A tu per tu con Carolina Molossi, co-founder di Bookalook

February 6, 2019

 

 

 

Dopo una laurea in filosofia a Milano, sua città d'origine, Carolina Molossi si trasferisce a Londra per intraprendere un Master alla Central Saint Martin. È proprio qui che le sue idee si incontrano con quelle di Melissa Fernandez: nasce così Bookalook, un software B2B per il settore fashion PR, che consente agli uffici stampa di gestire al meglio l’inventario dei capi di campionario, dall’uscita all’entrata degli stessi dallo showroom, mantenendo facilmente traccia di tutto. 

 

Come è nata l’idea di Bookalook?

Bookalook nasce da un’intuizione della mia partner, Melissa Fernandez. Dopo qualche prima esperienza nel settore come assistente stylist e ufficio stampa a Parigi, ha realizzato quanto alcune dinamiche fossero rese più complicate del necessario a causa della mancanza di una piattaforma digitale a supporto. Ci siamo conosciute a Londra: io stavo finendo il master e, nel mentre, lavoravo come freelance stylist assistant. Lei aveva appena cominciato a strutturare Bookalook, me ne ha parlato e, capendo esattamente i problemi che cercava di risolvere, abbiamo intrapreso questo viaggio insieme. 

 

Bookalook ha sede a Londra. Come mai avete scelto l’estero e non l’Italia? 

"Melissa è francese e spagnola, ci siamo conosciute a Londra, dove entrambe vivevamo e quindi, semplicemente,  fondarla in Italia non è mai stata un’opzione. Sicuramente poi, a Londra il processo è più ‘snello’, rispetto all'Italia." 

 

Come convinci un ufficio stampa ad usufruire del servizio di Bookalook?

"Mostro semplicemente spiegando loro quanto si snelliscano i processi più tediosi del loro lavoro, lasciando più spazio e tempo per quello che dovrebbe essere invece il focus del loro lavoro: comunicare. Inoltre con Bookalook, avendo accesso diretto ad un network internazionale di stylists, massimizzano anche la loro esposizione mediatica." 

 

Come tutti i percorsi, avrai sicuramente incontrato qualche difficoltà. Quali sono state?

"Sicuramente, non avendo una formazione tecnologica, mettere insieme un software complesso come Bookalook, all’inizio è stata una bella sfida. Trovare gli ingegneri giusti, imparare a comunicare con loro... Noi nativi tecnologici diamo la tecnologia e le sue forme per scontato, è invece incredibile quanto lavoro stia dietro ad ogni singolo bottone."

 

Quali sono i consigli che ti sentiresti di dare alle ragazze che vorrebbero aprire un proprio business?  

"Molta pianificazione, ma anche un pizzico di incoscienza per buttarsi."

 

Come gestisci entrambi gli aspetti di giovane donna imprenditrice ed influencer? 

"Non mi sono mai sentita un ‘influencer’. Mi è però sempre piaciuto comunicare attraverso il linguaggio visivo e le immagini e sono contentissima di ricevere belle proposte di collaborazione da portare avanti parallelamente al mio lavoro."

 

Quali/chi sono le tue fonti di ispirazione, per quanto riguarda il tuo stile?

"Sono estremamente attratta dalle donne con un fortissimo senso dello stile personale, come Leandra Medine. In generale tutto può essere fonte di ispirazione: un libro, un film, un viaggio, una canzone. Cerco di farmi condizionare il meno possibile dai trend o di interpretarli a modo mio senza forzature." 

 

Quali sono i tuoi indirizzi del cuore a Milano?

"Caffè da Sissi, cena da Sakeya, shopping per la casa da Funky Table, luoghi preferiti la mia Via Lincoln e, per un giro al museo, La triennale. I vestiti invece li compro solo online!"

 

Parlami un po’ del futuro. Quali sono i tuoi progetti e sogni?

"Quando esprimo un desiderio è sempre e solo quello di sentirmi realizzata. Qualsiasi progetto mi aspetti spero di riuscire a portarlo avanti con entusiasmo e di continuare ad amare quello che faccio senza annoiarmi mai."

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