soggetto di dibattiti socio politici. Voglio solo fare musica perché amo fare musica".

Non potevi darmi chiusura migliore!

Grazie mille Helen per aver chiacchierato con noi, aver condiviso parte della tua vita e aver parlato di temi sociali e musicali davvero importanti, soprattutto in questo periodo.

Ora rilassatevi un po' e andate tutt* ad ascoltare 'Sewra', potete trovarla anche nella mia playlist personale (sempre aggiornata) 'Ladies First'.

Curiosità: a breve uscirà anche il videoclip di 'Back Home'!






















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