Intervista a Gilda Koral Flora, digital PR della moda

September 26, 2018

 

Gilda Koral Flora è tra le più talentuose PR del mondo del fashion, sempre alla ricerca di brand emergenti ed icona dello street style.

Barese di nascita, vive a Milano e gira per il mondo per lavoro e per passione. Frequenta l'Università di Bari e il LCF dove consegue rispettivamente una laurea in Scienze e Tecnologia della Moda e Fashion Styling. Inoltre a Londra , dove ha vissuto per 3 anni frequenta la prestigiosa Westminster University per approfondire la conoscenza della lingua inglese . La sua passione e determinazione la portano a vincere una borsa di studio al PoliModa e intraprendere la carriera di buyer.

Nel 2015 fonda Koral Communication, un'agenzia di consulenza con base a Milano, che opera a livello mondiale nei settori della moda e del lusso, con  reparti di Celebrity Dressing, PR / Digital PR, Event Management, Brand Strategy e Production.

 

Per tanti anni hai fatto la buyer, come sei diventata PR?

«Ho lavorato per dei grandi gruppi come assistant buyers e sono tornata in una città piccola come Bari. I budgets e i volumi del business con cui lavoravo erano limitativi, per cui iniziai ad occuparmi anche di social e di eventi. Quindi diciamo che sono diventata PR per intuizione della proprietaria del negozio in cui lavoravo e per una mia propensione psicologica e fisica. Inoltre in quell'anno, il 2009, c'è stato il boom delle blogger e di internet, allora ho cominciato a chiedermi se non fosse il caso di fare degli mega eventi invitando tutti. Nasco come buyer e mi ha aiutato moltissimo con l'approccio ai numeri, ma poi il resto è amore e passione».

 

Poi è nata Koral Communication, è stata una scelta coraggiosa. Hai realizzato un sogno!

«Koral Communication è nata per necessità, dopo anni di freelance. Ho sempre voluto lavorare in questo campo: avevo sette anni, mio nonno guardava il telegiornale e  mi ricordo ancora quando hanno inquadrato un vestito di Armani Privè e, guardando mio nonno, gli detto: voglio fare la moda. Sono molta grata al mio team e alle due  società partner , una a Prato e una Londra, che si occupano rispettivamente di IT e Business Development & Sales che mi aiutano a migliorare e crescere sempre di più».

 

Che legame hai con i tuoi collaboratori?

«La forza di fare quello che faccio la trovo nelle persone che mi stanno accanto. I proprietari delle due società che ti dicevo prima sono due dei miei migliori amici e le persone che lavorano con me sono arrivate alla loro prima esperienza la lavorativa. Vederle crescere e sempre più entusiaste aumenta la mia passione. Sono speciali e creare un ambiente familiare per me è fondamentale. Inoltre il mio network è fatto di amici e persone che stimo davvero».

 

Scegli sempre brand emergenti, cosa ti deve colpire principalmente?

«L'aspetto umano, se il cliente non mi piace automaticamente non ci credo. Cerco di instaurare sempre un rapporto di confidenza e di amicizia. Mi piace farli sentire a casa e a loro agio. Posso andare ovunque, ma alla fine sono una donna del sud dalla morale molto forte, fortemente legata alle mie radici e alla mia famiglia. A volte mi crea delle difficoltà, però non spreco il mio tempo con persone maleducate e cattive».

 

Parlami un po' dei brand e dei mercati, quali sono le novità?

«I mercati esteri stanno andando molto bene, in particolare all'est: sud-est asiatico, Russia e Middle East. Sono molto fiera dei nostri marchi e di quello stiamo ottenendo. Solo a Cannes l'anno scorso abbiamo totalizzato 27 endorsement. E per quanto riguarda i clienti che rappresento adesso abbiamo richieste che vanno in waiting list e ne vado molto fiera».

 

Quanto contano le influencers nel tuo lavoro?

«Tanto, sono indispensabili. Bisogna solo capire che tipologia di digital strategy si vuole intraprendere e selezionare i talents in base alla loro immagine, community , ROI ed hype ».

 

Cosa ami di più del tuo lavoro?

«Le persone. Imparo ogni giorno da tutti. Mi piace divertirmi e prendermi poco sul serio. Sono molto seria in quelli che faccio, ma sono consapevole del fatto che non si possa avere tutto. Penso che bisogna praticare molto di più la gratitudine. Se sei in salute e hai un po' di affetto, sei già più fortunato dell'80% della popolazione mondiale. Da questo punto di vista la fede mi ha aiutata tanto: il dolore e le delusioni, lavorative e non, fanno parte della vita. Ci si sofferma troppo sull'immagine piuttosto che su quello che l'altro ha da offrirci, io accolgo tutto. Davanti alla buona educazione la gente rimane spiazzata».

 

Ti ha reso più forte?

«Sento che qualcosa devo ancora modificare da un punto di vista caratteriale. Sono tuttora molto timida e molto buona, ai livelli di essere fessa. Ho imparato ad essere prudente. Nel mio lavoro che è tutta apparenza, mi aiuta a rimanere con i piedi per terra e non perdere la testa dietro a cose di poco conto. Sono molto fortunata, ma anch'io vado alle Poste. Bisogna avere un dialogo con le persone "normali", che non vanno alle feste per intenderci, ma che fanno un lavoro socialmente utile. Bisogna ridimensionarsi».

 

Come ti devi qui tra dieci anni? Lavorativamente e personalmente.

«Lavorativamente devo ancora fare tanto, non mi sento ancora né realizzata né arrivata. Personalmente vorrei aver restituito ai miei genitori almeno il 30% di quello che mi hanno dato, vorrei essere mamma, moglie e aver visitato dei posti che sono nella mia lista».

 

Tutti hanno un idolo al quale aspirano, qual è il tuo?

«Karla Otto, lei è il mio mito! Sia come persona, sia per tutto quello che ha costruito».

 

Cosa consigli alle ragazze che vogliono fare il tuo lavoro?

«Di volerlo veramente. Il mondo della moda può sembrare sfarzoso, ma è sempre un lavoro e non un gioco. Bisogna fare tanta gavetta, imparando tanto dagli altri e per questo consiglio di essere apertissime a tutto quello che vi si presenta. Ci vuole quel quid in più, che per me rappresenta tutto. Il curriculum conta, ma fino un certo punto. Siate umani e cercate di conservare quel bagliore negli occhi».

 

 

illustrazioni di Jeanie Lochhead

 

 

 

 

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