Florencia fa cose, molte cose

April 10, 2019

 

Speaker radiofonica, content creator, cantante, attrice, presentatrice; il suo nome Instagram, @florenciafacose, non mente: Florencia Di Stefano-Abichain è una ragazza poliedrica, ambiziosa ed energica. Lo si sente dalla sua voce, che è il suo mezzo d’espressione più importante, e lo si capisce dalla sua storia e dai suoi progetti. Argentina di origine, bilingue spagnolo-italiano, ha vissuto in molte città d’Italia e persino in Austria, e oggi è stabile a Milano.

 

È proprio dagli studi milanesi di Radio Popolare che possiamo ascoltarla: tutti i giorni nel programma Bionda Radio, e tutti i venerdì su Ordinary Girls, che conduce insieme ad Elena Mariani. Ordinary Girls, in particolare, è recentemente diventato un podcast in esclusiva per Storytel, che a noi piace da morire per i messaggi femministi che trasmette: quello di Ordinary Girls è un femminismo che non è fatto di slogan vuoti, ma di sorellanza vera e cultura pop interessante. Da ascoltare assolutamente!

 

Oggi chiaccheriamo con Florencia, una donna che sa quello che vuole, si butta in molti progetti interessanti e si dedica a diffondere un messaggio femminista non solo attraverso le parole, ma soprattutto attraverso le sue azioni.

 

Iniziamo dalle domande scontate: qual è stato il percorso che ti ha portato fino a qui?

Mmh, quanto tempo hai? (ride ndr) È una storia lunga, diciamo che il mio percorso è stato molto complesso, ma lo è stato per scelta mia, perché ho sempre voluto assecondare i miei sogni. Dopo una laurea in traduzione e interpretariato, mi sono resa conto di voler creare i miei contenuti, non solo mediare i contenuti altrui. Ho quindi deciso di studiare giornalismo e, mentre lo facevo, ho continuato a coltivare la mia passione per la recitazione e il canto: avevo anche una band, i Lava Lava Love, che si era ritagliata un bello spazio nella scena indie italiana.
Dopo un po’ di anni in azienda come web communication manager, ho deciso di cambiare rotta e unire lavoro e passione.  Mi sono spostata verso il mondo dello spettacolo e verso la radio, che è il mio primo grande amore. Oltre a lavorare su Radio Popolare, sono anche presentatrice di eventi, narratrice di audiolibri e content creator.

Mi rendo conto di aver fatto scelte diverse le une dalle altre, ma credo che nessuna di queste sia stata sbagliata, ognuna è stata importante per me. Ho dovuto studiare tanto, ma ho coltivato il mio talento e il risultato è che oggi mi posso dedicare a ciò che amo. Devo dire che io non credo al talento come “diamante allo stato grezzo”: sono convinta che sia fondamentale impegnarsi a fondo per raggiungere i propri obiettivi.

 

Wow. Radio, musica, teatro. E invece, che rapporto hai con la televisione?

È sicuramente un mondo con cui ho poca confidenza, in cui le cose funzionano diversamente rispetto alla radio o al teatro. È un linguaggio totalmente diverso. Credo che, soprattutto nella TV italiana, sia un po’ difficile prendersi lo spazio di manovra che abbiamo sul web, sui social o in radio, la stessa libertà di parlare di tematiche delicate come femminismo o questioni di genere. 

 

Ecco, i tuoi programmi radio sono esplicitamente femministi. Come e quando ti sei approcciata al femminismo? 

Innegabilmente negli ultimi anni c’è stata un’ondata nel mainstream dei valori femministi, e ora siamo tutti più consapevoli. Posso però dire che rivendico valori del femminismo anche prima di sapere che si trattasse di femminismo: sul lavoro sono sempre stata molto determinata e non sono mai riuscita a concepire che i miei colleghi maschi guadagnassero più di me o potessero accedere a sfere aziendali esclusive, dalle quali le donne erano tagliate fuori. Sono sempre stata attenta alle piccole e grandi discriminazioni. Da quando sono a Milano, che è una città cosmopolita, ho gettato uno sguardo più ampio su queste problematiche e ho capito che tante cose in cui credevo avevano un nome: femminismo, in particolare femminismo intersezionale. Cerco infatti di dare il mio supporto alle donne ma anche a tutte le minoranze… Anche perché io sono pur sempre una femmina migrante!

 

Ordinary Girls sta andando alla grande anche su Storytel! Ci puoi già anticipare se ci sarà una seconda stagione? (mentre lo chiedevo, ho incrociato le dita ndr) Hai qualche progetto futuro che vuoi rivelarci?

Proprio oggi ho finito di registrare l’ultima puntata di questa stagione di Ordinary Girls per Storytel, e spero ci sarà un’altra stagione – anche perché, purtroppo o per fortuna, c’è sempre molto da dire su femminismo e discriminazioni di genere. Ovviamente Ordinary Girls continuerà su Radio Popolare! Per quanto riguarda futuri progetti posso anticiparti una cosuccia: io e la mia amica Marzia d’Amico, DPhil all’Università di Oxford, scriveremo un monologo a quattro mani, che io porterò in giro per l’Italia. Sarà un testo molto personale perché parlerà della tematica femminista vista dall’ottica di una ragazza migrante, come me. È un progetto ambizioso di cui vado davvero fiera, non vedo l’ora! Sarà un bellissimo modo per portare il femminismo in giro per i teatri d’Italia. Ovviamente, a me piacerebbe molto anche andare nelle scuole e parlare di femminismo con i giovani. Speriamo in bene!

 

Bè, che dire. Florencia è una donna da cui prendere ispirazione, a cui noi facciamo il più grande degli in bocca al lupo! Speriamo presto di vederla in giro per l’Italia con il suo monologo… e mentre aspettiamo continuiamo ad ascoltarla in radio!

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