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  • Arianna Ciarimboli

Kara Walker. Perché la crudeltà non va cancellata.

Kara Walker è una degli artisti americani più complessi e prolifici della sua generazione.

Nativa di Stockton, in California, ha studiato all'Atlanta College of Arts, e in seguito alla Rhode Island School of Design.

I suoi lavori sono generalmente effettuati tramite la tecnica della silhouette, nonostante, come vedremo in seguito, non si limiti solo a questo medium. Ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali per le opere che ritraggono narrazioni storiche infestate da stupri, violenze e schiavitù.

Il suo modo di esprimersi attinge ad un vastissimo repertorio storico-artistico: i panorami e ciclorami ottocenteschi, incisioni di Goya, la pseudo-scienza della fisionomia, gli spettacoli di menestrelli, fino al romanzo rosa.


Nel 1994 l'impatto della sua mostra "Gone: An Historical Romance of a Civil War as It Occurred b'tween the Dusky Thighs of One Young Negress and Her Heart" al Drawing Center di New York l'ha proiettata sulla scena artistica internazionale.




Le figure così espressive, impegnate in scene violente e sessuali, sono sagome ritagliate da carta nera e installate direttamente sul muro.


Nel 2014, Walker ha prodotto la sua prima scultura site-specific, "A Subtlety", "una delizia", installata in un ex magazzino della fabbrica di zucchero Domino Sugar a Brooklyn. Il pezzo centrale era una monumentale donna sfinge con tratti caricaturali e un fazzoletto tipico della figura da wet-mammy (balia) che la Walker ha modellato a partire da blocchi di polistirolo rivestiti di zucchero bianco, mentre intorno le erano disposti tredici statue di bambini color melassa, fatti di zucchero sciolto e resina.


L'opera, imponente e angosciosa allo stesso tempo, ci ricorda che lo zucchero raffinato, un lusso che una volta era riservato a pochi, veniva raccolto faticosamente dagli schiavi nelle piantagioni di canna da zucchero dei Caraibi. E ci mette monumentalmente davanti le umiliazioni che in particolare le donne schiave dovevano subire. Non solo infatti venivano sfruttate per lavorare nei campi. Il seno scoperto e così accentuato della statua infatti ci ricorda che esse dovevano allattare i figli dei loro padroni. L'esplicita posizione sessuale poi in cui la sfinge è posta, ci ricorda con cocente evidenza di come venivano abusate, stuprate, sottomesse.


Penso che il problema del razzismo e della sua continua eredità in questo paese sia semplicemente che lo amiamo. Chi saremmo senza questa "lotta"?

Kara Walkers



Kara Walkers è inseparabile dal suo status di artista black. Il suo lavoro affronta gli aspetti più mostruosi del razzismo e del sessismo della storia americana, senza tabù né falsa leggerezza. Con le sue opere crude e profonde, porta gli spettatori a una comprensione critica del passato, proponendo anche una riflessione sugli stereotipi razziali e di genere contemporanei. Questa artista ci impone di non cancellare dalla nostra memoria storica gli orrori del passato, e le ripercussioni che hanno nel presente.

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