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Lucy van Lonkhuyzen: "Normal People" dal punto di vista della production e set designer della serie



A differenza delle classiche serie che esaltano drammi adolescenziali, relazioni tossiche e tradimenti, con trame prive di significato se non quello di far entrare il pubblico in un tunnel di idealizzazioni e sconsiderata tolleranza, Normal People, serie TV tratta dal bestseller di Sally Rooney e riadattata magnificamente per il piccolo schermo, racconta il primo grande amore con una maggiore intimità e interiorità, senza nascondere incomprensioni, problemi, silenzi, allontanamenti e riavvicinamenti, andando oltre i cliché liceali e rendendo sincera e unica una relazione che un occhio esterno potrebbe considerare apparentemente instabile, elemento raro nella televisione di oggi.


È una storia che tratta i due giovani adulti con rispetto e che cattura perfettamente momenti, perfetti e imperfetti, di due persone che sono legate per sempre da un sentimento che non può essere compreso da nessun altro; un ritratto ricco, reale e più ampio del modo in cui la prima storia d’amore lascia un’impronta permanente, sconvolgendo il già tormentato equilibrio di due giovani innamorati nel viaggio alla scoperta di se stessi.


Un altro meraviglioso ingrediente che rende la serie unica nel suo genere, è l’atmosfera creata dall’arredamento e la preparazione dei set. Ogni scena è perfettamente in armonia con la narrativa, gli abiti, la colonna sonora e i dialoghi, anche quelli silenziosi.


Da amante del filmmaking, la mia curiosità mi ha spinta a cercare delle risposte alle mille domande che non smettevano di frullarmi in testa, e quindi a contattare la talentuosa Lucy van Lonkhuyzen, production designer e set decorator di Normal People.


Photo: Suzie Lavelle - Element Pictures/BBC/Hulu


Cosa ti ha spinto a diventare production designer e set decorator?


Necessità costante di creare e provare nuove cose. Questa carriera ti dà l'opportunità di fare tutto questo.

Ci puoi parlare del processo di progettazione di un set? Crei in termini di narrazione o sviluppi l’estetica attorno ai riferimenti?


Sviluppo l'estetica attorno ai riferimenti. Adoro la fotografia, e per me è la fonte di ispirazione più grande. Trovare degli spunti nella normalità del quotidiano getta le basi del futuro lavoro. È una fase importantissima.


Progettare un set coinvolge sia i lati creativi che quelli logistici, il che consente di ottenere un risultato più elaborato. Come si bilanciano due richieste così opposte?


Con una super organizzazione e circondandoti della migliore squadra possibile. Avere un team di talento e con esperienza alle spalle ti consente di concentrarti sul lato creativo. Mi piace e trovo sia molto utile pianificare con tempo/anticipo, guardare costantemente avanti e raccogliere tutti i riferimenti che si incontrano nel percorso di produzione. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Eri a conoscenza del libro di Sally Rooney, Normal People, prima di cominciare a lavorare alla sceneggiatura?

Certo! Chi non lo era in Irlanda? È stato un grande successo. L'ho adorato sin dalle prime pagine. Insieme a migliaia di altri (adesso milioni!) ho potuto davvero riconoscermi nella storia. È adatta a tutte le età.


Ho letto il libro e posso dire con tutta sincerità che la serie TV è stata adattata magnificamente. È uno dei miei preferiti. Puoi guidarci attraverso il tuo processo creativo per la progettazione di questo set? Qual è stata la tua parte preferita e quale quella più impegnativa?


Grazie!

Mi piace cominciare raccogliendo il maggior numero di riferimenti possibile, e ad aiutarmi c’è la fotografia. Questo strumento in particolare è un'estensione dei mood boards che ho presentato nella fase dei colloqui. Quello che penso sia fondamentale è conoscere i personaggi a fondo, sia quelli nella sceneggiatura, sia quelli del libro: studiare la loro scheda (se la produzione ne ha preparata una), porre domande, sapere quali costumi indosseranno. Mi interessa molto anche vedere chi è stato scelto; nel caso della famiglia Sheridan, per esempio, le note descrittive hanno dettato decisioni di design, dipinti, mobili, la scelta dei colori della vernice, biancheria intima ecc. Dopo diverse riunioni con Lenny Abrahamson e la direttrice della fotografia, Suzie Lavelle, abbiamo concordato un tono per ogni set principale. Questo look book è stato poi presentato alla BBC, Hulu e Sally Rooney, mostrando le decisioni prese: colori, vernici e moquette, foto e grafiche varie, quadri e la scelta e disposizione dei mobili, impostando l’intero carattere della serie.


La mia parte preferita, senza ombra di dubbio, è ricercare pezzi unici e vederli poi tutti insieme pronti sul set per la prima volta. In quel momento ti senti davvero felice e soddisfatto. Dopodiché bisogna solo aspettare l'approvazione del regista, ma l’attesa non è affatto facile.

L'Hse di Marianne, ad esempio, è stato il primo set in programma, e quindi anche uno dei più importanti ed impegnativi per per stabilire la giusta direzione creativa. La casa e il suo interno sono descritti brevemente nel libro, lasciando al lettore libera interpretazione: si parla di una dimora moderna o una casa d’epoca di campagna? Sotto questo punto di vista, però, siamo stati fortunati. Non abbiamo guardato molte case prima che il nostro straordinario Location Manager (mio marito!) ci mostrasse Knockmore House. Una casa meravigliosa, e al tempo, anche vuota. Per un designer è come spolverare l’oro: hai una tela completamente vuota con la quale poter lavorare, e l’occasione di lasciare la tua firma e quella del personaggio all’interno della scena. Da quel momento in poi, la casa stessa ha dettato il suo futuro aspetto.



Cosa è stato essenziale per te estrapolare dalla sceneggiatura come designer?

Rendere giustizia al libro e ai suoi personaggi attraverso il design, il quale doveva essere sullo sfondo e non prendere il sopravvento. Se fosse subentrato avrebbe potuto offuscare la storia, che non avrebbe più avuto l’importanza che si prefiggeva l’autore.