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  • Francesca Sarati

La storia di Flint è una storia fatta di razzismo


Tumblr, photo by Our Uretmen

Nessuna di quelle persone lo sapeva ancora,

ma quell’acqua era un veleno

Disclaimer e TW: Voglio parlare alle persone bianche, occidentali, caucasiche come me, non desidero parlare al posto della comunità nera. Prima di parlare del caso di Flint in Michigan, farò una introduzione sul privilegio di essere bianch*, userò come esempio Capitol Hill, i soprusi del suprematismo bianco e il doppio standard che appella i terroristi bianchi patrioti e i manifestanti del movimento Black Lives Matters terroristi. Alle persone nere non devo insegnare niente, quello che posso fare - e non è detto che sia utile o ben accetto - è usare il mio privilegio per parlare a chi è come me: bianc* e con un privilegio. Userò parole forti e posso farlo perchè ho un privilegio.

Sono bianca. Questo significa che nella mia vita, per quante discriminazioni io possa subire, non sperimenterò mai razzismo e per quanto io possa documentarmi, ascoltare le voci delle persone nere, POC, non caucasiche, mettere in discussione il mio privilegio: non comprenderò mai a pieno, perchè non vivo queste discriminazioni sulla mia pelle ogni giorno. La verità è che il razzismo è un problema mio. Il razzismo sistemico è un problema di noi bianch*.

Sia che io me ne renda conto, sia che non me ne renda conto, la responsabilità è la medesima.

Non basta essersi accort* del razzismo sistemico, delle problematicità insite all’interno della società per sortire un effetto benefico, tradotto: (spesso) lavarsene la coscienza, o per invertire una rotta che è così da secoli, certo è un passo importante, riconoscere il proprio privilegio è fondamentale, eppure non può bastare.

Non pretendo di essere una alleata, se non ne avete bisogno lo capisco, non voglio parlare al posto della comunità nera, voglio parlare alle persone bianche come me che pensano che avere un* amic* ner* equivalga a non essere razzist*, che confondono il privilegio sistemico con una questione personale, che non si sentono privilegiat* per il fatto di avere una vita difficile. Il fatto che tu abbia un privilegio non ti esenta automaticamente dal provare dolore, avere problemi economici, famigliari e tanto altro. È uno spostamento del focus quello che stai mettendo in atto, non farti ingannare dalle tue emozioni o dal tuo vissuto o da quello che i suprematisti bianchi cercano di inculcarti.

In ultimo, vorrei rivolgermi alle persone bianche che hanno criticato le modalità con le quali i/le manifestanti della BLM si sono moss* tacciandol* di essere estremamente riottos*, teppist*, terrorist*. Senza peli sulla lingua, vorrei dirvi che state incarnando esattamente il prototipo perfetto di chi detiene un privilegio sistemico e sforna consigli e opinioni del tutto inutili oltreché non richiesti: le rivolte non si fanno con i fiori, anche, ma non è detto che funzioni, è molto più probabile che non funzioni. È grazie alle Suffragette che si è aperta la possibilità per le donne di votare, e le Suffragette lanciavano bombe, si suicidavano sotto agli zoccoli dei cavalli per farsi ascoltare, hanno fatto rumore, nessun uomo si è svegliato pensando di concedere alle donne il voto perchè gli pareva giusto. Il diritto al voto le donne se lo sono preso con la forza. Le Pantere Nere rifiutavano le istanze non-violente, pattugliavano armate per evitare che per esempio la polizia abusasse del suo potere quando fermava una persona nera.

Mi chiedo sempre come mai non condanniate il colonialismo e i soprusi perpetrati dalle persone bianche, gli stermini sistemici, i genocidi di interi gruppi non caucasici, le politiche inammissibili e del tutto disumane portate avanti dall’Europa e dagli Stati Uniti: lasciamo morire le persone in mare, strappiamo neonat*, bambin* e adolescenti dalle loro famiglie, dicendo ai genitori che si tratta solo di portarli a fare un bagno o in un’altra stanza per poco tempo salvo poi non vedersi più. I genitori rimpatriati nel Paese di provenienza, i figli e le figlie abbandonat* nei centri di accoglienza che assomigliano a dei veri e propri centri di detenzione. Tutto questo per il fatto di non essere bianch*. I bianchi sfilano in Campidoglio durante un atto terroristico provocato dagli stessi: armati, si scattano foto, banchettano con la polizia. Una persona nera passeggia per strada e viene brutalmente uccisa dalla polizia: bodycam spente, nessun motivo, niente, razzismo puro. Eccolo il privilegio: più esplicito di così non si può. Quello che vorrei analizzaste con lucidità è il doppio standard circa i metodi considerati legittimi (se applicati dalle persone bianche) ed illegittimi (se applicati dalle persone nere). Vi ricordo che i terroristi suprematisti bianchi sono stati appellati patrioti.

Questi sono alcuni esempi inequivocabili e molto espliciti, il razzismo sistemico ha delle radici profonde, agisce su più livelli. Pervade ogni aspetto della società. Conoscete la storia di Flint in Michigan?

25 aprile 2014: comincia una delle crisi più scandalose e angoscianti della storia recente degli USA

Dall'inizio del Novecento, fino agli anni Sessanta e Settanta, la crescita esplosiva dell'industria dell’auto creò centinaia di migliaia di posti di lavoro e attirò a Flint persone da tutti gli Stati uniti d'America in cerca di opportunità. Le automobili stavano cambiando tutto, e tutto partiva dal Michigan. Flint era un posto da favola, descritto e vissuto come il sogno americano, il posto che aveva messo il mondo su quattro ruote. Gli abitanti di Flint aumentarono del 194% e alla fine del 1930 erano 156.000, furono costruiti quartieri, teatri, parchi, palestre, luoghi di aggregazione. Le cose iniziarono a precipitare alla fine degli anni Settanta: la crisi del petrolio fece crescere il prezzo della benzina, l’auto diventava sempre meno indispensabile dato che i trasporti pubblici aumentavano, la concorrenza delle auto giapponesi si faceva sentire, gli operai iniziarono ad essere rimpiazzati dai macchinari industriali e dall’automazione, se negli anni Cinquanta servivano 25.000 operai per produrre una data quantità di macchine, ora ne bastavano 5000.

Le aziende di automobili chiusero battenti e si trasferirono in Messico dove era più facile crear profitto dato il basso costo del lavoro. La città si ritrovò svuotata e precipitò in una crisi rovinosa. Chi era abbastanza giovane qualificat* se ne andò dalla città, restarono quasi esclusivamente le persone nere che oggi sono la stragrande maggioranza della popolazione. La città con il reddito più alto del mondo diventò la seconda più povera degli Stati Uniti, la criminalità aumentò in modo esponenziale tanto da rendere Flint una delle città più pericolose degli Usa.

Nel 2014 si decise che si poteva risparmiare qualcosa cambiando la fonte di approvvigionamento dell’acqua. Anziché comprare l'acqua da Detroit, il commissario propose di costruire delle infrastrutture per prendere l'acqua dal lago Huron. La situazione economica della città era disastrosa, per costruire l'impianto ci sarebbero voluti degli anni, allora si pensò di disdire immediatamente il contratto con Detroit e momentaneamente di prelevare l'acqua dal fiume della città il Flint River tramite l'impiego del vecchio impianto idrico della città, fermo da cinquant’anni.


Urge specificare che proprio in questo fiume erano state gettate tonnellate di sale in inverno per decenni per evitare di far gelare le strade. Per cinquant'anni gli agricoltori hanno scaricato pesticidi e fertilizzanti e gli stabilimenti automobilistici l’hanno usato per smaltire i rifiuti tossici che producevano. Lo scopo degli impianti di depurazione è proprio quello di ridurre la corrosività dell’acqua, ma l'impianto di Flint era un rottame fermo da troppo tempo.

Quando il sindaco, il 25 aprile 2014, attivò, davanti alle telecamere il vecchio impianto idrico iniziò il peggio.

Il colore dell'acqua che usciva dai rubinetti era torbido, il sapore era ferroso e l'odore piuttosto sgradevole, alcune persone accusarono irritazioni alla pelle, in poche settimane i residenti sollevare il problema, c'era qualcosa che non funzionava, gli operai di uno dei pochi stabilimenti rimasti di General Motors si accorsero che i pezzi dei motori risultavano danneggiati dopo essere stati lavati. Molte famiglie si lamentavano per i forti dolori allo stomaco, per la perdita dei capelli e per le irritazioni cutanee.

Nel 2015 una donna decise di far analizzare l'acqua di casa sua e scoprì che era piena di piombo. Il comune si difese dicendo che il problema era dell’impianto di casa sua. Le analisi avevano rilevato la presenza di 2000 parti di piombo per miliardo e successive analisi rilevarono la presenza di oltre 13.000 parti di piombo per miliardo. Quasi tre volte più inquinante di un rifiuto tossico. Gli effetti della contaminazione da piombo sono pesantissimi, alcuni sono visibili subito dopo l'esposizione, e se l'esposizione non vieni immediatamente interrotta ci sono gli effetti permanente e per gli effetti permanenti bisogna aspettare anni. Il nostro organismo scambia il piombo per il calcio, lo immagazzina nelle ossa e poi nel cervello, il risultato è che le comunicazioni non avvengono più, le sinapsi si indeboliscono. I bambini di Flint avevano un quoziente intellettivo sotto la norma, la situazione peggiorava con la crescita: calo dell’attenzione, calo della capacità di giudizio, difficoltà di apprendimento, difficoltà nei calcoli, nel relazionarsi, nei comportamenti.

Nel settembre del 2015, i risultati confermavano la tossicità dell’acqua, alla popolazione venne consigliato di installare dei filtri da venticinque dollari su ogni rubinetto, molte non potevano permetterseli.

L'ospedale pediatrico analizzò anche campioni di sangue prelevati negli ultimi anni nei bambini, i livelli di piombo erano raddoppiati e le autorità cittadine accusarono il comitato scientifico di terrorismo condannandoli per aver svolto gli esami incorrettamente manipolando i dati.

Ora, mettiamo assieme pezzi, nella seconda città più povera degli Stati Uniti, con una criminalità altissima, poco lavoro, poche speranze, poche strutture, con istituzioni collassate e deboli, ospedali disastrati e scuole completamente senza risorse, si aggiunge uno scandalo epocale, un errore madornale che ha compromesso ancora di più la popolazione.

Ecco, qui c’entra il razzismo sistemico. Vi avevo detto che la popolazione di Flint è costituita perlopiù da afro-americani. La storia di Flint è una storia fatta di razzismo.

Durante lo svolgimento delle indagini sulla contaminazione dell’acqua, emerse un'e-mail tra due funzionari dell'ente federale per la protezione dell'ambiente, una dirigente scrisse:

Non sono così sicura che Flint sia il tipo di comunità per la quale vogliamo esporci così tanto.

Che tradotto: sarebbe potuto succedere ovunque, eppure (guarda caso) è successo proprio in questa città, la seconda città più povera, più pericolosa, composta per la maggioranza da persone nere, una di quelle città dove non vorresti passare nemmeno per sbaglio.

Negli anni Quaranta a Flint, le agenzie immobiliari vendevano o affittavano case di certi quartieri solo alle persone bianche (non che fosse l’unica città) e anche dopo la fine della segregazione le scuole rimanevano divise: c'erano le scuole solo per le persone bianche e c'erano le scuole solo per le persone nere. La segregazione razziale veniva applicata anche sul posto di lavoro, questo significava che le carriere più ambite potevano essere raggiunte soltanto dalle persone bianche. Nei quartieri abitati dalle persone bianche i comuni proponevano continuamente la costruzione di gallerie o ponti molto bassi per impedire il passaggio dell’autobus, mezzo perlopiù utilizzato dalle persone afroamericane che non potevano comprarsi un’auto. Le nuove autostrade venivano utilizzate come divisorio per separare i quartieri delle persone bianche da quelli delle persone nere. Sostanzialmente, la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti che dichiarava “tutti gli uomini sono uguali” è fuffa. I padri fondatori quando scrivevano queste cose pensavano agli uomini con la pelle bianca. Se la segregazione “ufficiale” era finita, quella “informale” si è protratta: spoiler c’è ancora oggi. Soltanto le scuole delle persone bianche erano dignitose, soltanto i parcheggi, i cimiteri, le cabine telefoniche, i quartieri, le case delle persone bianche erano dignitosi. Le persone nere non potevano testimoniare contro una persona bianca, dovevano lasciare il posto alle persone bianche: al bar, sui marciapiedi, ovunque l’accesso gli fosse consentito. I quartieri abitati dalle persone afroamericane durante l’applicazione del New Deal vennero evidenziati in rosso, questo significava che il governo federale avrebbe aiutato il mercato immobiliare con mutui garantiti dallo stato soltanto alle persone bianche, le persone nere non avrebbero percepito niente.

Le cose sono cambiate e stanno cambiando lentamente, ma sono ancora lontanissime da ciò che dovrebbe essere considerato umanamente accettabile e giusto.

Non esiste un solo tipo di reato che non vede ancora una gigantesca sproporzione di pene e condanne a svantaggio dei neri; e il progressivo strumentale irrigidimento delle norme ha permesso di condannare all'ergastolo anche ragazzini di 13 anni che avevano commesso reati non violenti. Le storie di neri uccisi dalla polizia a un posto di blocco o in mezzo alla strada circolano settimanalmente, senza conseguenze, in molti Stati continuano a cercare norme e cavilli per limitare la partecipazione degli afroamericani alle elezioni.

La nazione ha soltanto 300 anni di vita e ne ha passati 250 a sottomettere le persone nere con tutta la forza dello Stato.

A Flint la maggior parte delle persone bianche è riuscita ad andarsene e a cercare fortuna e opportunità altrove, ma la maggior parte delle persone nere è rimasta perchè le opportunità non ci sono mai state, e nessun* si è più occupat* della città.

Durante il boom, quando la città era ricca di opportunità, nacque una nuova classe media: c'erano persone provenienti da tutto il mondo, nelle scuole si parlavano tantissime lingue, ma quando le cose hanno smesso di andare bene e centinaia di migliaia di persone hanno perso il lavoro, le aziende si sono spostate altrove, è crollata l'economia, i quartieri sono stati abbandonati e le opportunità sono svanite nel giro di poco tempo, tutto si è sgretolato molto più in fretta riproducendo tutti gli schemi della segregazione razziale.


La situazione circa l’acqua del Flint River prosegue, alcune indagini hanno evidenziato delle manipolazioni e portato all'incriminazione di tredici persone, nel 2019 le accuse sono improvvisamente cadute. Nel 2020 è stata rilasciata la Flint Service Line Map per permettere ai residenti di controllare la tossicità dell'acqua che utilizzano quotidianamente e per monitorare la sostituzione degli impianti. il 13 gennaio del 2021, il procuratore generale Dana Nessel ha accusato il governatore Rick Snyder di negligenza intenzionale assieme ad altre otto persone.


In conclusione, questa è una delle tante storie intrinsecamente legate al razzismo sistemico, indubbiamente non sarebbe accaduto in città abitate perlopiù da persone bianche e agiate, il fatto che sia accaduto proprio in questa città è indice del fatto (assieme ad altre centinaia di cose) che il razzismo sistemico sia vivo e vegeto, permea ogni cosa, ogni aspetto della società ed è necessario rendersene conto, fare la propria parte, e non basta rendersi conto del proprio privilegio e del razzismo sistemico per fare la propria parte (è soltanto una parte) così come non mi basta scrivere questo articolo, non è per avere la coscienza più pulita che l'ho scritto, non è per lavarmene le mani e non pensarci mai più. Il percorso è lungo, dura per tutta la vita.



Fonti:


Francesco Costa, Questa è l'America, in particolare capitolo IV L'interruttore


Flint water crisis (date)


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