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  • Natalia D'Amario Soto

Women behind the lens: Tiffany Briseno ci porta nel mondo del celebrity styling


In una generazione in cui l’originalità è la chiave, e l’essere se stessi è la risposta ad ogni domanda, Tiffany Briseno si è fatta strada conquistando red carpet dopo red carpet. Nata a Toronto, la stylist delle celebrities più IN del momento è riuscita a conquistare tutti con la sua creatività e una raccolta di lavori da far invidia a chiunque, focalizzando il suo processo su uno spettro artistico che va dalle bozze di disegni all’architettura stessa.


Vanta una lista di clienti seconda a nessuno, con talenti come Shawn Mendes, Rob Raco, Jack Dylan Grazer, Dominic Sherwood, e collaborazioni con marche del calibro di Saint Laurent, Tommy Hilfiger, Givenchy, Paul Smith, Calvin Klein e The Kooples, che possiamo ammirare tra i più di 100 looks ideati per il tour di Shawn Mendes ed eventi come il MET Gala, gli Accademy Awards, i Grammys e vari Award Shows…


…e non solo! In quanto direttrice creativa, ha lavorato anche in ambito pubblicitario e in editoriali per Nordstrom, Elie Tahari, Emporio Armani, Adidas, RollingStone, Variety, Vice, Harpers Bazaar, Billboard, New York Post, Calvin Klein, Hudsons Bay, Joe Fresh, Wallmart e Footlocker.


Nonostante la sua incredibile agenda, Tiffany Briseno ha trovato un posticino libero per scambiare due parole con me sulla sua storia e sul suo lavoro.


Ripercorriamo insieme le tue prime esperienze nell’ambito dello styling; come hai iniziato a lavorare come stylist per le celebrità? Qual è stato il primo progetto che ha dato il via alla tua carriera?

Ho iniziato a lavorare nel settore come designer subito dopo la laurea; in seguito ho iniziato uno stage in un'agenzia di artisti, ho scoperto il mondo dello styling e mi sono appassionata. Da lì ho cominciato a farmi strada con ruoli di assistente, come è solito fare in questo campo. Col tempo si sono presentate sempre più opportunità di lavorare con le celebrità, e piano piano ho iniziato a costruire la mia clientela.

Chi sono stati i tuoi mentori in questo settore?


Ho un ottimo sistema di supporto che mi aiuta ad essere la migliore versione di me stessa. Le persone più vicine a me sono i miei mentori.


Immagino che questo lavoro comporti pesanti stati di stress ed enormi responsabilità; come gestisci la pressione e gli imprevisti?

Cerco di creare un equilibrio, per quanto possibile, e ricordare di fare lunghi respiri prima di buttarmi a capofitto nel lavoro. Inoltre mi concentro su un progetto alla volta suddividendo in categorie tutto ciò che devo portare a termine; in questo modo impedisco allo stress di travolgermi.


Le sessioni di styling cambiano a seconda della domanda; qual è il tuo approccio quando inizi a lavorare con un nuovo cliente?


Prima cerco di conoscerli. Come ogni altro lavoro in questo settore, bisogna iniziare instaurando le basi per un ottimo rapporto per poi creare insieme un'estensione della loro personalità. È fondamentale capire ciò che vogliono e lavorare come una squadra.

Gli uomini stanno iniziando a fare scelte più audaci sul red carpet, rompendo le barriere sessiste; le persone sono finalmente più aperte al riguardo ed è stato interessante assistere a questo cambiamento. Qual è la tua opinione sull’argomento?


È un momento emozionante per la moda maschile, sia dentro che fuori la passerella. L'individualità è la chiave di tutto. Fortunatamente viviamo in un momento in cui l’evoluzione viene accolta con entusiasmo. Il cambiamento nella moda uomo è evidente: le linee sono ormai quasi inesistenti e le possibilità sono infinite.


Vesti i tuoi clienti per ogni tipo di evento; qual è la differenza tra lo styling per una performance o un red carpet rispetto a una intervista promozionale o un editoriale?


Ogni lavoro è diverso e ha i suoi pro e contro. Anche le situazioni lo sono. Lo styling per una servizio fotografico fatto in uno studio ben illuminato è molto diverso dalla composizione per uno spettacolo dal vivo. In quest’ultimo caso si vorrà lavorare con un tipo di abbigliamento capace di adattarsi ai movimenti e rendere giustizia all’intera immagine. Stimolare la conoscenza e approfondire lo studio dei capi fa parte del gioco.


Mi piace molto la tua serie TNW; come ti è venuta l'idea?


È arrivata durante una sessione di brainstorming, come la maggior parte delle mie migliori idee. Ho sviluppato questo concetto insieme a mio marito e partner creativo. Lui dirige e produce contenuti televisivi.


Che consiglio daresti a tutti coloro che vorrebbero seguire il tuo stesso percorso professionale?


Consiglio di rimanere umili e seguire la propria strada, di lavorare sodo e di essere aperti a tutte le opportunità che si presentano. Dite di si. Esistono molti modi per raggiungere gli obiettivi prefissati; ognuno di noi ha un percorso personale.


Qual è la tua fashion era preferita? E icona?


Gli anni ’70, un tempo in cui la libertà di espressione poteva essere riconosciuta attraverso l’abbigliamento. L’icona che preferisco però proviene da un’altra epoca… James Dean! Il suo stile semplice è un vero e proprio test che dimostra che non conta quello che indossi ma come lo indossi. Come dico sempre: "la moda si può comprare, ma lo stile è innato".

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