Old but gold BUT...

December 12, 2019

Pochi giorni fa, ho iniziato un nuovo corso all’università e, essendomi presa una piccola cotta per il nuovo professore, mi sono ricordata di un articolo che avevo letto tempo fa in cui Madeleine Fugere affermava ci fosse una prova scientifica dietro al nostro gusto per gli uomini “plus agées”. Da sempre ho preferito i ragazzi più grandi e più cresco più la differenza d’età fra me e i miei partner aumenta; col tempo ho appurato sia una cosa piuttosto comune, controversa eh, ma pur sempre molto comune. 

Ma come mai? Senza andare a scomodare Freud, ecco perché, secondo me, gli uomini con qualche anno in più siano così attraenti rispetto ai nostri coetanei. Facciamo un breve paragone fra Andrea, ideale uomo di 32 anni, e Marco, classico compagno di corso che è nato due mesi dopo di noi. Il tutto sta negli anni di esperienza che li separano e che fanno sì che il primo vinca 10 a 1. 

Andrea ci piace perché quando andiamo a casa sua probabilmente verremo accolte con una bottiglia di buon vino comprata apposta per noi, invece di una birra già aperta in frigo; non ci saranno coinquilini da evitare quando andremo in bagno e l’arredamento non prevederà 4 sedie tutte diverse; avrà già risolto le sue crisi esistenziali, superato il primo amore da un pezzo, imparato un sacco di cose, saprà comunicare senza tanti giri di parole e dopo l'amplesso (con annesso orgasmo, visto che dopo tutto sto tempo ha capito dove si trovi il clitoride) non ci chiederà gli appunti di letteratura o se ci è piaciuto. 

Qui si capisce perché ci sia tutta questa predilezione no? 

Ed è tutto molto bello, MA il mondo dei trentenni non è fatto solo di Andrea, che per la cronaca sono i più difficili da acchiappare. Col tempo ho individuato altri 3 tipi, che al contrario andrebbero evitati come la peste, ma che purtroppo rischiamo di incontrare più facilmente. 

 

LEONARDO ha 29 anni, ha sempre vissuto in città, viene da una famiglia con le possibilità economiche tali da permettergli di finire 3 anni fuoricorso studiando filosofia, mentre si concentrava sulla sua carriera da dj indie alternative techno wave. Spoiler alert: non ha smesso di fare il dj di sua spontanea iniziativa, ma perché gli amici, cresciuti e con un lavoro vero, avevano smesso di chiamarlo ai party dove da ragazzini facevano i pr. Da allora fa il barman (nb: non il barista) perché per lui è una vocazione che al contempo gli permette di vivere una vita tranquilla, se con tranquilla contiamo 3 sbronze a settimana. Eterno peter pan, vi ammalierà con i discorsi su Nietzsche, Pasolini, critiche ai film di Kubrick e con quell allure da poeta maledetto. L’intera magia svanirà quando vi chiederà 20 euro per comprarsi un po’ d’erba e noterete che il suo stile non si è evoluto da quello degli hipster nel 2011. 

 

GIUSEPPE, un po’ più maturo, ha 36 anni. A 19 ha lasciato Campo Calabro per studiare a Milano. Da allora è riuscito a diventare amministratore delegato, ha risollevato la famiglia e ogni anno presenta i regali migliori ai suoi nipoti. Tutto fa sì che la megalomania lo sopraffaccia un po’. Sente sua madre 4 volte al giorno, ai pasti e la sera precisamente, ed è l’unica donna che abbia mai rispettato pienamente nella sua vita. Molto galante, vorrà trattarvi come delle piccole principesse: probabilmente offrirà lui, sempre, e se la si tira avanti abbastanza ci scappa anche un regalo. Peccato che gelosia e mentalità patriarcale vi faranno scappare ben presto (consiglio: fatelo, niente dubbi) come hanno fatto tutte le donne che ha avuto. 

Svelato l’arcano della sua solitudine. 

 

PAOLO ha 30 precisi, è l’ultimo perché è davvero quello meno importante. Secondo i suoi piani lui non avrebbe dovuto far parte di questa lista, ma gli è andata male. Persona semplice e dal bell’aspetto ha sempre trovato la pappa pronta: studiare ingegneria come suggerisce il padre per poi lavorare nell’azienda di famiglia. Educato dai suoi a ritenere gli interessi un perditempo, si ritrova ora senza un briciolo di personalità. Il povero Paolo, dopo 8 anni di relazione con Marta, è stato brutalmente lasciato dopo aver oltretutto scoperto di essere stato tradito. Ora solo , privo di personalità ma pieno di risentimento, pur sempre di bell’aspetto, esce in maniera compulsiva con ventenni esteticamente alla sua altezza e che lo bacchettino come ha fatto Marta fino a poco tempo fa.  Pretende una maturità che per voi è impossibile raggiungere ed è uno zerbino presuntuoso. A voi le conclusioni. 

 

Il sunto è che quelli più grandi hanno decisamente una marcia in più, e Freud ci saprebbe confermare; ma per uscire con Leonardo, Giuseppe o Paolo, forse è meglio dare una chance a quel compagno di corso, poiché è molto alta la probabilità che sia lui quello più sveglio tra i quattro. 

 

 

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