"Been So Long", un musical british con Ms. Coel

November 25, 2018

 

Michaela Coel fa il suo ritorno su Netflix con il film musicale “Been So Long”, insieme alll’attore anglo-nigeriano Arinzé Kene.

 

LA TRAMA

 

Protagonista eccentrica e singolare di “Chewing Gum” (2015-2017), Coel interpreta il ruolo di Simone, una madre single che dopo una serata passata con una sua amica incontra un uomo tanto ammaliante quanto misterioso. Il passato dell’uomo non è uno dei migliori, ma con il tempo lei lo impara a conoscere e decide di dargli un’opportunità.

 

LE DINAMICHE E IL PERSONAGGIO DI SIMONE

 

Simone è una donna dal carattere forte: indipendente, con la testa sulle spalle, responsabile e in pace con la sua stessa persona. Il tutto trova scompiglio quando deve fare i conti con il suo passato. L’incontro con il nuovo affascinante e misterioso uomo le fa rivalutare la sua stabilità spirituale, aprendosi nuovamente alla vita e alle sue gioie. Il comportamento e la situazione di Simone fa aprire gli occhi anche ai suoi amici, che realizzano una volta per tutte quali sono le loro paure nel campo dell’amore.

 

LA MUSICA

 

La colonna sonora della pellicola è incentrata principalmente sul genere pop e hip-hop, accompagnate da non troppo elaborate coreografie, salvo alcuni pezzi in cui ci sono scene di gruppo, come nell’apertura del film con la frenetica Camden Town alle spalle della protagonista.

 

IL CAST

 

Il punto forte e la caratteristica più rilevante di questa commedia romantica sta nella diversità del cast, con un gran numero di talenti anglo-africani e giovani inglesi.

 

PERCHE’ DOVREI VEDERE “BEEN SO LONG”

 

La pellicola può piacere o meno, può essere dalla trama scontata a quella delle più originali, ma di sicuro insegna una grande lezione: l’apertura alla vita e all’amore.

Simone è una donna affermata nel suo piccolo. Ha una casa, una figlia da accudire che ama infinitamente, un lavoro, un giusto numero di amici, è in salute e si mantiene in forma in maniera impeccabile. Tutto ciò però non è nient’altro che uno scudo, un sistema di difesa che lei si è create per non andare oltre alle sue piccolo certezze. Come molte persone, Simone ha paura di venire incontro a nuove situazioni che possono scombinare ogni aspetto e persona a lei cara nella sua vita. L’incontro con Raymond, l’uomo misterioso, la spinge a rivalutare tutte le sue scelte, che seppur ottime, hanno solo lo scopo di immagazzinarla in un unico stato fisico e mentale.

 

Dopo aver subito una separazione amorosa, con una figlia disabile e con pochi amici che la comprendono, Simone pensa che Raymond non sia affatto ciò che necessita nella vita. Non vi dovrebbe essere alcun cambiamento nella sua esistenza, tranquilla e monotona. Quando però la donna si ritrova da sola a valutare tutte le cose belle e una potenziale possibilità di condividerle con una persona disposta a starle accanto, Simone si apre lentamente a tale aspettativa. Anche se vi sono alcuni intoppi, Simone alla fine riuscirà ad ottenere quello che più di ogni altra cosa le mancava: la libertà di essere aperta alla vita, abbracciandone le difficoltà e le sue più belle dinamiche.

 

Aprirsi genuinamente a più possibilità, in amore, amicizia, carriera e famiglia significa star bene con se stessi. Simone è una donna che dopo tanta sofferenza passata da sola è in grado di conoscere se stessa e di prendere decisioni da se, mantenendo le sue intenzioni e reazioni sotto controllo, anche quando qualcosa non va. E questa è una delle più grandi qualità che una persona, ma soprattutto una giovane donna dovrebbe aspirare al massimo.

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