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  • Arianna Ciarimboli

Ying Gao. Perché ci mette in relazione con l'inaspettato.

Stilista e professoressa all'Université du Québec à Montréal, Ying Gao sfida la nozione di abbigliamento così come la conosciamo combinando design, architettura e media interattivi. Esplora la costruzione dei suoi capi traendo ispirazione dalle trasformazioni dell'ambiente urbano, naturale, e sociale. Per Ying Gao il design non solo è arte (giustamente), ma un medium a se stante, in un senso più tecnologico del termine che tessile: una tecnologia sensoriale che conferisce all'abbigliamento un valore poetico e partecipativo.



Nei suoi lavori si interroga sia sull'individuo, la cui fisicità è trasformata o celata da interferenze esterne, sia sulla funzione dell'abito come precario spazio di transizione. Così, come testimone dell'universo profondamente mutevole in cui viviamo, il suo lavoro ha una dimensione critica radicale che va oltre la sperimentazione tecnologica.

Negli anni si è distinta per la realizzazione di numerosi progetti creativi presentati in sei mostre personali in Francia, Svizzera e Canada, nonché in ottanta mostre collettive in tutto il mondo.


"La moda è una sorta di incontro con il tempo. Sia la tecnologia che la moda incarnano gli aspetti più fragili ed effimeri della nostra cultura, in quanto ciò che è all'avanguardia oggi, domani sarà vecchio."

Ying Gao



Anche se il suo lavoro può sembrare futuristico a prima vista, in realtà questi non sono abiti del futuro, dice la stilista cinese. "Per me, questi oggetti rappresentano il qui e ora". Il design degli oggetti trasformati in abiti riflette ampiamente su una vita concettuale ed estetica, corrispondente alla loro missione espressiva. Non sono gadget elettronici, ma oggetti di design iniettati di vita attraverso una complicata programmazione. In "Flowing water, Standing time", Ying Gao reinterpreta il libro "L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello" di Oliver Sacks. Scritto da un eminente neurologo, il libro documenta il singolare caso di Jimmie G, un ex marinaio di 49 anni con problemi neurologici. Crede ancora di avere 19 anni e di aver perso il senso della continuità temporale, ma ogni volta che gli viene presentato uno specchio, Jimmie è scioccato dal suo stesso riflesso. Appena lo sguardo lascia lo specchio, però, ritorna al suo io diciannovenne, a sua volta, "oscillando tra una presenza al mondo e una presenza a sé". In modo simile, i capi robotici di Ying - realizzati in silicone, vetro, organza e vari dispositivi elettronici - riflettono la diversa mobilità di Jimmie. I capi, che possono cambiare sfumature, sono in grado di riconoscere i colori nell'ambiente circostante e di reagire di conseguenza. Le loro pieghe fluide si adattano agli stimoli esterni: "Reagiscono a ciò che vedono", come il paziente di Oliver Sacks, la cui realtà cambia a seconda di ciò che ha davanti agli occhi.


Facendo spesso riferimenti alla letteratura, ai film d'autore, ai saggi filosofici, il lavoro di Ying chiede ai suoi spettatori di prendersi un momento per riflettere e osservare. "L'elemento chiave non è né tecnologico né organico, ma piuttosto intangibile. [...] L'immateriale si manifesta attraverso la mutazione".

Ying Gao non è solo una stilista visionaria, ma un'artista che si interroga sulle relazioni che percorrono le trame tra essere ed ambiente. L'unica costante in tutte le sue creazioni sempre diverse è il cambiamento, il flusso, la mutevolezza, imitando la parte più intrinseca e misteriosa della natura: l'inaspettato.

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