KUBE

Quello che noi giovani non diciamo



Giovani. Inesperti. Sottovalutati. Troppo spesso ci siamo ritrovati intrappolati in etichette che non ci appartengono, che non ci dipingono come affamati di vita, che non ci permettono di mostrare la nostra voglia di fare e e di metterci alla prova. Noi, figli di un Paese gerontocratico, vediamo il futuro scivolarci tra le dita e siamo sempre più demoralizzati da quello che ci aspetta.



Non ci viene dato spazio e noi ce lo prendiamo da soli: iniziamo a studiare, facciamo musica, c'inventiamo un lavoro, impariamo una lingua. E andiamo via. Ci portiamo dietro tutto ciò che abbiamo imparato e lasciamo la nostra casa, la nostra famiglia, i nostri amici per cercare qualcosa di meglio di ciò che la nostra terra ci offre. Siamo stanchi di doverci accontentare, siamo stanchi di dover leggere ''cerco giovane neolaureato con esperienza'', ''tirocinio non retribuito'', non vogliamo più doverci svendere per poche centinaia di euro al mese, perché noi siamo molto di più. Nel 2017, nel suo libro ''Un'estate con la strega dell' Ovest'', Kaho Nashiki scriveva ai suoi lettori:


Non abbiamo una voce forte, ma possiamo comunque trasmettere il nostro messaggio, parlando tra di noi a bassa voce. Kaho Nashiki

Oggi, nel 2020, la voce forte ce l'abbiamo e parlare tra di noi non ci basta più. Abbiamo voglia di farci ascoltare, di comunicare il nostro desiderio di restare. Di restare in qualsiasi posto sentiamo di poter chiamare ''casa'' per creare lì quel futuro che meritiamo, senza compromessi, senza dover lasciare qualcosa indietro.

Possiamo diventare qualsiasi cosa vogliamo essere, dobbiamo solo avere il coraggio di dirlo ad alta voce.

logo_kube_bianco_vector.png

© 2020 by KubeCommunity

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now