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  • Eleonora Carosi

“SOTTOPELLE”, nuove italiane: una mostra inclusiva


Dal 10 al 19 ottobre, nello spazio creativo di THE-OFFICE, nasce la mostra socio-culturale “SOTTOPELLE”, dall’idea di Christopher Veggetti.

Le pareti dello spazio saranno costellate di dipinti di ragazze italiane di diverse etnie, intenti ad abbattere i canoni prettamente occidentali, fornendo una visione più ampia e decisamente più autentica delle ragazze italiane del nuovo inizio millennio.


L’idea nasce da un’effettiva mancanza di rappresentazione della diversità, punta i riflettori sulle minoranze, che al di la dei numeri, possiedono già un grande valore affermato. Il cambiamento è adesso, non possiamo più aspettare.


Sarà un vero e proprio evento che vedrà inoltre la partecipazione di personaggi noti del panorama Afro, con contenuti inediti e dedicati al progetto.

Inclusività è la parola d’ordine, apprezzerete ogni dipinto, ogni rilfessione, ogni sensazione.

SOTTOPELLE vi aspetta dal 10 al 19 Ottobre con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì ore 18.00-21.00, sabato e domenica dalle 11.00 alle 21.

Noi di Kube siamo orgogliose di prendere parte a questa incisiva mostra, sperando che il cambiamento inizi da qui.

Abbiamo incontrato, prima dell’evento, Christopher, autore della mostra, che ha raccontato a Kube come è nata l’idea di SOTTOPELLE.


Ciao Christopher! Come è nata l’idea del progetto?

L'idea del progetto è nata in un momento di riflessione sul periodo storico in cui siamo. Oggi è decisamente l’alba di un’ Italia multietnica e ho voluto con questa mostra valorizzare la diversità, porre l'attenzione su quello che sta succedendo e che pochi raccontano e documentano dal punto di vista della bellezza, dell'estetica. Ovviamente la mostra apre a delle riflessioni che vanno oltre, come la mancanza rappresentativa e iconografica dei neri italiani. Un aneddoto: una volta feci un quadro, un ritratto di donna nera da mettere in una fiera d'arte, ma il giorno dell'evento il ritratto non fu esposto perché lei era troppo scura. La motivazione di quella scelta, o meglio la scusa da parte del gallerista fu che stonava rispetto al contesto. SOTTOPELLE vuole andare oltre questo, oltre a queste barriere. Trovo che l'arte debba essere pioniera di questa battaglia, la cultura deve elevare l'uomo, ispirarlo a migliorare e non a protrarre una situazione di chiusura mentale, cavalcando stereotipi sbagliati e discriminatori.

Perché, secondo te, le seconde generazioni italiane non sono ancora valorizzate?

Oggi c'è una politica che su tutti i fronti e fazioni sta frenando un’inclusione sociale. C'è chi finge di volerla e chi sfacciatamente la nega. Il risultato è una stagnazione, direi un’involuzione vedendo l’escalation di violenza ai danni delle minoranze. Ma questo temporeggiare delle istituzioni non potrà esistere per sempre. Il cambio generazionale sarà il vero inizio, quando i bambini di diverse etnie, che oggi non sono italiani, saranno adulti e italiani a tutti gli effetti. L'Italia di domani non sarà quella di oggi. Ma non pensate che sarà per il diritto al voto che avranno, ma bensì, per tutte le relazioni umane che questi bambini, ragazzi avranno instaurato negli anni, nella loro infanzia, pubertà e adolescenza: rapporti che cambieranno inevitabilmente la percezione “dell’altro”.

Cosa vorresti accadesse in Italia per sperare in un futuro con più inclusione?

Che il lavoro svolto dalle minoranze sia più diversificato; vorrei che ci fossero più dottori, avvocati, insegnanti, politici di diverse etnie di origine, ecc; questo sarà un chiaro messaggio che il tessuto sociale starà mutando. Siamo testimoni di una svolta e ne siamo tutti consapevoli, soprattutto chi non lo vuole accettare. Io sono cresciuto in un’Italia dove questa coscienza non c'era nemmeno; dove le parole integrazione e multiculturalità non si usavano, potrei dire che non esistevano, talmente concettualmente lontani. Oggi riesco a immaginare realmente un futuro diverso perché ho vissuto in un passato differente. Il cambiamento sociale non può essere una pretesa, ma è frutto di un lavoro costante, di tanti piccoli passi, di molte private vittorie.





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