KUBE

  • Francesca Sarati

Le femministe distruggono il maschio e il suo universo!


Sono privilegiata, in questi giorni di quarantena ho la possibilità di rimanere a casa. Occupo il tempo leggendo, scrivendo e su Disney Plus (quest’ultimo impiego stona, ma devo essere sincera). Ozio con lo stesso impegno che ci mettevano gli aristocratici: se il clima fosse tiepido probabilmente passerei le mie giornate sdraiata in giardino raccogliendo margherite, sorseggiando limonata fresca e pensando alla caducità dell’essere umano e al decadentismo.

Ma l’inverno ha deciso di prolungare la sua permanenza, non c’è problema: l’esistenzialismo si palesa anche sul divano. L’ozio - abituale e viziosa inerzia che procura scarso senso del dovere e negligenza - non è proprio di questo secolo, neppure del precedente se è per questo, ma fingiamo che il secolo precedente a questo sia remoto, indefinito temporalmente, mi servite confusi: siamo nell’antica Grecia. Seguitemi in questo artifizio. Perché l’ozio al quale alludo è quello fine a se stesso.

Se è vero che oziare è proibito nell’era del capitalismo, e me ne dispiaccio profondamente, è vero anche che probabilmente, nella mia viziosa (ma non troppo) inerzia, ho compiuto la mia opera buona tentando di spiegare a un maschio eterosessuale cisgender caucasico che il femminismo non promuove lo sterminio sistemico del maschio.


In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia totale e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l'automazione globale e distruggere il sesso maschile (Valerie Solanas)

Intanto specifico questo: perché la parola femminista?

Perché non dici semplicemente che credi nei diritti umani, o giù di lì? Perché non sarebbe onesto. Il femminismo ovviamente è legato al tema dei dritti umani, ma scegliere di usare un’espressione vaga come “diritti umani” vuol dire negare la specificità del problema di genere. Vorrebbe dire tacere che le donne sono state escluse per secoli. Vorrebbe dire negare che il problema del genere riguarda le donne, la condizioni dell’essere umano donna, e non dell’essere umano in generale. Per centinaia di anni il mondo ha diviso gli essere umani in due categorie, per poi escludere e opprimere uno dei due gruppo. È giusto che la soluzione al problema riconosca questo fatto.*

Ma andiamo oltre.

Nietzsche è complesso e profondo, non mi preme spiegare la sua filosofia, intano non ne sono in grado e francamente, poco ricordo di quello che ho studiato al liceo e successivamente nel corso di estetica all’Università, perdonatemi. Ciò che importa e che rammento è che Nietzsche è stato inserito impropriamente all’interno di una ideologia: i nazisti si sono richiamati al suo insegnamento filosofico in modo puramente strumentale. La sorella del pensatore, fedele sostenitrice del nazismo, ha manipolato e falsificato alcuni concetti di cui si è successivamente servito Hitler per rafforzare l’ideologia della superiorità della razza ariana, interpretando, ad esempio, la concezione del superuomo in chiave razzista. Ancora oggi non pochi identificano l’ideologia di Nietzsche con il nazifascismo, il mio consiglio in tal caso è di educarvi.

Ritornando alla discussione con quell’individuo, tutto è scaturito da un post pubblicato dalla sottoscritta: La mascolinità non è sotto attacco. La mascolinità si sta ridefinendo e distanziando dagli atteggiamenti che promuovono soprusi e violenza nei confronti delle donne e di chi appartiene alle minoranze. La mascolinità tossica deve scomparire in modo tale che si instaurino qualità come amore, cura, empatia, emotività.

In tutta risposta, mi è stato detto che le femministe (e le donne), per quanto ne dicano, preferiranno sempre il macho: virile e alto, prepotente, una divinità sessuale. Siamo rimasti a quel concetto arcaico secondo il quale esistano due gruppi e che tutte le relazioni siano di tipo eterosessuale, ma questo non è nemmeno il problema più grave e non mi metterò a fare una lista (che comunque servirebbe) di tutti i concetti errati insiti all’interno di quella spiacevolissima frase, confido lo facciate voi.

La discussione non è stata entusiasmante, soltanto oggi però ho fatto un collegamento orrendo


L’individuo mi ha mandato un link con dei dati, questo era il titolo: discriminazione giudiziaria contro gli uomini.

È un dato di fatto: le stupratrici (per esempio) hanno meno probabilità di scontare una pena, questo perché, in una logica patriarcale, l’uomo viene concepito solo ed esclusivamente in una posizione attiva e di potere, tanto in ambito sessuale quanto in quello culturale e sociale. Una donna, per natura passiva, docile e addomesticata non può macchiarsi di una tale colpa.

C’è chi si è accorto che il problema è una conseguenza del sistema patriarcale (le donne non sono esentate da questa ideologia e possono essere “poliziotte” del patriarcato) e chi pensa che la minaccia più grande per l’uomo e i suoi valori sacri siano le perfide e subdole femministe.


Ecco qui Nietzsche: il fine delle femministe è quello di distruggere il maschio e il suo universo. Il femminismo ha confinato il genere maschile e ha un ruolo puramente distruttivo, per tutelare i diritti dell’uomo bisogna necessariamente combattere l’intero armamentario ideologico femminista.


Nel 1937 Geroges Bataille si è pronunciato contro ogni sorta di strumentalizzazione del pensiero di Friedrich Nietzsche che ha definito: intrinsecamente inconciliabile con ogni misera semplificazione perpetrata dalla bocca della fautrice suprematista: l’ideologia nazista. Io, all’alba di un rilento 2020, vi dico di sciacquarvi la bocca e di smetterla di strumentalizzare le femministe, evitate di attuare nei nostro confronti una scialba mistificazione.

Urge che io specifichi una cosa: esistono uomini subdoli, esistono donne subdole, esistono criminali di ogni genere, stupratori e molestatrici, violenti e violente, il femminismo però poco c’entra con questo: stampatevelo in testa e ripetetelo a iosa.



Non vi dirò il nome del blog dal quale l’individuo misterioso ha estrapolato i dati, è chiaro il fatto che la verità sia stata strumentalizzata, le femministe aizzano le vipere: la vittima è l’uomo. Mi sono fatta un giro sul blog in questione, sconvolta, ma non troppo, ho perseverato, poi mi sono accorta di una cosa: l’immagine di copertina non era altro che la famosa scena di Matrix dove Neo è costretto a scegliere tra la pillola rossa e la pillola blu. Voi sapete cosa significa? Lo sapete chi sono gli Incel?

È un termine: Involuntary Celibates, ovvero uomini “costretti” al celibato dalle donne


La composizione demografica di questa subcultura è principalmente formata da uomini eterosessuali. Gli incel si rifanno principalmente a due teorie, la Teoria LMS per i rapporti interpersonali e la Teoria RedPill per quanto riguarda la visione generalizzata del mondo, teorie assolutamente pericolose, sopratutto la seconda.

La Teoria RedPilled è una visione delle dinamiche sociali che si basa sul fatto che uomini e donne siano differenti dal punto di vista biologico e abbiano differenti criteri di selezione sessuale. Ciò causerebbe, secondo gli aderenti all'ideologia RedPill, un'enorme sproporzione di opportunità che vede le donne nettamente avvantaggiate in ambito relazionale rispetto agli uomini.

Parte importante di questa subcultura è la critica verso la società occidentale attuale, con particolare avversione nei riguardi della liberazione sessuale, avvenuta intorno al 1968, la quale, secondo gli aderenti a questa ideologia, avrebbe avvantaggiato la totalità della popolazione femminile. Ciò sarebbe dovuto al fatto che le donne, essendo per biologia molto più selettive degli uomini e detenendo il potere sessuale, deciderebbero di avere rapporti prevalentemente con gli uomini con LMS più alto, scartando gli uomini con LMS più basso. Questo fenomeno nelle comunità incel è noto come “ipergamia femminile”. LMS: Look, Money, Status.

Per alcuni Incel la conoscenza si raggiunge dopo un momento di rivelazione chiamato RedPill: si rendono conto del fatto che gli uomini siano in una condizione subalterna rispetto alle donne. Il femminismo (e le cosiddette feminazi) è colpevole di aver soggiogato gli uomini e di averli “demascolinizzati” e marginalizzati. Ne consegue che solo alcuni uomini riescono ad accoppiarsi e ad avere successo.

I seguaci della teoria RedPill ritengono che la sessualità sia un diritto umano e per questo si riconoscono come categoria oppressa, ostracizzata e non riconosciuta da parte della società, inoltre sostengono che i bassi tassi di natalità che ci sono al giorno d'oggi nei paesi occidentali, non siano da attribuirsi alla crisi economica (come sostenuto dai mass media), ma bensì dal fatto che molti uomini (gli Incel) siano stati estromessi dalla catena riproduttiva. A riprova di ciò, portano l'esempio di come nei paesi più poveri del mondo, dove però non si è sviluppato il femminismo e i diritti di autodeterminazione delle donne non sono considerati, il tasso di natalità sia nettamente superiore rispetto ai paesi occidentali.

Veniamo alla parte sconvolgente. Il venticinquenne Alek Minassian faceva parte della sottocultura Internet del men’s rights activism (MRA). A Toronto ha ucciso dieci persone e ne ha ferite altre quindici. Su Facebook poco prima di entrare in azione aveva scritto che la rivoluzione Incel era iniziata e che avrebbero travolto tutti i Chad e tutte le Stacy. Chad è un termine che nel linguaggio del mascolinismo identifica tutti gli uomini che hanno successo con le donne. Le Stacy invece sono la controparte femminile dei Chad nonché la fonte delle frustrazioni dei maschi beta e omega, ovvero quelli che hanno poche o nessuna chance di avere un rapporto sessuale con una donna considerata desiderabile o attraente (tenete bene a mente la logica sociale patriarcale e i pregiudizi che ne sono alla base).

Il messaggio si conclude con il ricordo di Elliot Rodger. Nel 2014 Rodger - studente dell’University of California a Santa Barbara - è stato l’autore della strage di Isla Vista. Prima di compiere la strage ha redatto un documento di 141 pagine nel quale raccontava la sua vita ed enunciava i punti della sua visione dei rapporti tra sessi. Secondo Rodger, la sua vita fino ad allora normale e pacifica, era stata distrutta dal fatto che le femmine della specie umana non erano state in grado di vedere il suo valore come partner potenziale.

Gli Incel generalmente si identificano nella figura del ragazzo introverso, timido e rifiutato che però non sempre è “vittima” di qualcosa. Il fatto stesso che gli Incels suddividano i maschi tra alfa, beta e omega rivela come alla base ci sia sostanzialmente un’insicurezza nell’aspetto fisico o una difficoltà nel relazionarsi. Condizioni individuali che vengono però successivamente negate quando si dà la colpa alle donne.

Gli Incel partono da un’esperienza comune a molti maschi adolescenti, quella che nel gergo dei meme viene definita come friendzone (ovvero quella condizione in cui una ragazza dice ad un ragazzo “siamo solo amici” escludendo ogni forma di relazione sessuale) da qui deriva un’intera visione della realtà fondata sulla perdita dell’egemonia maschile nella società. In questo senso gli Incels sono “vittime” (a loro dire) del femminismo e dei movimenti che combattono per i diritti delle donne.


Non voglio entrare nel merito della psicologia di questi individui, non mi compete, sicuramente c’è un problema a livello relazionale e sociale, la distorsione della realtà è tale da aver creato una vera e propria teoria cospirazionista, e come ogni teoria del complotto, la fascinazione è assicurata. Sono ideologie, purtroppo, con un enorme seguito.

In conclusione, senza spingermi oltre, vorrei far luce circa un paio di questioni: innanzitutto, dovreste prendervela con il maschilismo tossico e con il sistema sociale patriarcale. In secondo luogo: le donne hanno il pieno diritto di rifiutare di intrattenere una relazione sessuale, una conversazione, qualunque tipo di approccio con un uomo eterosessuale: a voi non dobbiamo niente.



Fonti:

*Chimamanda Ngozi Adichie, Dovremmo essere tutti femministi.

Chi sono gli Incel, gli uomini che si considerano “vittime” delle donne e del femminismo, Next Quotidiano.

Termine Incel: https://it.wikipedia.org/wiki/Incel

0 visualizzazioni
logo_kube_bianco_vector.png

© 2020 by KubeCommunity

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now