KUBE

  • Adriana Del Mastro

"Sono Adriana e non compro fast fashion da 8 mesi"


In una società che ci vuole sempre di corsa tra un task e l’altro da completare, innumerevoli mail e messaggi a cui rispondere, e impegni che si accavallano ad ogni ora, ditemi, perché anche lo shopping deve essere fast?


In questo articolo non vi faremo la morale se sulle grucce del vostro armadio ci sono solo capi di Zara, Bershka, H&M e via dicendo, ma cercheremo solo di spiegarvi il perché accade questo, lasciando a voi la libertà di scelta.


Per cercare di spiegare al meglio questo discorso, mi assumerò la responsabilità di parlare in prima persona: "Io sono Adriana, fashion editor di Kube, e non compro fast fashion da 8 mesi". Detta così sembrerebbe la frase di qualcuno che sta uscendo fuori da una dipendenza, e in effetti il concetto non è poi così lontano.


Ero una persona che acquistava tantissimo (e non solo fast fashion), fino a quando il lock-down di marzo ha portato un arresto forzato dei miei acquisti. Lì, con tanto tempo a disposizione, mi sono fermata a riflettere su mio modo di fare shopping. Cosa ho capito? Non avevo bisogno di tutti quegli abiti, e ancor peggio che la necessità di comprare qualcosa non dipendeva solo dalla mia volontà!  Ma cosa succede allora nella nostra testa? Perché il nostro secolo spende così tanto in acquisti inutili? Perché si è totalmente perso il valore dell'abito? Queste sono le risposte che mi sono voluta dare per riprendere a fare shopping in maniera sana e realmente soddisfacente, e che ora condividerò con voi.


Ogni volta che acquistiamo un capo a un prezzo molto basso (ancor peggio se trendy e alla moda) il senso di soddisfazione per “l’affar fatto” ci pervade, e il nostro corpo sviluppa e rilascia dopamina, un neurotrasmettitore di benessere, che funziona alla stessa maniera per tutte le dipendenze come l’alcol, il fumo o il gioco. 


Questo desiderio di acquisto smodato da cui siamo tentati, è sicuramente figlio di un secolo fatto da un numero troppo elevato di stimoli e necessità superflue. Quanto spesso vi capita di vedere su IG o su TikTok video di inspo outfit con ragazze che si cambiano con un solo schiocco di dita? C’è addirittura chi riesce a montare video con 10 look in 15 secondi! Ma cosa ce ne facciamo di 10 look in 15 secondi? Bene, questo è solo un piccolissimo esempio di contenuto da cui siamo bombardate, e che influenza negativamente il nostro approccio all’acquisto


Nel nostro secolo acquistiamo ogni anno circa 80 miliardi di vestiti, quattro volte in più rispetto agli anni ’90. Ma perché questo dato è così aumentato? Una delle maggiori cause è da ricollegare sicuramente al fast fashion




Il fast fashion ha completamente cambiato i tempi della moda, che storicamente produceva due collezioni l’anno (autunno/inverno e primavera/estate) arrivando a creare fino a 40 micro collezioni annuali. Ogni volta che entriamo in uno di questi negozi possiamo vedere abiti nuovi, che non abbiamo ancora mai visto su nessuno. Questo ci spinge a comprare il nuovo trend, purché sia a basso costo, creando in noi un senso di soddisfazione, e non facendoci assolutamente più porre la domanda “di cosa ho bisogno?”

Inoltre questa produzione spasmodica e l’acquisto compulsivo che ne consegue, portano il nostro cervello a dimenticare gli acquisti fatti meno di recente, o a catalogarli nella nostra mente come “vecchi” (anche se gli abbiamo messi solo 3 volte) alimentando sempre più il processo. 


Ma come influisce questo processo sulla nostra psiche? 

  1. Ansia. È stato provato come molte persone, tornate a casa da una sessione di shopping fast, abbiamo acquistato un numero superiore di pezzi rispetto a quelli che gli servivano, sforando i loro budget. Dopo questo “errore” porta la persona a subire un senso di frustrazione dovuto al senso di colpa, che nei peggiore di casi può portare a disturbi d’ansia

  2. Effetto Hangover. L’effetto di felicità dato dalla dopamina d'acquisto ha un effetto che può durare al massimo fino a 24h. Dopo questo momento potremmo trovarci in uno stato d’animo vuoto e triste. Riportando le  parole di Kirsten Brodde, protagonista della campagna Detox my Fashion: "Lo shopping binge è seguito da una sbornia emotiva, fatta di vuoto, di colpa e di vergogna. Le persone cominciano a rendersi conto di essere intrappolate in un ciclo insoddisfacente di moda, dell'ossessione di seguire i nuovi effimeri trend e che infine la sovrabbondanza di abiti che posseggono non porta a una felicità duratura.

  3. Perdita dell’individualità. La  produzione in larghissima scala da parte del fast fashion ha avuto come conseguenza una approssimazione delle taglie e una spinta sempre più massiccia verso la taglia unica. La conseguenza è stata prima un omologazione delle taglie, arrivando poi fino a un omologazione dei gusti, creando negli acquirenti un senso di smarrimento che ha portato a una perdita del personale senso estetico

La dipendenza da fast fashion è reale, ed oltre ad esse pericolasa per noi, è terribilmente impattante sul nostro ambiente (ma riprenderemo l’argomento in un secondo momento). Tutto questo non vuol dire che acquistare da fast fashion sia sempre sbagliato, ma vuol dire che bisognerebbe farlo con prudenza e soprattutto coscienza.


Probabilmente detto da una fashion victim questo potrebbe sembrare strano, ma la verità è che per essere vestiti “bene” non serve assolutamente avere nell’armadio ogni tipo di trend in colori diversi, la moda è storicamente fatta di qualità, non di quantità.

Dovremmo fermarci più spesso a chiederci cosa ci serve davvero, o almeno cosa ci piace davvero, senza essere schiavi di un fast fashion system che abbatte la nostra personalità stilistica ed estetica


Le soluzione per evitare, o almeno ridurre i nostri acquisti fast sono davvero tante, ed alcune anche molto cheap, ma vogliamo lasciare questa pagina ancora aperta e parlarvene più avanti, intanto se avete qualche consiglio fatecelo sapere!

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