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  • Francesca Sarati

Uccidiamo il maschilismo tossico!



Photo by Prue Stent


Complicarmi la vita e rendervi la lettura contorta e astrusa sono caratteristiche imprescindibili del mio essere. Vi prego di seguirmi nei ragionamenti, parto subito col dirvi che l’argomento di questo articolo è il maschilismo tossico, se siete maschi eterosessuali cisgender caucasici vi consiglio di avere paura perché è a voi che mi rivolgo e sono inviperita.


Urge specificare che il motivo per cui indirizzo a voi le mie invettive è più che lecito. È un dato di fatto, avete indubbiamente un problema con la violenza, il consenso, vi crogiolate nella cultura dello stupro e con l’innocenza che non vi compete sfornate battute sessiste alle quali ridete come imbecilli, certo non tutti. Quelli che non si sbellicano dalle risate o non ghignano sadicamente sotto i baffi tacciono. Specifico anche che siete i più privilegiati, quindi traete voi stessi le conclusioni e il senso del mio chiamarvi in causa.

Nel 2016 un maschio eterosessuale cisgender bianco della mia classe ha incominciato a diffondere non consensualmente immagini e video intimi di una conduttrice televisiva, qual è stata la reazione degli altri maschi? Tra le disgustose emoji che esprimevano eccitamento sessuale e l’omertà tipica dei camorristi non c’è stato altro. Se quel maschio eterosessuale cisgender occidentale avesse commesso uno stupro, gli omertosi avrebbero innegabilmente intralciato la giustizia, i perversi utilizzatori di emoticons si sarebbero congratulati con lo stupratore. Il Revenge Porn è reato.

Sarete tutti al corrente di quanto è successo in queste settimane circa lo scandalo Telegram, eppure non mi stupisco. Questi sono uomini che vanno dove tira il vento, un vento che soffia imperterrito da secoli e di cui si sono sempre serviti: il patriarcato e nello specifico la mascolinità tossica.

Interrompiamo un attimo questa narrazione e focalizziamoci sul titolo: Uccidiamo il maschilismo tossico! E converrete che ho ragione

Nel 1909, Filippo Tommaso Marinetti, esaltatore del progresso e della velocità, nonché fondatore del movimento futurista - non voglio elogiarlo troppo, lo scopo che ha in questo testo è rigorosamente metaforico - scrisse il terzo manifesto del movimento: Uccidiamo il chiaro di luna!

Il chiaro di luna è il Rinascimento, è il passatismo artistico e culturale, è lo sfondo ideale per una fievole serenata cantata alla propria amata. È nostalgia, quella di cui soffrono i poeti romantici morti nell’umidità di una soffitta ingobbiti dalla scrittura e dall’isolamento sociale. La palpebra si è già adagiata, i futuristi si sono stufati dei passatisti: conservatori della tradizione letteraria e culturale siete Vigliacchi, Vigliacchi!

Gli esponenti della prima avanguardia europea intendevano bruciare idealmente musei e biblioteche, lo scopo era quello di tagliare i rapporti con il passato e concentrarsi sulla realtà dinamica del Ventesimo secolo dove la tradizione risultava soltanto d’impiccio.

Non sono Filippo Tommaso Marinetti, non me ne dispiaccio, del resto combatteva il passatismo con una villetta rigorosamente passatista di quelle piene di anticaglie e che trasuda colonialismo da ogni angolo e tappeto. Non me ne dispiaccio perché tantomeno è stato femminista - mi rendo conto del fatto che gli anni in questione siano agli albori del secolo scorso, non fraintendete - apprezzo lo slancio vitale, la provocazione e la lungimiranza utopica del pamphlet Uccidiamo il chiaro di luna! La tradizione non aveva più nulla da insegnare ai futuristi.

Agli albori del 2020 allora, il mio umile pamphlet è questo: Uccidiamo il maschilismo tossico! Non c’è alcunché di positivo e riutilizzabile nel maschilismo tossico, non è affatto riciclabile, non lo si può convertire in nulla di utile se non nel nulla cosmico: conviene estirparlo come fareste con le erbacce in giardino.

Ritornando al clou della faccenda: i maschi eterosessuali cisgender hanno un problema di aggressività e violenza


Il 90% degli omicidi viene commesso dagli uomini.

Il 90% degli stupri viene commesso dagli uomini.

Il 97% degli omicidi di massa viene commesso dagli uomini.

Il 99.9% dei crimini voyeuristici è commesso dagli uomini.

I pedofili sono per il 94% uomini e quasi il 100% delle uccisioni che coinvolgono intere famiglie è commesso da uomini.

In Inghilterra sono stati segnalati alla polizia 272 reati sessuali contro i bambini (100.000 abitanti - anno 2013-2014), ovviamente la segnalazione dei reati è da considerarsi variabile.

Gli strumenti digitali e le piattaforme online hanno fornito nuovi metodi e sbocchi per molestie, bullismo, minacce, stalking, traffico di esseri umani, razzismo, omofobia e misoginia tossica.

Gli attacchi dei troll sulle donne sono feroci e implacabili.

Il 21% delle donne tra i 18 e i 29 anni dichiara di aver subito molestie sessuali online; il 53% ha ricevuto immagini esplicite non richieste. Il 70% delle donne concorda circa il fatto che le molestie online siano un problema serio, il 36% degli uomini pensa che i contenuti offensivi online vengano presi troppo sul serio, inutile che io specifichi che la dirigenza di Google nel 2017 contava per il 75% una dirigenza maschile.


Nonostante il web sia un ambiente sfavorevole alle donne, sono loro ad essere più attive sui Social per supportare e orientare l’azione sociale e garantire solidarietà verso le comunità discriminate e per promuovere un femminismo intersezionale.

Nel 2016 decine di migliaia di donne si sono riunite a Città del Messico per protestare contro la crescente ondata di femminicidi e violenza sessuale. Nell’ottobre del 2016 le donne polacche hanno organizzato uno sciopero nazionale per protestare contro la proposta di legge che avrebbe reso l’aborto quasi completamente illegale. Nel gennaio del 2017, grazie a un post su Facebook, milioni di donne hanno iniziato a marciare per le strade del mondo. La notte delle elezioni di Trump, una donna hawaiana, Teresa Shook, ha postato un appello per una marcia in difesa delle donne, nel giro di qualche ora l’organizzazione si è messa in moto #womensmarch.

Ecco qui il problema: dove sono i maschi eterosessuali cisgender caucasici nella faccenda Telegram?


Al posto di Telegram potete mettere qualunque cosa vi aggradi, funziona ugualmente, vi faccio un esempio pratico: dove sono i maschi eterosessuali cisgender caucasici quando le donne si battono per il diritto all’aborto o quando l’ennesima donna viene uccisa in quello che è un crimine di odio di genere aka femminicidio? Non pervenuti. Allora è doveroso che io faccia l’appello per ricordarvi il vostro posto in queste faccende scomode.

Il privilegio - che voi avete più di tutti, è un dato di fatto: siete i pascià dell’intero sistema solare - è l’atto sovrano o la legge che attribuisce al soggetto o a una categoria di soggetti una posizione più favorevole di quella della generalità degli altri soggetti. La meritocrazia non c’entra perché nessuno sceglie di nascere uomo, eterosessuale, ricco o agiato, caucasico. La tesi che il femminismo intersezionale porta avanti è - come dice Irene Facheris in Parità in Pillole episodio #121:

Giacché sei stato fortunato, hai la responsabilità di usare la tua fortuna per aiutare chi non l’ha avuta: tu per caratteristiche che non ti sei guadagnato, sei più rispettato e credibile di altri.

Il patriarcato è subdolo, lo sappiamo, concepisce le donne come meri oggetti sessuali e gli uomini come virili, violenti, irascibili e famelici, degli animali sessuali che si muovono in branco. Secondo questa logica - che le femministe hanno cercato di de-costruire da anni, ma non importa - è del tutto normale che gli uomini eterosessuali - perché soltanto così possono essere concepiti dalla mente dell’istituzione patriarcale - abbiano il diritto di molestare le donne e le bambine. Le donne sono passive e hanno il solo scopo di contenere il fallo, le bambine innocenti devono essere violate, inoltre è più facile prevaricarle. Ma non siate inorriditi, non lavatevi le mani, cari compari maschi, definendoli come mostri brutali. Sono esseri umani, così come le battute sessiste che pronunciate tranquillamente sono figlie della cultura dello stupro, così come l’omertà della quale vi macchiate vi rende complici e poliziotti di un sistema patriarcale misogino e brutale.

I 50 mila iscritti alle 21 chat costellate di Revenge Porn, Pedopornografia e altre sozzure inviate al ritmo di 30 mila messaggi al giorno continueranno imperterriti nella loro missione, non era necessario che lo scrivessi, credo lo sappiate.

Maschi eterosessuali cisgender occidentali: agite, il femminismo ha necessariamente bisogno di voi. Educatevi, che quelli più woke, parlino. Non siate omertosi, ascoltate le femministe, unitevi alla Causa: condannate il sessismo, indignatevi come facciamo noi quando qualcuno fa una battuta sessista (è solo uno dei tanti esempi) non aspettate che lo faccia una donna, noi lo facciamo da un secolo buono.

Concludo dicendovi che non dovete assolutamente elogiare un uomo femminista, dovrebbe essere una qualità basilare, non va elogiato, idealizzato, santificato, ma normalizzato. Infine, ci tengo a ricordarvi quanto io sia provocatoria, mi sono permessa di chiamarvi in causa, ma sono consapevole del fatto che non soltanto gli uomini commettano dei crimini: le donne stuprano e molestano, le donne uccidono, ma non è questo il punto, nel caso in cui vi siate focalizzati su questo, posso soltanto appellarmi alla mia ironica pazienza dicendovi che siete dei machisti incalliti acciecati e credetemi, non è la ragione che vi accieca.

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