Post Pink, antologia di fumetto femminista

April 12, 2019

 

Il corpo delle donne spesso va poco oltre le gambe, ed è da sempre oggetto dello sguardo. Di chi cerca il piacere, la condanna, il dominio, il controllo. Perché quello di una donna non è mai un semplice corpo, bensì un coacervo di simboli, dogmi sociali o culturali rispondenti a un trito modello. È tempo di sfatare- i miti, abbattere le differenze di genere e restituire dignità a quel corpo fatto di carne, sì, ma anche di mente, cuore, aspettative e desideri. In Post pink, nove autrici fra le più influenti e incisive della scena fumettistica italiana sono state chiamate a sfidare se stesse e le altre donne sul ring della lotta femminista, senza esclusione di colpi.

 

È uscita da pochissimo, edita da Feltrinelli Comics e curata da Elisabetta Sedda, una piccola ma essenziale raccolta di fumetti ad alto contenuto femminista.

 

Nove illustratrici raccontano in modo vero, provocatorio e originale il corpo di donna, poco narrato nel corso della storia proprio perché, tradizionalmente, la narrazione non è mai stata direttamente affidata a delle donne. Delle donne se ne è parlato di sbieco: ne hanno parlato prevalentemente gli uomini, logicamente senza mai indagare questioni come le molestie, la gravidanza o quell’animale mitologico che è il clitoride. E come avrebbero potuto? È difficile raccontare di ciò che non si vive in prima persona, o di ciò che non si ritiene abbastanza degno di essere raccontato.

 

Ora queste fumettiste abbracciano l’urgenza di riappropriarsi di una narrativa femminile, e in particolare di un aspetto come il corpo femminile, per secoli considerato un tabù infrangibile in tutte le culture (tabù che in alcune parti del mondo è ancora vivo e vegeto!). Nove donne ci sbattono in faccia i loro corpi e le narrazioni che da essi scaturiscono, e lo fanno in modo tanto spontaneo quanto irriverente.

Il libro è magistralmente introdotto dalla prefazione firmata da Michela Murgia, si legge in poco tempo ma è – a parere nostro – un classico “libro da comodino”: da tenere accanto al letto e sfogliare di tanto in tanto, per ridere e riflettere su varie tematiche, più o meno delicate. Ognuna di esse è affrontata in modo personalissimo dalle artiste, che con il loro tratto caratteristico danno voce a una specifica esperienza femminile, in tutta la sua fisicità e tangibilità.

 

E così, Sara Menetti ci parla del corpo che cambia, prende e perde centimetri in vari punti man mano che cresciamo e la nostra vita cambia con lui; con Alice Socal ci immergiamo nei desideri onirici di una ragazza, che sfoga il suo appetito sessuale attraverso spuntini di mezzanotte a base di un cibo davvero particolare (i wurstelini), che rivela infine una profonda crisi di identità; Margherita Morotti costruisce una rappresentazione astratta del pensiero di donna e indaga la natura dell’istinto femminile grazie all’irriverente spontaneità di alcune bambine; Sara Pavan esplora con occhi di donna il concetto di sorellanza e i pregiudizi di genere; attraverso il racconto di Alice Milani riflettiamo su cosa significhi subire una molestia e non avere il coraggio di parlarne con nessuno; la protagonista della storia di La Tram (nome d’arte di Margherita Tramutoli) ha deluso le aspettative della madre (e della società) e fa di tutto per porvi rimedio; Silvia Rocchi costruisce un passato immaginario in cui esisteva un piccolo universo parallelo di natura distopica, dove la sessualità (soprattutto quella femminile) non era vissuta liberamente; Cristina Portolano disegna un fumetto di poche parole, in cui le immagini celebrano la sacralità del momento privato della masturbazione femminile, vissuto in prima persona da una santa cristiana, Ildegarda, che fu proprio la prima a scrivere dell’orgasmo femminile; FumettiBrutti (pseudonimo di Josephine Yole Signorelli) firma la storia conclusiva dell’antologia, un racconto di femminilità abbracciata in tutte le sue sfumature più esplicite.

 

Chiudendo la raccolta, alla fine della lettura, si respira un’aria nuova, ci si sente più libere. Probabilmente perché narrare il corpo rende il corpo libero.

 

Tutte e nove le fumettiste riescono con successo a concentrare messaggi importanti di ribellione e grosse prese di coscienza in poche pagine colorate, visivamente meravigliose e dense di spunti di riflessione. Rivoluzionario, provocatorio e intraprendente, Post Pink è una racconta di fumetti punk assolutamente imperdibile.

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