Le donne di Killing Eve

December 3, 2019

 

 

 

Trentesima nella lista stilata dal Guardian sulle 100 serie tv migliori del 21esimo secolo, grande protagonista degli scorsi Bafta e dei più recenti Emmy, Killing Eve è una delle serie thriller del momento. Prodotta dalla Sid Gentle Films per BBC America e disponibile in Italia su Tim Vision, la serie ispirata ai romanzi di Luke Jennings ruota attorno al rapporto tra Villanelle (Jodie Comer), un’assassina professionista, ed Eve (Sandra Oh), uno dei detective incaricati della sua cattura. Mano a mano che la caccia alla killer continua, tra le due nasce un’ossessione reciproca, una connessione pericolosa che le trasformerà profondamente.

La particolarità di Killing Eve è quella di trovarsi di fronte ad una caccia tra donne, personaggi complessi e sfaccettati. A rendere la rappresentazione femminile così inedita ed acuta è l’eccezionale scrittura delle showrunner della serie, Phoebe Waller-Bridge (Fleabag) per la prima stagione ed Emerald Fennel (Call the Midwife) per la seconda. Le due riescono a delineare una trama elaborata ed originale, che si distacca dai classici thriller non solo rovesciando la prospettiva maschile, ma andando a toccare temi quali l’attrazione sessuale, l’indagine della propria identità, la paura e gli istinti umani. È interessante a questo proposito andare più a fondo analizzando le tre figure femminili centrali della serie tv, Eve, Villanelle e Carolyn.

 

 

 

 

 

 

 

Eve

Eve Polastri -interpretata da Sandra Oh- è un’agente del Security Service britannico, è una donna determinata, intelligente ed incredibilmente intuitiva che conduce una vita apparentemente tranquilla insieme al marito Niko, un insegnante. Eve fin da subito si dimostra essere molto diversa rispetto ai personaggi femminili che conosciamo. Esperta di psicologia criminale e con una particolare fascinazione nei confronti dei serial killer donna, è ambiziosa, testarda, senza peli sulla lingua, irascibile e passionale e incarna tutte quelle nuove generazioni di donne a cui ormai il ruolo di “donna di casa” va stretto. La sua caparbietà e il suo talento fanno sì che venga coinvolta nell’operazione segreta per catturare Villanelle, che ha seminato una scia di sangue in tutta l’Europa. È molto interessante sottolineare le relazioni che Eve instaura con gli uomini della serie, specialmente con il più anziano Bill che più che un collega è un amico, un vero e proprio complice, e con Kenny, un giovane adulto genio del computer che aiuta l’MI6 nell’operazione. Entrambi i rapporti sono fondati quindi sull’amicizia e sulla collaborazione e sono totalmente privi di elementi sessuali e/o romantici, il che non è affatto scontato nella rappresentazione dei rapporti fra sessi opposti nei media mainstream.

Nonostante conduca un’esistenza piena e oggettivamente serena Eve, proprio come la sua nemesi, è travolta da un senso di noia ed insoddisfazione, che la porterà a mettersi nei guai e a partecipare ad un gioco del gatto e del topo molto pericoloso.

 

 

 

Villanelle

Oksana Astankova, conosciuta con lo pseudonimo di Villanelle, è una killer professionista di origini russe. Nata nel 1991 e cresciuta senza una famiglia, Villanelle ha sviluppato un disturbo psicopatico caratterizzato da assenza di empatia e da atti immotivati di violenza che l’hanno resa un’assassina a sangue freddo. Villanelle però è anche incredibilmente intelligente, ha un grande senso dell’umorismo, ama la musica classica e parla sei lingue. L’addestramento da sicario professionista l’ha resa abilissima nell’uso di ogni tipo di arma e pronta a qualunque tipo di situazione le si presenta di fronte. Come sottolinea la sceneggiatrice Waller-Bridge, non importa quanto siano complesse o pericolose le circostanze, Villanelle non usa mai la sua bellezza per uscire dai guai. Villanelle è un’amante del lusso e dei bei vestiti, tanto da essere nominata tra i personaggi fittizi più alla moda della tv e ad aver dato vita ad un vero e proprio trend indossando l’iconico abito rosa di Molly Goddard. Villanelle è un vilain (perdonatemi il gioco di parole) che amate odiare, o che non odiate affatto e che si aggiunge a quella fitta schiera di “cattivi” carismatici e seducenti come l’Hannibal di Mads Mikkelsen o il Moriarty di Andrew Scott. Tutto questo è reso possibile dalla magistrale performance di Jodie Comer, che per la sua Villanelle ha vinto nove premi in soli due anni.

 

Carolyn

Arricchita da anni di esperienza sul campo, Carolyn Martens -interpretata da Fiona Shaw- è il capo della sezione Russia del Security Service inglese (MI6). Carolyn conosce Eve durante le indagini sull’ assassinio di un politico russo, di cui l’esecutore materiale si pensa possa essere una donna.

Carolyn è una donna sulla cinquantina che ama il suo lavoro, è potente e rispettata nel suo campo e parallelamente alla sua attività con i Servizi britannici organizza un’unità segreta dedicata alla caccia di Villanelle, di cui mette a capo Eve  per le sue scaltre intuizioni, vedendo in lei una promessa. Carolyn è ambiziosa, carismatica e irriverente, ma anche misteriosa: non sai mai al 100% da che parte stia, certamente dalla propria. Oltre al lato professionale della donna, nella serie incontriamo Carolyn sia come madre che come amante: vedova al suo quarto matrimonio, vive la sua sessualità in modo libero e assolutamente naturale.  Come le sue co-protagoniste, il suo personaggio presenta vari livelli di caratterizzazione, il che conferma ancor di più la bravura delle giovani sceneggiatrici  intente a rivoluzionare il mondo della produzione seriale.

 

 

 

 

 

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