Il fashion celebra il Pride, un contributo concreto alla causa

June 27, 2019

 

Giugno è agli sgoccioli e con lui il Pride Month, ma passata la festa non lasciamo che passi anche il suo significato.


Il mese del Pride è un mese di festa, che celebra, attraverso la condivisione, la musica e la gioia, i pieni diritti individuali di ciascuno di noi, ma oltre al divertimento c'è di più. È dal 1970 che questa tradizione viene festeggiata in America, e poco alla volta è diventata comune in tutto il mondo. I gay pride, festeggiati in tantissime città e capitali mondiali, devono essere visti come una vera e propria affermazione sociale di libertà di scelta sessuale e dell'accettazione comune di quest'ultima.

 

Il riconoscimento condiviso del fenomeno LGBT, ha finalmente portato anche molti brand, dalle grandi case di moda, ai piccoli artigiani, a disegnare collezioni che celebrino in maniera creativa attraverso forme, colori e tessuti, i movimenti e i diritti omosessuali. Nascono così capsule collection che abbracciano e inglobano questo momento attraverso il simbolo iconico del movimento: l'arcobaleno.

 

Tra i tanti big della moda che hanno creato collezioni apposite c'è Calvin Klein. Il brand americano ha dedicato una collezione di pezzi unici, tra cui T-shirt, marsupi, scarpe, fino ad arrivare all'underwear, che celebrano il Pride attraverso il logo del brand che si colora di tutte le nuance dell'arcobaleno. Inoltre durante le giornate del Pride, negli store selezionati, è stato possibile partecipare a delle sessioni gratuite di trucco a tema, banalmente per non passare inosservati durante la parata, concretamente per creare un momento di scambio e condivisione attraverso il momento.

 

 

Anche il fast fashion non è rimasto in disparte. Per il primo anno nella sua storia, H&M ha disegnato un'intera collezione che celebra la bandiera del gay pride, non a caso con capi unisex, tra cui felpe, T-shirt, pantaloncini, berretti ed anche fischietti per far sentire alta la propria voce durante la sfilata. Inoltre, da questa collezione chiamata Love for All,  il 10% del ricavato verrà devoluto alla United Nations Humans Rights Office Free & Equal, apportando così un reale appoggio alla causa.

 

 

E a proposito di donazioni H&M non è la sola. Sia Ralph Lauren, che Diesel, hanno partecipato attivamente al Pride Month disegnando una capsule il cui utile finale sarà devoluto alla OTB foundation, fondazione che lotta contro le disuguaglianze sociali. 

 

 

Non molto diverso è il contributo di Converse, che si impegna a sostenere la comunità omosessuale con delle collezioni in tema con il Pride Month già dal 2014, e che costantemente alimenta e sovvenziona economicamente sia le piccole attività locali che le grandi fondazioni internazionali, tra cui OUT Metro West e It Gests Better Project, organizzazioni americane che combattono per i diritti LGBT.

 

È importante fermarsi a pensare che il mondo fashion, oltre a giocare con la creatività creando collezioni uniche, divertenti e in armonia con il tema, si impegni concretamente, economicamente e socialmente, appoggiando i movimenti LGBT, sposando così una causa per la quale indossare solo una t-shirt come sappiamo tutti non basta, bisogna essere coscienti.

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