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  • Natalia D'Amario Soto

Lucy van Lonkhuyzen: "Normal People" dal punto di vista della production e set designer della serie



A differenza delle classiche serie che esaltano drammi adolescenziali, relazioni tossiche e tradimenti, con trame prive di significato se non quello di far entrare il pubblico in un tunnel di idealizzazioni e sconsiderata tolleranza, Normal People, serie TV tratta dal bestseller di Sally Rooney e riadattata magnificamente per il piccolo schermo, racconta il primo grande amore con una maggiore intimità e interiorità, senza nascondere incomprensioni, problemi, silenzi, allontanamenti e riavvicinamenti, andando oltre i cliché liceali e rendendo sincera e unica una relazione che un occhio esterno potrebbe considerare apparentemente instabile, elemento raro nella televisione di oggi.


È una storia che tratta i due giovani adulti con rispetto e che cattura perfettamente momenti, perfetti e imperfetti, di due persone che sono legate per sempre da un sentimento che non può essere compreso da nessun altro; un ritratto ricco, reale e più ampio del modo in cui la prima storia d’amore lascia un’impronta permanente, sconvolgendo il già tormentato equilibrio di due giovani innamorati nel viaggio alla scoperta di se stessi.


Un altro meraviglioso ingrediente che rende la serie unica nel suo genere, è l’atmosfera creata dall’arredamento e la preparazione dei set. Ogni scena è perfettamente in armonia con la narrativa, gli abiti, la colonna sonora e i dialoghi, anche quelli silenziosi.


Da amante del filmmaking, la mia curiosità mi ha spinta a cercare delle risposte alle mille domande che non smettevano di frullarmi in testa, e quindi a contattare la talentuosa Lucy van Lonkhuyzen, production designer e set decorator di Normal People.


Photo: Suzie Lavelle - Element Pictures/BBC/Hulu


Cosa ti ha spinto a diventare production designer e set decorator?


Necessità costante di creare e provare nuove cose. Questa carriera ti dà l'opportunità di fare tutto questo.

Ci puoi parlare del processo di progettazione di un set? Crei in termini di narrazione o sviluppi l’estetica attorno ai riferimenti?


Sviluppo l'estetica attorno ai riferimenti. Adoro la fotografia, e per me è la fonte di ispirazione più grande. Trovare degli spunti nella normalità del quotidiano getta le basi del futuro lavoro. È una fase importantissima.


Progettare un set coinvolge sia i lati creativi che quelli logistici, il che consente di ottenere un risultato più elaborato. Come si bilanciano due richieste così opposte?


Con una super organizzazione e circondandoti della migliore squadra possibile. Avere un team di talento e con esperienza alle spalle ti consente di concentrarti sul lato creativo. Mi piace e trovo sia molto utile pianificare con tempo/anticipo, guardare costantemente avanti e raccogliere tutti i riferimenti che si incontrano nel percorso di produzione. Sono sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Eri a conoscenza del libro di Sally Rooney, Normal People, prima di cominciare a lavorare alla sceneggiatura?

Certo! Chi non lo era in Irlanda? È stato un grande successo. L'ho adorato sin dalle prime pagine. Insieme a migliaia di altri (adesso milioni!) ho potuto davvero riconoscermi nella storia. È adatta a tutte le età.


Ho letto il libro e posso dire con tutta sincerità che la serie TV è stata adattata magnificamente. È uno dei miei preferiti. Puoi guidarci attraverso il tuo processo creativo per la progettazione di questo set? Qual è stata la tua parte preferita e quale quella più impegnativa?


Grazie!

Mi piace cominciare raccogliendo il maggior numero di riferimenti possibile, e ad aiutarmi c’è la fotografia. Questo strumento in particolare è un'estensione dei mood boards che ho presentato nella fase dei colloqui. Quello che penso sia fondamentale è conoscere i personaggi a fondo, sia quelli nella sceneggiatura, sia quelli del libro: studiare la loro scheda (se la produzione ne ha preparata una), porre domande, sapere quali costumi indosseranno. Mi interessa molto anche vedere chi è stato scelto; nel caso della famiglia Sheridan, per esempio, le note descrittive hanno dettato decisioni di design, dipinti, mobili, la scelta dei colori della vernice, biancheria intima ecc. Dopo diverse riunioni con Lenny Abrahamson e la direttrice della fotografia, Suzie Lavelle, abbiamo concordato un tono per ogni set principale. Questo look book è stato poi presentato alla BBC, Hulu e Sally Rooney, mostrando le decisioni prese: colori, vernici e moquette, foto e grafiche varie, quadri e la scelta e disposizione dei mobili, impostando l’intero carattere della serie.


La mia parte preferita, senza ombra di dubbio, è ricercare pezzi unici e vederli poi tutti insieme pronti sul set per la prima volta. In quel momento ti senti davvero felice e soddisfatto. Dopodiché bisogna solo aspettare l'approvazione del regista, ma l’attesa non è affatto facile.

L'Hse di Marianne, ad esempio, è stato il primo set in programma, e quindi anche uno dei più importanti ed impegnativi per per stabilire la giusta direzione creativa. La casa e il suo interno sono descritti brevemente nel libro, lasciando al lettore libera interpretazione: si parla di una dimora moderna o una casa d’epoca di campagna? Sotto questo punto di vista, però, siamo stati fortunati. Non abbiamo guardato molte case prima che il nostro straordinario Location Manager (mio marito!) ci mostrasse Knockmore House. Una casa meravigliosa, e al tempo, anche vuota. Per un designer è come spolverare l’oro: hai una tela completamente vuota con la quale poter lavorare, e l’occasione di lasciare la tua firma e quella del personaggio all’interno della scena. Da quel momento in poi, la casa stessa ha dettato il suo futuro aspetto.



Cosa è stato essenziale per te estrapolare dalla sceneggiatura come designer?

Rendere giustizia al libro e ai suoi personaggi attraverso il design, il quale doveva essere sullo sfondo e non prendere il sopravvento. Se fosse subentrato avrebbe potuto offuscare la storia, che non avrebbe più avuto l’importanza che si prefiggeva l’autore.

Quali sono stati gli elementi chiave del tuo rapporto con i registi e l'autrice del libro? Quanto del design, corrisponde alla tua visione? Quanto è stato influenzato, invece, dai registi o dalla scrittrice stessa?


È stato un processo del tutto collaborativo; io, Lenny Abrahamson e successivamente Hettie Macdonald, abbiamo avuto mille conversazioni riguardo l'estetica di ciascuno dei loro blocchi. È stato bello e utile avere il look book come riferimento, in quanto ha definito l'aspetto dell’intero show durante le 18 settimane di riprese. Sally Rooney è stata brillante, sempre a disposizione per rispondere alle domande; alla fine si è fidata di noi e del nostro processo di progettazione. Tutto ciò che vedi sullo schermo è stato ideato e studiato attentamente. Niente è arrivato per caso!


La progettazione di un set è un momento del filmmaking che mi affascina particolarmente. Mentre guardavo la serie, ho sentito che i dettagli che circondavano il mondo di Connell e Marianne avevano un impatto notevole sulla trama, il che mi ha attirata ancora di più nella pura realtà dei due giovani. Quanto di te stessa hai messo nei loro panni per riuscirci?


Moltissimo! Ho vissuto, mangiato e respirato la loro storia per 7 mesi! Volevo davvero rendere tutto il più reale possibile, farla sentire vissuta, sincera, e soprattutto fare in modo che i set sembrassero lì da sempre e non costruiti appositamente. Penso davvero che siano i dettagli più piccoli a creare la scenografia. Io e il mio team addetto agli acquisti (Marion Picard e Deirbhile Giblin) abbiamo perlustrato negozi di beneficenza e case d’aste; l'obiettivo era riempire ogni set con pezzi unici, e mai lasciar trasparire che in un singolo set fosse tutto acquistato o noleggiato da un unico posto.


Qual è il tuo set preferito? E per quanto riguarda la trama, qual è la tua scena preferita?


Penso che il mio set preferito sia la camera da letto di Marianne nella Sheridan’s House, episodio 3. Sally Rooney ha detto che "la casa è esattamente ciò che aveva in mente", e penso che sia ciò che ogni designer vuole sentirsi dire al termine di un lavoro!


Oddio! Ho tre scene preferite. La prima è quando Connell scoppia a piangere per strada dopo aver lasciato il Debs (il ballo di fine corso), l'intera sequenza è molto emozionante, specialmente quando combinata con la straordinaria colonna sonora. La seconda è quando Lorraine butta Connell fuori dalla macchina per non aver invitato Marianne al Debs; è un momento fantastico, penso che tutti vorrebbero avere una madre come lei. La terza, e probabilmente la mia preferita in assoluto, è il primo bacio tra Marianne e Connell nella biblioteca di casa. L’intera sequenza è meravigliosa; il modo in cui è stata riprodotta, girata, illuminata e l’uso del set.


Fare una serie o un film è un lavoro di squadra. Come lavori in modo interfunzionale con il regista, scrittori e sceneggiatori, attori, costumisti e il resto della troupe?


Come dicevo prima, si basa tutto sui mood boards e sulla comunicazione. Una volta concordata la visione creativa, tutti i dipartimenti hanno qualcosa su cui lavorare. Faccio molte liste per ogni set. Se si parla di una serie, e quindi di più episodi, faccio un giro di prova, una sorta di “show and tell” in cui mostro al regista, ai produttori e alla direttrice di fotografia il maggior numero possibile di oggetti di scena, grafiche speciali, e le varie illuminazioni. Non voglio sorprese il giorno delle riprese! Inoltre mi tengo in costante contatto con la costumista per accordarci sui colori delle pareti e i mobili, mentre con l’addetto degli oggetti in scena lavoriamo con un piano d’azione, elenchi, note e fotografie che mostrano dove sarà cosa, lo trovo davvero utile. Gli attori devono sentirsi a proprio agio all'interno di un set; hanno passato settimane, mesi, a studiare il copione e ad entrare nel personaggio, quindi è fondamentale che l’ambiente che li circonda rifletta chi devono interpretare.

Cosa ti ispira attualmente e in che modo influenza il tuo lavoro?


Amo la moda e la fotografia, in particolare la fotografia irlandese; sento che abbiamo un panorama culturale unico e non internazionalmente riconosciuto. Mi sono lasciata ispirare tantissimo dai lavori di Eamonn Doyle e Seamus Murphy per creare riferimenti per Normal People. Amo la moda! Penso che ogni forma di design sia intrinsecamente collegata.


Infine, quali consigli daresti a tutti coloro che sognano ad occhi aperti di poter intraprendere il tuo stesso percorso lavorativo?


Consiglio di lavorare sodo, di essere disposti a imparare ed essere pronti a iniziare dal basso. È molto importante ascoltare attentamente e non pensare di sapere tutto, perché non non si smette mai di imparare. È un settore in rapida evoluzione dove non si vivono mai due giorni uguali. Le amicizie che costruisci dureranno una vita!


Normal People sarà disponibile su StarzPlay nel corso dell'estate.

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